Milano unisce i balconi nella lotta allo smog

Raggiunto l’obiettivo di mappare gli inquinanti e loro variazioni in ogni strada e scuola

Le grandi e medie città italiane soffocano, incapaci di attuare politiche che prevengano l’annuale appuntamento con lo sforamento di gas tossici e polveri sottili: Milano in testa. Timidamente si provano rimedi tampone: dal blocco delle auto previsto per domenica prossima, alle piante mangia smog che Padova invece vuole piantare creando boschi e fasce verdi cittadine.

Arianna: conosci il nemico

A Milano, è ancora possibile partecipare al progetto Arianna: il vaso da balcone progettato da un team di giovani ingegneri e designer del Politecnico di Milano per monitorare la qualità dell’aria in città. La raccolta fondi attraverso la piattaforma di crowdfunding e hub di innovazione sociale Produzioni dal Basso è ancora aperta.

L’obiettivo economico della campagna (che ammonta a 40mila euro) è stato praticamente raggiunto e nei prossimi mesi verranno consegnati i primi vasi. Nel frattempo, è già possibile scaricare l’applicazione dedicata su Play Store (e a breve anche su Apple Store) per prendere visione dei dati finora raccolti e seguire in diretta la crescita della rete di “Arianne”.

Il team di giovani ricercatori che hanno ideato Arianna

Ogni strada è un inquinamento a sé

Nel momento in cui tutti i vasi saranno distribuiti, il network di Arianna arriverà a coprire 200 punti di monitoraggio – complementari a quelli già esistenti (solo due, ndr) – che consentiranno non solo di avere a disposizione dati in tempo reale circa la qualità dell’aria a Milano, ma anche di comprendere la variabilità dell’inquinamento di strada in strada. È infatti dimostrato scientificamente che la qualità dell’aria è un fenomeno iperlocale, che cambia significativamente da quartiere a quartiere e da strada a strada. Se vuoi conoscere come è messa casa tua o la tua scuola, e aiutare la ricerca, puoi dunque unirti al progetto e portarti a casa il tuo vaso di Arianna. L’obiettivo finale dei ricercatori è valutare l’impatto delle soluzioni più efficaci per ridurre l’inquinamento, misurandole dettagliatamente, per capire se e quando funzionano.

A Padova si punta sul verde

Per il padovano, uno dei tentaivi di abbattere il particolato e i gas inquinanti si chiama Paulownia ed è una pianta che, secondo gli esperti di Coldiretti Padova, è in grado di assorbire dalle 28 alle 32 tonnellate di anidride carbonica all’anno, con poi la possibilità di ricavare un legno leggerissimo e resistente dopo cinque-sei anni dalla piantumazione.

“Da un paio d’anni stiamo lavorando per costruire una rete d’impresa di produttori di Paulownia anzitutto per realizzare una filiera del legno, prodotto ideale per costruire mobili, arnie, ma anche arredi per le navi, considerato il peso ridotto, insieme a stoviglie alternative alla plastica”, ha spiegato Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova.

Speriamo che tutto questa serva anche a sensibilizzare la politica, l’unica che potrebbe incidere realmente nel cambiare le cose.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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