Mobilità: Milano bocciata, “politiche pavide contro lo smog”

Città dove si vive meglio d’Italia, solo se vivere bene significa riuscire a trovare un lavoro. Nei fatti però Milano affoga nelle sue polveri

Siamo oltre i limiti per l’inquinamento dell’aria da quando brilla il sole sulla pianura padana e sulla sua capitale più asfittica, Milano. Come sempre, anche in questo inizio di 2020, solo la pioggia può limitare – come è stato in autunno – un danno cronico che nei fatti nessuna amministrazione è riuscita a mitigare. Né l’area B o C, né gli “sforzi” fatti per potenziare una mobilità intelligente, che non accorci cioè l’aspettativa di vita dei suoi abitanti così pesantemente (si calcola che in Pianura Padana, con 93mila morti l’anno, si concentrino i danni più gravi d’Europa per smog).

Milano resta la città delle automobili, dove la sosta selvaggia è impunita, i limiti di velocità indicazioni e non obblighi, e dove girare in bicicletta è un azzardo. Solo il Sole 24 Ore, quotidiano economico finanziario, continua a incoronare Milano città più vivibile d’Italia (ché solo Qui lo smog uccide con eleganza, come scriveva Jacopo Fo lo scorso anno).

“Bravi solo a comunicare”

«Penso che in ambito di comunicazione questa sia la miglior amministrazione che Milano abbia mai avuto», commenta Antonella Pesenti, attivista della bici che a Milano ha ideato e gestisce Fridabike. «Hanno centrato perfettamente gli obbiettivi di cui far parlare la stampa: piantare gli alberi, aderire alla lotta all’emergenza climatica, Milano Plastic Free (che vuol dire!?) incentivi a chi rottama diesel e a chi trasforma i tetti e i cortili dei palazzi in suolo verde. Questo è ciò che viene comunicato, in pratica è tutto il contrario. Mentre si vedono gli assessori che piantano alberelli, a Milano si sta realizzando un’ascesa evidente del consumo di suolo: basti pensare agli scali ferroviari, l’ultima chance per Milano di avere dei polmoni verdi al suo interno. È l’unica grande città europea in cui i ciclisti sono in diminuzione, i pedoni investiti in aumento e la colpa è dell’amministrazione. Non basta che il sindaco si faccia fotografare mentre va in bicicletta con i bambini, l’assessore alla mobilità deve fare un piano di infrastrutture ciclistiche ragionato e al passo con le richieste dei ciclisti. Ad oggi non esiste un piano per la mobilità ciclistica in questa città e ciò è scandaloso».

Il verde perduto al Politecnico

«Il sindaco Sala ha dichiarato l’emergenza climatica e organizzato il ‘Capodanno per il futuro’, ma il Comune ha dato parere favorevole all’abbattimento degli alberi al Politecnico», ha detto il ricercatore Alessandro Dama il 2 gennaio scorso. Quel giorno, all’alba, difesi dal massiccio dispiegamento di forze dell’ordine a fermare le proteste, gli operai del Comune hanno abbattuto il parco del Campus Bassini dell’ateneo milanese, che da oltre 70 anni era uno spazio verde di 6mila metri quadri di ristoro, riflessione e passeggio per il ‘Poli’, un’oasi rarissima e ora scomparsa in uno dei quartieri più plumbei, quanto a cemento, di Milano. «Le istituzioni sono ambientaliste solo a parole: il Politecnico in due mesi non ha accettato nessun tavolo di trattativa e il Comune non ha vigilato sull’operazione di trasferimento degli alberi, convocando un’altra commissione”. Poi però, microfoni in vista, si sprecano le dichiarazioni su cosa “sarà fatto” per rendere Milano una metropoli verde. In un sempre più vago futuro.

Il car-free day con le auto

Nei fatti sono altre le priorità, come si è spesso dimostrato, talvolta in modo emblematico. Ad esempio in occasione dell’ultimo car-free day, la giornata mondiale delle città senz’auto, alla quale Milano ha formalmente aderito, ma paradossalmente senza vietare la circolazione delle auto (l’evento coincideva infatti con la settimana della moda).

