Milano: «Scusaci, Giacomo, per non aver fatto abbastanza per te»

Avrebbe compiuto 20 anni in questi giorni il ragazzino che morì in via Solari per una macchina parcheggiata in doppia fila. Ma la sicurezza di pedoni e ciclisti è peggiorata

8 anni fa in via Solari a causa di un’auto in divieto di sosta moriva sulla sua bicicletta investito da un tram Giacomo Scalmani, di 12 anni. Oggi Giacomo avrebbe 20 anni.

Cosa è stato fatto da allora per migliorare la sicurezza stradale a Milano, soprattutto per pedoni e ciclisti? NIENTE.

E lo dicono i numeri. Nel 2018 a Milano 26 pedoni sono morti sulle nostre strade, 7 vite spezzate in più rispetto al 2017. E questo è inaccettabile per una città che nel suo Piano Urbano della Mobilità proclama la “visione zero”, cioè zero morti sulle strade.
D’altronde in via Solari parcheggiare pericolosamente in divieto era una prassi tollerata (e i vigili lo ammisero a loro difesa: “Il Comune ci diceva di non fare multe alle auto in sosta vietata per non irritare i residenti
, ndr), con le auto così invasive da parcheggiare persino sui fiori messi per Giacomo.
Almeno la corsia protetta del tram, promessa dall’amministrazione comunale ma mai realizzata, avrebbe impedito fisicamente la sosta vietata, ma la paura per le “proteste” ha fatto
accantonare il progetto.

Scusaci Giacomo. Scusaci per non aver fatto abbastanza per te prima, e poi per tutti gli altri dopo”.

La rabbia sui social

Questo sopra è il post Facebook, di quelli capaci di gelare il sangue, pensato dall’associazione Genitori Anti Smog, molto attiva nella capitale europea delle morti da polveri sottili, per ricordare in questi giorni il ragazzino che morì nel tentativo di usare le strade della sua città. Via Solari, a Milano, allora come ora, come moltissime strade milanesi, è resa pericolosa dalle (troppe) auto, spesso parcheggiate in seconda fila. Per superarle si è costretti a portarsi nel centro della carreggiata, e se si è molto giovani, o distratti, può succedere, allora come ora, di restare schiacciati dal tram che sopraggiunge alle tue spalle.

Tram, sottolineano gli utenti nei commenti, che nelle città sono “assolutamente transennati! Un tram non può frenare all’improvviso e tanto meno sterzare! Qui sempre solo parole parole parole”.

La mobilità ciclabile è la grossa delusione di questa amministrazione, ottima per molte altre cose. Manca il coraggio di fare le scelte, nonostante i proclami del Comune di Milano”, è il commento di un altro utente che inutilmente tagga il Comune per una risposta.

Altri cercano di richiamare l’attenzione su altre zone pericolose. La zona Giambellino/Bellini, via Paolo Sarpi, resa pedonale ma piena di taxi che sfrecciano tra pedoni e ciclisti. “Questa giunta su questi temi sta facendo poco e male!” è il coro degli utenti. “È veramente terribile, girare in bicicletta a Milano è sempre più pericoloso. Ed è scandaloso che nemmeno hanno fatto una pista ciclabile in via Solari, se non fosse altro per il rispetto della memoria di questo povero ragazzino. Mi ricordo come ieri questo incidente, tutta la città ne era scioccata!!! E cos’è cambiato? NIENTE!
Comune di Milano: FATE QUALCOSA!!!!”

“Quando chiedi per 12 anni una ciclabile in una via e dopo mille tira e molla nel PUMS scrivono di fare dei “dehors” cosa dobbiamo pensare noi della politica medioevale del PD a Milano sul tema biciclette?”.

“Ci dicevano di non fare multe in via Solari” – ricorda nuovamente un altro utente Facebook la giustificazione dei vigili per la prassi tollerata dal Comune di parcheggiare in seconda fila –.

“Grida scandalo la decisione del Comune di rinunciare alla realizzazione della progettata corsia protetta per il tram in via Solari, esattamente a due anni dalla morte di Giacomo Scalmani, un ragazzino di 12 anni che in bici, per evitare la portiera di un’auto parcheggiata in sosta vietata, fu travolto e ucciso da un tram. Se ci fosse stata la corsia protetta quell’auto non avrebbe avuto lo spazio fisico per essere lì, neanche in divieto…” Ma la corsia non c’era, e in otto anni la sua progettazione si è persa nel mare dei buoni propositi.

Una città senza controlli per le auto

A confermare che nella città più europea d’Italia, quella dove tutto funziona e spostarsi è facile (rispetto ad esempio a Torino o Roma), le cose non vadano affatto bene, arrivano anche i dati di Ciclobby, che vedono un deciso -8% nel numero di ciclisti in circolazione. Come già accennato da GenitoriAntismog, nel 2018 sono stati ben 26 i pedoni investiti e uccisi sulle strade milanesi e 1.400 feriti, a cui si aggiungono i ciclisti di cui ancora non è dato conoscere il numero.

Per capire come mai questo succede, basti considerare i dati della società di ingegneria TRT trasporti, che ha stimato che solo il 3% del totale dei 2,8 milioni di auto/mese in divieto di sosta viene sanzionato, ma finché questa situazione continuerà a essere tollerata, difficilmente ci potranno essere miglioramenti. Nell’ultima classifica di Cantar, Milano se la spassa, quando si parla di mezzi pubblici. Siamo ottavi al mondo. “ma scende drasticamente dietro ai vicini d’oltralpe da Parigi ad Amsterdam a Londra, quando si valuta il sistema dei trasporti integrati dal punto di vista ambientale, a causa dell’alta percentuale di viaggiatori che scelgono di viaggiare in auto, soli (24.4%)”. Sono i mezzi privati, tanti, indisciplinati e impuniti, il grosso problema di Milano.

Una strada di Milano aggiunta a commento del post di Genitori Antismog sulla morte del piccolo Giacomo

Questo per parlare delle basi di una convivenza civile. Poi, nel caso il Comune di Milano dovesse decidere di farsi competente in materia, potrebbe informarsi su come sia facile, ed economicamente vantaggioso, rendere le strade migliori per tutti, salvaguardando la nostra sopravvivenza.

In memoria di Giacomo, e per una Milano migliore, l’Associazione Genitori Antrismog invita tutti alla marcia non competitiva “Stracarloporta” il 10 novembre, domenica.  

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente