Miloud e la Fondazione Parada

La storia di un naso rosso e di un’opportunità

È il 1989 quando cade il regime di Ceaucescu in Romania.

La situazione del Paese è sempre più caotica. Nel 1992 un servizio alla televisione francese racconta la drammatica situazione dei bambini abbandonati da famiglie disastrate, fuggiti dagli orfanotrofi, che vivono a Bucarest lungo i canali sotterranei che portano il riscaldamento nella città. Sono migliaia – una stima parla di 3000 – e sopportano i morsi della fame sniffando l’Aurolac, uno smalto colloso per la verniciatura contenente solventi con effetti allucinogeni.

A guardare quella trasmissione c’è un ragazzo di 20 anni, franco-algerino; si chiama Miloud Oukili e non ci dorme a pensare a quei ragazzi con gli occhi vuoti a causa della droga, invisibili al mondo. E decide di fare qualcosa, di partire per conoscerli e magari trovare un modo per aiutarli.

Li trova subito, dopo un viaggio in treno da Parigi: quando scende alla Gare du Nord di Bucarest sono lì che chiedono l’elemosina, lo avvicina una ragazzina di 12 anni che gli si offre come prostituta per i pochi soldi che le permettano di comperare la colla.

Dentro la valigia Miloud ha pochi vestiti ma un sacco di attrezzi da clown, un organino e nasi rossi. Non sa una parola di rumeno e allora chiede ai bambini di insegnargli la loro lingua, in cambio lui insegnerà loro la clownerie.

Si legge nel sito della Fondazione Parada nata nel 1996:
“Il clown è lì per ridere di ogni miseria, per seppellire le paure, per spegnere il dolore. Miloud Oukili non è un educatore né un sociologo. È un saltimbanco, fiero di essere tale. Ha messo in gioco la sua tenerezza, il suo amore per lo spettacolo, il gusto del riso per esorcizzare la paura. Così ha saputo farsi accettare da chi ha alle spalle storie difficili e diverse, ha ricreato con i suoi ragazzi una famiglia, senza orari né obblighi.
«Attraverso lo spettacolo i ragazzi imparano a prendersi in giro, a rispettare gli altri, ad acquisire il senso di responsabilità, a prendere contatto con il mondo esterno – afferma – Hanno un ruolo, quello di divertire il pubblico, e una storia da raccontargli. Lo fanno con abilità e destrezza, con la capacità dei veri artisti».
Qualcuno ha trovato un lavoro, tutti imparano a leggere e scrivere, a parlare una lingua meno essenziale di quella della strada, imparano a dare, a capire che tutto si guadagna, che bisogna lavorare per vivere. Che si può vivere… e ridere… e suscitare un sorriso. Clown del mondo nel circo della vita”.

Con i proventi degli spettacoli e le donazioni la Fondazione Parada organizza un centro diurno che accoglie i ragazzi e propone corsi di qualificazione al lavoro, una decina di appartamenti dove i ragazzi vivono in comunità, un pulmino che gira la notte per la città offrendo soccorso e intessendo rapporti con i ragazzi che ancora diffidano del progetto.

Dal 2010, inoltre, è attiva una collaborazione con la Fondazione ACCOR (primo operatore mondiale nel settore alberghiero) che non solo facilita l’inserimento lavorativo dei giovani, ma prevede un programma informativo per i gestori degli alberghi e i loro dipendenti sulle problematiche legate alla vita in strada.

Un naso rosso: a volte basta solo un naso rosso contro l’indifferenza.

Immagine di copertina: Fonte www.parada.it

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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