«Dal 2013 sono coordinatrice della Fancy Women Bike Ride – mi dice Pinar Pinzuti – un evento annuale durante la settimana europea della mobilità sostenibile che si svolge in 15 paesi contemporaneamente, dalla Turchia al Regno Unito. L’evento si svolge da 2 anni anche a Milano,  l’unica a non aver aderito al car-free day. Se vogliamo che le persone cambino le loro abitudini, dovremmo far provare loro delle alternative, permettendo di fare esperienze positive, e vivere il cambiamento in prima persona, verificando poi direttamente nei risultati gli effetti sull’aria in termini di polveri sottili e NOx derivanti da una sola giornata senza auto».

Insufficiente coraggio con le bici

«La realtà – mi dice Anna Gerometta di Cittadini per l’Aria, Onlus che a Milano cerca di coinvolgere l’opinione pubblica su un problema che continua a uccidere – è che l’attuale amministrazione sta facendo procedere talune politiche a favore della mobilità e del verde, ma con insufficiente coraggio. È vero, si progettano documenti potenzialmente cruciali (come il PUMS, il Piano urbano della mobilità, e il PGT, il Piano di governo del territorio), ma l’impressione è che questi abbiano insufficiente determinazione e tempi inaccettabilmente lunghi. Milano consente la distruzione di vere aree verdi già esistenti con la promessa di nuove piantumazioni altrove, perdendo il senso della conservazione del verde e della non sostituibilità del verde abbattuto. Si procede a tentoni con la creazione di percorsi per la ciclabilità che è, quest’ultima, ancora una chimera per una città che, avendone la determinazione, potrebbe e dovrebbe spostare oltre il 20% della sua popolazione in bici. Si teme l’adozione di una vera e coraggiosa politica della sosta che da sola consentirebbe di far procedere i mezzi pubblici in corsie sempre preferenziali e la mobilità dolce (ciclisti, micro mobilità) in sede destinata e sicura».

A Milano l’auto è il mezzo più facile

«Credo che le politiche per l’aria portate avanti dal Comune di Milano vadano giudicate nei risultati, più che nelle intenzioni», conferma anche Paolo Pinzuti, milanese fondatore di Bikenomist, un’azienda di comunicazione, formazione e consulenza per tutti coloro che vogliono beneficiare economicamente “dell’era della bicicletta”, ma che sembra arrivata ovunque tranne che da noi. «Area B è un’ottima iniziativa che sarebbe più che adeguata per una città esposta a correnti aeree e circolazione dell’aria, ma è del tutto insufficiente in una grande città della Pianura Padana, il luogo con l’aria peggiore d’Europa. Bisogna avere il coraggio di affrontare la realtà: l’aria a Milano è pessima a causa delle auto che la invadono e per migliorare l’aria bisogna ridurre la circolazione delle automobili con politiche dedicate. Le persone usano l’auto a Milano perché è troppo facile farlo: sali e vai e se poi devi parcheggiare, un marciapiede libero si trova sempre. Le città del Nord Europa che hanno ridotto fortemente l’uso dell’auto hanno iniziato dai parcheggi aumentando i prezzi e facendo rispettare i divieti. Bisogna iniziare a rimuovere auto dalle strade per trasformarle in luoghi ricchi di alberature, con piste ciclabili e trasporto pubblico. Ricordiamoci che le auto non devono entrare per forza in tutte le strade».

E’ possibile cambiare?

Alla fine di questo deludente bilancio, è Gerometta l’unica a lasciare una speranza. «C’è un elemento molto positivo che non va dimenticato nella politica dell’attuale amministrazione meneghina: un maggior dialogo con la cittadinanza che anche la precedente amministrazione faceva fatica a intavolare. In realtà, tanto sta accadendo nella direzione giusta, ma in maniera così lenta e talvolta contraddittoria, da far perdere vera sostanza alle politiche in via di attuazione. Voglio dare un consiglio al sindaco Sala: abbia vero coraggio nel mostrare la propria determinazione verso politiche veramente di trasformazione ecologica della città e l’urgenza della propria pianificazione sarebbe indispensabile per ottenere credito per un secondo mandato».

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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