Tassa su bibite gassate, merendine e aerei

Ministro Fioramonti “Tassa su bibite gassate, merendine e aerei”. Buona idea? In molti Paesi è legge

Obiettivo: recuperare 1,7 mld di euro attraverso piccole tasse

“Già come viceministro avevo proposto delle tasse di scopo su bevande zuccherine, merendine e voli aerei per trovare risorse per la ricerca“. Lo ha affermato il neo ministro dell’Istruzione, Università e RicercaLorenzo Fioramonti ai microfoni di ‘Speciale Gr1, diario della crisi’ su Radio 1, spiegando che la strategia che intende mettere in atto “è quella di inserire delle tassazioni che inducano consumi più responsabili e al tempo stesso racimolare risorse che possano essere investire su ricerca e formazione, con un doppio effetto positivo”.

“E’ una proposta – ha aggiunto – che non ho fatto oggi, ma da viceministro. E ora la rinnovo. Potrebbe non essere sufficiente ma è un primo passo”. “Ho pronte delle proposte – ha proseguito – per recuperare 1,7 mld di euro attraverso piccole tasse di scopo. Ad esempio mettere una tassa di due euro su un biglietto da 700 per New York”. (Fonte: ADNKRONOS.COM – Fioramonti: “Tassa di scopo su bevande e merendine”)

Dalla stampa nazionale:

Tassa sì non c’e dubbio, ma che fa bene anche alla salute. Da anni è stato dimostrato che il consumo di soda fa ammalare quando contiene troppi zuccheri. Paesi come Stati Uniti e Messico hanno proposto la soda tax. Una misura che funziona bene, soprattutto se applicata in base alla concentrazione di zucchero.

L’American Journal of medical association ha appena pubblicato uno studio sulla popolazione europea, italiani compresi. Quasi mezzo milione di uomini e donne messi sotto osservazione per un lungo periodo di anni. Ebbene le conclusioni confermano quanto in fondo si sapeva già. Non le bollicine in sé che non fanno male, ma tutti i soft drink che son pieni di zucchero e aromi accorciano la vita. Secondo i 50 ricercatori che hanno lavorato sotto la guida del dottor Neil Murphy, l’abuso di soft drink rappresenta una delle cause che accorcia la vita media delle persone. Chi ne abusa insomma non arriverà facilmente a raggiungere i tassi di sopravvivenza che in Italia sono alti e fanno invidia a molte altre nazioni, anche dell’Occidente ricco. Insomma se volete vivere a lungo bevete altro.

Secondo i ricercatori bastano due bicchieri (mezzo litro) tutti i giorni per andare incontro a problemi legati a tutte le malattie digestive. The American beverage association, che raccoglie i produttori statunitensi di bevande, ha subito risposto definendo la ricerca poco attendibile. Sarà. Certo tassare le bibite per migliorare la scuola non è un’idea così malsana. Continua a leggere (Fonte:REPPUBBLICA.IT di Barbara Ardù)

In Italia la “sugar tax” (ndr. Tassa su cibi e bevande zuccherate) era già stata votata dalla commissione Finanze per essere inserita nell’ultima legge di bilancio. Era destinata a coprire l’esclusione del regime Irap per le partite Iva fino a 100mila euro, ma la Lega si è opposta e alla fine è saltata. Ad averla riproposta però, per combattere obesità e diabete, sono stati 340 tra medici, pediatri e nutrizionisti, che hanno scritto a febbraio all’ex ministro della Sanità Giulia Grillo “per chiedere una tassa del 20% sulle bibite zuccherate da destinare a progetti di educazione alimentare. Ma finora – aveva detto Walter Ricciardi, presidente della Federazione Mondiale delle Associazioni di Salute Pubblica (Wfpha)- non ha avuto riscontro”. Sono tanti i Paesi nel mondo in cui è già realtà: dopo il report del 2015 nell’Organizzazione mondiale della sanità che dava conto degli effetti negativi degli zuccheri sulla salute, la “sugar tax” è stata introdotta in 20 paesi e oggi sono circa 35 gli stati o le città ad averla adottata.

In Europa, la pioniera è stata la Norvegia, che l’ha introdotta nel 1922 e ha deciso di aumentarla nel 2018 sia per i prodotti confezionati, sia per le bevande. In Ungheria è legge dal 2011, e ha fatto registrare una flessione media del 20% dei consumi di bevande zuccherate. La tassa presente anche in Gran Bretagna, Catalogna (Spagna), Francia, Irlanda, Belgio, Estonia, Portogallo e Finlandia. Il Giappone e lo Stato del Kerala in India hanno invece dato il via libera a una “fat tax” sui cibi che contengono una quantità eccessiva di grassi saturi. Una misura che in Danimarca – dove si applicava su burro, latte, formaggio, pizza, olio e carne – è stata abolita nel 2013 perché molto impopolare, così come quella sulle bibite zuccherate che era stata introdotta nel 1930Continua a leggere (Fonte: Tassa su merendine e bibite: la proposta di Fioramonti (per finanziare la ricerca) in molti Paesi è legge. I casi dalla Norvegia alla Francia ILFATTOQUOTIDIANO.IT di Eleonora Bianchini)

BIBITE GASSATE, ITALIANI PENULTIMI IN EUROPA PER CONSUMI –  Il rapporto tra italiani e bibite gassate è sempre meno solido. Secondo uno studio di Assobibe, associazione confindustriale delle imprese delle bevande analcoliche, i volumi di vendita del loro mercato di riferimento sono in calo del 25% dal 2009 a oggi: l’Italia si colloca al penultimo posto in Europa per consumi pro-capite di bibite gassate.

 Resta, sottolinea l’associazione, un settore che “genera un valore complessivo, diretto e indiretto, di 4,9 miliardi di euro, pari allo 0,29% del PIL nazionale e contribuisce alle casse dello Stato per 2,3 miliardi di euro di entrate fiscali e contributive”, come ricorda il direttore generale Assobibe, David Dabiankov. Continua a leggere (Fonte: REPUBBLICA.IT)

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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