Mobilità elettrica, energia pulita e “Internet delle cose”: il futuro è adesso

I dati del Bloomberg New Energy Finance ci mostrano che il futuro da tanto atteso e descritto è arrivato

La transizione verso economie low-carbon è destinata a proseguire nel 2019, guidata anche dalla riduzione dei costi dell’energia solare ed eolica, dal progresso tecnologico sul fronte delle batterie e dalla convinzione sempre più marcata da parte di aziende e investitori che la sostenibilità sia anche qualcosa di molto, molto remunerativo. Non sarà semplice dare continuamente linfa a questa transizione, considerando anche l’instabilità politica di alcuni scenari chiave (citiamo la Brexit, solo per fare un esempio), ma sembra proprio che gli investimenti non saranno fermati da queste variabili. Lo dimostra il caso della mobilità elettrica: il 2019 sarà un anno chiave, in cui non vedremo sparire all’improvviso dalle nostre strade tutti i veicoli diesel e benzina, ma in cui tanto lentamente quanto inesorabilmente aumenteranno le vendite di veicoli elettrici.

Veicoli elettrici: vendite in crescita

Secondo le previsioni, la vendita globale di veicoli elettrici salirà del 40%. Ci sono quasi 5 milioni di persone che hanno già scelto un veicolo elettrico (oltre 5 milioni considerando anche autobus e altri veicoli commerciali). Secondo i dati del BNEF, dobbiamo aspettarci per il 2019 altri 2,6 milioni di veicoli venduti, vale a dire una crescita delle vendite che, appunto, aumenta del 40%. Crescita, sì, ma meno massiccia rispetto al +70% del 2018. La Cina farà ancora la parte del leone con 1,5 milioni di vendite, il 57% circa del mercato globale, in un Paese simbolo della transizione ma che difficilmente farà registrare un raddoppio delle vendite anno su anno nel 2019 come appena avvenuto. Febbraio è il mese del taglio agli incentivi, sebbene con una progressione che arriverà fino alla fine del secondo quadrimestre dell’anno. A livello globale, alcuni fattori incideranno sul rallentamento delle vendite: tassi di interesse più elevati e una minore “corsa all’acquisto” sono tra questi.

E, naturalmente, in Paesi come Usa e Regno Unito l’acquisto di un veicolo elettrico dipende molto dalla disponibilità di sussidi, che tuttavia si ridurranno: nel Regno Unito, in particolare, sono stati eliminati gli incentivi per i modelli ibridi plug-in, che avevano raggiunto la popolarità; nel Nord America le vendite saliranno da 405 mila a 425 mila, non molto, almeno secondo queste previsioni. In Europa, le stime parlano di meno di 500 mila veicoli elettrici venduti. La crescita maggiore delle vendite dovrebbe registrarsi in Germania e nei Paesi nordici in generale. In Italia, secondo il BNEF, finora le vendite sono partite al rallentatore, ma il 2019 potrebbe essere l’anno giusto.

Ecco alcune delle altre anticipazioni principali del Bloomberg New Energy Finance.

Energia: costi minori, meno denaro investito. È semplice: ogni anno gli investimenti in energia pulita devono essere maggiori per rimanere uguali all’anno precedenti e il motivo è che i costi legati alla realizzazione di progetti eolici e solari, in particolare, scendono ogni anno. Nel 2018 abbiamo assistito ad un crollo dei prezzi dei moduli fotovoltaici e ad un boom di investimenti nell’eolico offshore che sarà complicato raggiungere nel 2019. Se nel 2018 sono stati investiti in energia pulita 332,1 miliardi di dollari, non aspettiamoci lo stesso ma nemmeno catastrofi, dunque, anche perché la cifra negli ultimi anni si è sempre aggirata attorno ai 300 miliardi.

Storage: per la prima volta si supereranno i 10GWh

Per la prima volta saranno superati i 10GWh di distribuzione di energia. I produttori cinesi di batterie stabiliranno in maniera marcata la loro presenza sul mercato globale, nonostante guerre commerciali di ogni sorta. Saranno soprattutto le case automobilistiche a stringere alleanze con loro, anche perché in Cina saliranno le vendite di veicoli elettrici, le cui batterie nel 2019 faranno registrare costi mai così bassi prima d’ora, ancora più bassi dei 176 dollari a kWh di fine 2018.

IoT: le grandi aziende stregate da intelligenza artificiale e robotica

Negli ultimi tempi le multinazionali e i fornitori di attrezzature industriali hanno speso miliardi nell’Internet of Things, in esperimenti legati all’intelligenza artificiale, automazione, robotica e sensori. Sono così riusciti a vendere ai loro clienti altri software, ma nei loro obiettivi c’è molto altro. Aziende come General Electrics, Siemens, Hitachi, ABB e Schneider sanno bene che in questo settore i competitor sono sia piccole startup che giganti dell’IT. Per questo tendono oggi a creare rami d’azienda dedicati proprio ai nuovi prodotti tecnologici e, secondo il BNEF, nel 2019 gli investimenti in piattaforme digitali, acquisizioni e in tutto ciò che ruota attorno al business dei software e del digitale saranno massicci.

Fonte: https://about.bnef.com/blog/transition-energy-transport-10-predictions-2019/

Immagini: Armando Tondo

Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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Anna Tita Gallo

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