Milano, una nonna fa 600 marmellate l’anno con la frutta avanzata della mensa

L’attenzione di una scuola al recupero anti-spreco

“Io, nonna Mariassunta, quando mi hanno chiesto di produrre marmellate, ho toccato il cielo con un dito, perché avrei potuto sbizzarrirmi in un’attività assolutamente adatta al mio modo di essere dove la fantasia è sovrana. Ho imparato a cercare nuove ricette su Internet, a correggerle, a sperimentare gusti nuovi. Ormai vi dedico molto tempo durante l’anno, e con immenso piacere. Credo che aiutare, in qualsiasi modo lo si faccia e per qualsiasi scopo, sia estremamente appagante sotto numerosi punti di vista. Una soddisfazione particolare? Quando a una vendita di Natale, è arrivato il Preside ormai in pensione. Mi si è avvicinato con un sorriso stupendo, mi ha fatto i complimenti e mi ha chiesto: “Posso abbracciarla?” Ho risposto: “Sicuramente!!! Quando mi ricapiterà una fortuna simile?”

Antispreco: avanti frutta

Una bella iniziativa antispreco promossa dalla Commissione Mensa del Comprensorio scolastico Giusti D’Assisi di Milano ha permesso il riciclo di pressoché tutta la frutta avanzata dai bambini, loro stessi protagonisti perché alla fine di ogni pasto sanno esattamente cosa fare. “La frutta che non vogliamo la portiamo via dalla mensa, e la mettiamo in grandi scatole all’ingresso. La maestra mi ha detto che una nonna ci fa le marmellate!”, mi racconta Caterina, 7 anni, seconda elementare.

L’impegno dei genitori della CM

“Tutto è nato dopo la grande fatica che la Commissione Mensa (CM) ha messo nell’ottenere da Milano Ristorazione (MiRi) frutta di alta qualità: bio, equosolidale e di stagione. A quel punto lo spreco l’abbiamo sentito ancora meno tollerabile – mi spiega Cecilia, mamma di due bambine e ideatrice del progetto, partito nel 2018 -. Non sprecare, certo, ma l’opportunità che abbiamo visto quando abbiamo trovato la disponibilità di una nonna a lavorare la frutta avanzata in marmellate era anche quella di raccogliere fondi per l’istituto per creare un laboratorio di educazione alimentare, un sogno nel cassetto di molte insegnanti e fortemente voluto anche dalla Commissione Mensa ”.

Fondi in beneficenza

Quest’anno la frutta recuperata ha rifornito anche alcune Brigate Volontarie per l’emergenza covid, nate durante il lockdown del 2020, tra cui la Brigata Lia che supporta 150 nuclei familiari in difficoltà a cui sono stati donati 350 kg di frutta rimasti inutilizzati dopo la chiusura improvvisa della scuola lo scorso marzo. Funziona così. Durante la settimana, bambini, maestre e genitori commissari mensa raccolgono l’eccesso, lo consegnano a Mariassunta, 72 anni, un passato da maestra, e lei con tanta passione sfodera i suoi pentoloni e riesce a creare fino a 600 vasetti di marmellata l’anno, 250 gr l’uno. “Le offriamo a contributo volontario ai genitori della scuola in occasione delle feste di Natale e, al momento, nella sede dell’Associazione Scolastica, la GPP, in una stanzetta della scuola adattata a vendere grembiuli e magliette per finanziare tanti progetti scolastici. Con i soldi delle marmellate, in particolare, abbiamo istituito un laboratorio di educazione alimentare, due anni fa, dove i bambini lavano e tagliano frutta e verdura, imparano l’essicazione e si cimentano a fare la pasta e il burro. Grazie ai fondi raccolti con la vendita delle marmellate abbiamo pagato la formazione agli insegnanti e i tavoli in acciaio da veri cuochi”.

Una volontà condivisa

Tutto è possibile anche grazie alla collaborazione di Milano Ristorazione e delle maestre dell’istituto, che organizzano la raccolta e il recupero della frutta. La maestra Patrizia ci racconta: “I miei allievi di quinta elementare a turno controllano, raccolgono e stoccano la frutta da elargire ai vari enti, e tutto questo rientra in pieno in quella disciplina denominata educazione civica”.

L’avanzo è stato particolarmente alto quest’inverno perché, a causa dell’emergenza sanitaria, è stato interrotto sia il progetto Siticibo sia il progetto frutta a merenda. Per limitare i contatti, cioè, quest’anno i bambini hanno portato da casa la merenda di metà mattina, che prima veniva servita da Miri e consisteva proprio nella frutta che adesso invece è servita dopo pranzo. “Facile che dopo primo e secondo i bambini avanzino la frutta, e tutto quello spreco, proprio, non potevamo sopportarlo”, continua Cecilia.

Mille modi per dire no alla spreco

A parte le marmellate e la collaborazione con le Brigate Covid, altre iniziative che già coinvolgono questa scuola sono il sacchetto “Io non spreco” con cui i bambini portano a casa gli avanzi della frutta della giornata, e il programma Siticibo della Fondazione Banco Alimentare Onlus, che recupera gli alimenti avanzati dalla refezione scolastica, e ancora integri, due volte alla settimana.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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