Mobilità pulita: come ottenere il bonus di 500 euro

Ciclisti davanti alle auto ai semafori, “bike lane” e mobility manager

Probabilmente chi vuole comprare una bici, una bici a pedalata assistita, un monopattino elettrico, un overboard o monoruota, pagherà al negoziante per poi essere rimborsato dopo aver caricato scontrino e fattura su una piattaforma elettronica, e ricevere quindi il rimborso. L’altra possibilità è che i commercianti dovranno gestire tutto l’aspetto burocratico e proporre il mezzo al prezzo già scontato. Sicuramente la prima ipotesi sarà realizzata, perché l’incentivo è anche retroattivo rispetto al decreto. Ma per tutti i dettagli la ministra dei Trasporti Paola De Micheli ha fatto sapere che serve un confronto con il ministro dell’Ambiente prima di poter fornire ulteriori dettagli.

Bonus retroattivo

Il “buono mobilità” per l’acquisto di bici e mezzi della micromobilità elettrica sarà “retroattivo”, cioè valido anche per gli acquisti effettuati a partire dal 4 maggio 2020 (e fino al 31 dicembre 2020). Confermato il valore massimo rimborsabile di 500 euro ma la percentuale che sarà coperta dal bonus è pari al 60%: quindi per sfruttarlo tutto bisognerà spendere almeno 833 euro. In alternativa, il bonus potrà essere sfruttato per l’utilizzo di servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture: ok a bike sharing e scooter sharing, no al car sharing. 

Chi ne ha diritto

I residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città Metropolitane, nei capoluoghi di Provincia e nei Comuni con popolazione superiore a 50mila abitanti.

Modifiche del Codice della Strada

Era il punto più a rischio ma lo abbiamo portato a casa. Ci sarà la “Casa avanzata”, ovvero un rettangolo evidenziato a terra sotto ogni semaforo, una linea di arresto e attesa del “verde” dedicata alle biciclette, che potranno così sostare di fronte e non accanto alle auto, in modo più sicuro per chi svolta. La “Casa avanzata” potrà essere realizzata “lungo le strade con velocità consentita inferiore o uguale a 50 km/h, anche se fornite di più corsie per senso di marcia, ed è posta a una distanza pari almeno a 3 metri rispetto alla linea di arresto stabilita per il flusso veicolare”.

Sarà introdotta la “corsia ciclabile”, o bike lane, una striscia parallela alla carreggiata, a destra, delimitata da una striscia bianca discontinua, valicabile e a uso promiscuo (monopattini, bici…).

Arriva il mobility manager obbligatorio per le imprese pubbliche o private con più di 100 dipendenti (finora la soglia era di 300) presenti in capoluoghi di Provincia e Regione, città metropolitane, o Comuni con popolazione oltre i 50mila abitanti. del livello di inquinamento.

Cosa abbiamo perso

Purtroppo, niente indicazioni né soldi ai Comuni per realizzare le ciclabili. Inoltre, niente doppio senso ciclabile: ovvero la possibilità per le bici di andare contromano rispetto alle auto, sostanzialmente presente in tutto il resto d’Europa e di notevole aiuto soprattutto in questo momento sia per snellire che per velocizzare – e quindi incentivare – la mobilità individuale e sostenibile. Grandi assenti anche le corsie preferenziali dei bus aperte alle bici, le strade scolastiche e i controlli della velocità in città.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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