Milano: apre il primo coffee shop a scopo terapeutico

Milano: apre il primo cannabis social club a scopo terapeutico

Si chiama The Hemp Club e si rifà al già consolidato modello spagnolo

Il primo cannabis social club italiano è stato inaugurato lo scorso 9 ottobre in via Brusuglio 70, zona Affori, a Milano.

Si rifà al già consolidato modello spagnolo e ed è stato intitolato a Marco Pannella, che si è sempre battuto per la legalizzazione della cannabis.

Come funziona il primo social cannabis club a scopo terapeutico

Si chiama The Hemp Club, è l’acronimo di THC ed è un’associazione culturale cannabica ispirata a Marco Pannella. Il cannabis social club ha l’obiettivo di diventare un punto di ritrovo, discussione e scambio per i pazienti che hanno bisogno di farmaci a base di cannabis, tra cui i malati di Parkinson.

Il coffee shop è aperto a tutti, che, sulla base del modello spagnolo, saranno ammessi compilando una normale tessera di iscrizione.  Al raggiungimento dei primi cento tesserati, verranno coltivate le prime piantine. La cannabis potrà essere consumata all’interno del centro stesso da coloro che, dietro ricetta medica, dimostrino di aver bisogno di prodotti a base di cannabis a scopo terapeutico.  

Il presidente di The Hemp Club, Raffaello D’Ambrosio, ha dichiarato che

Come associazione aiutiamo il pubblico a reperire ricette mediche per l’uso di cannabinoidi. Le persone devono essere libere di coltivarsi la propria cura liberamente e noi abbiamo creato un centro in cui possono ritrovarsi”.

Come ogni associazione cannabica che si rispetti, The Hemp Club si avvarrà della presenza di un avvocato, il pensalista Filippo Molinari, che si occuperà della tutela legale degli iscritti e che ci tiene a sottolineare che “all’interno del centro non si svolge un’attività illegale ma culturale”.

Infatti, The Hemp Club vuole essere un punto di ritrovo e di scambio, che offrirà ai propri iscritti anche “corsi di pasticceria per insegnare a preparare pasticcini, biscotti e muffin a base di marijuana a chi non voglia fumare e preferisca assumere in questo modo la cannabis terapeutica”.

Un aiuto fisico e psicologico per i malati di Parkinson

All’interno del club, saranno ammessi anche i malati di Parkinson, che potranno usufruire della consulenza di medici per la prescrizione di farmaci a base di cannabinoidi, oltre che a trovare un luogo in cui poter confrontarsi e rilassarsi:

Non c’è una cura per la nostra malattia – ha dichiarato Brigida Zumbo, presidente dell’associazione Italiana Giovani Parkinsonianici sono farmaci che ci aiutano ma allo stesso tempo ci intossicano ed è stato dimostrato che la canapa è perfetta per noi. Si è infatti rivelata un forte rilassante che è quello che ci serve per calmare i crampi dolorosi, gli stati di ansia ed i disturbi del sonno. La marijuana data dallo Stato non è mai abbastanza, vogliamo essere liberi di produrla, inoltre, questo centro può aiutare i giovani malati che tendono a chiudersi in casa a incontrare e conoscere persone”.

The Hemp Club vuole essere, quindi, un modello di autoproduzione e condivisione che va a costituire un tassello importante nella lotta al proibizionismo, nel riconoscimento delle funzionalità e dei benefici della cannabis a uso terapeutico.

Leggi anche:
Cannabis libera: perché?
Cannabis “legale” e “terapeutica”: facciamo chiarezza
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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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