Mobilità sostenibile, Milano alle stelle sulla fiducia che non merita

Stiamo promettendo quanto già promesso a vuoto un anno fa

Ogni giorno uno spazio su Milano e Lombardia
People For Planet ha tutti i giorni uno spazio dedicato specificamente alla situazione a Milano e in Lombardia, il cratere del virus in Europa, dando voce ai fatti ed ai testimoni di quanto è accaduto e sta accadendo. Milano e la Lombardia sono una delle aree chiave del paese. Quello che è accaduto e sta accadendo qui ha effetti su tutti i cittadini italiani.

L’idea di Milano di ripartire anche grazie a un potenziamento della mobilità sostenibile è entusiasmante: riesce nel doppio obiettivo di diminuire l’affollamento sui mezzi in ottica pandemia, e diminuire il traffico e dunque le emissioni correlate al contagio e alle morti per covid-19. Il Guardian sottolinea che si tratta del piano più ambizioso d’Europa nel togliere spazio alle auto per darlo a pedoni e ciclisti, Greta Thumberg applaude e ci illumina di fronte al mondo intero. Manna per Milano, accusata in questi giorni dalla sua stessa maggioranza di votarsi invece al “suicidio” per l’annuncio di non voler riaprire area B e C nella fase 2 di riapertura.

Pare difficile credere loro

Sebbene vorremmo tanto, pare difficile credere alle promesse di Milano. Il 4 febbraio 2019, l’assessore alla Mobilità Marco Granelli rispondeva così alle nostre domande in merito: “Oggi abbiamo 215 km di piste – ci diceva Granelli – e arriveremo a 300 per l’inizio del 2021. Ci sono 10 progetti in opera, il primo dei quali, questa settimana, porterà una pista ininterrotta da Conciliazione, via Amendola, e fino a Lotto. Abbiamo destinato a questo 30 milioni”. Invece, la pista di via Amendola deve ancora essere terminata, un anno dopo.

Granelli vs Granelli

Se confrontiamo quanto riportato da Granelli e ripreso dal Guardian con quanto annunciato da lui stesso già un anno fa, cadono le braccia. Granelli dice oggi: “Stiamo predisponendo atti e progetti per mettere in strada circa 35 km di nuovi percorsi ciclabili, da aggiungere ai poco più di 200 già esistenti, in un tempo compatibile con l’emergenza. E i primi saranno realizzati in maggio e giugno 2020”. Quindi per stessa voce dell’assessore, oggi abbiamo esattamente gli stessi chilometri di piste che avevamo un anno fa, nonostante le promesse e i presunti 30 milioni investiti”. Difficile credere, onestamente, che con la recessione in atto, adesso improvvisamente faremo i miracoli.

Il progetto di Milano, araba fenice

“Stiamo mettendo in campo un’azione straordinaria di realizzazione di percorsi ciclabili e di zone 30”, ha detto Granelli nel post che un paio di giorni fa ha eccitato il mondo e ci ha eletto a simbolo di fenice che rinasce, in modo green per giunta, dalle sue ceneri.

Tre sono le modalità alle quali abbiamo pensato – ha spiegato -. La prima è fare percorsi ciclabili e pedonalità che allarghino i marciapiedi dove è necessario camminare meno fitti, nel minore tempo possibile, in sola segnaletica. Significa tracciare in strada, lungo le principali direttrici, percorsi ciclabili lungo i marciapiedi, e tra il marciapiede e la sosta, e disegnare allargamenti dei marciapiedi laddove più stretti. Ci abbiamo già provato in qualche iniziativa di urbanismo tattico, e funziona. Un primo esempio sarà l’asse tra piazza San Babila e Sesto Marelli lungo corso Venezia, corso Buenos Aires, viale Monza. Una seconda modalità sarà utilizzare i controviali di assi della nostra città facendoli diventare zone 30 e far circolare le biciclette insieme con gli altri, ma in migliori condizioni di sicurezza e a bassa velocità. L’esempio è l’asse da piazzale Lagosta nel quartiere Isola fino al Parco Nord lungo viale Zara e viale Testi. Una terza modalità è insieme fare percorsi ciclabili e mettere in sicurezza strade e incroci lungo alcuni assi. Un mix di segnaletica e struttura. L’esempio è l’asse tra piazza Bande Nere e Bisceglie lungo via Legioni Romane, via Berna e via Zurigo, con ciclabile in segnaletica tra marciapiedi e sosta e messa in sicurezza degli incroci con allargamenti dei marciapiedi e sicurezza degli attraversamenti pedonali. L’idea è anche che questa compresenza di segnaletica e struttura limitata alle parti essenziali, può essere la modalità per i nostri quartieri: fare zone 30 in questo modo ad esempio al quartiere Forlanini o Corvetto o all’Isola.
E infine – conclude – con questa emergenza diminuire gli spostamenti significa più consegne a domicilio di farmaci e alimentari, ma anche altro, e poi più assistenza domiciliare e accompagnamenti. Per questo serve che in ogni strada ci siano posti di sosta per carico e scarico, oppure sosta breve. E qui stiamo lavorando per un piano speciale di posti di sosta breve in tutte le strade. L’idea è stupenda. Chissà se ce la faremo.

La fase 2 sui mezzi

Per quanto riguarda i mezzi pubblici, le misure anticontagio sui mezzi pubblici comprenderanno un contingentamento all’accesso in metro. ATM informerà “quando si giungerà al livello di saturazione, e poi sulle carrozze e sui bus segnaleremo sul pavimento e sui sedili la distanza da tenere, e possibilmente anche nelle stazioni della metropolitana, alle fermate in strada. Noi e ATM faremo il massimo, chiediamo fin d’ora ai cittadini di seguire bene le regole e aiutarci”.

“La nostra metropolitana – ha spiegato Granelli – trasportava circa 1.400.000 persone ogni giorno. Per tenere la distanza di un metro, pur mettendo il massimo del servizio, come nel pieno della stagione invernale, questo numero dovrà scendere al 25-30%. Per raggiungere questo obiettivo possiamo lavorare per una forte collaborazione tra istituzioni, cittadini e imprese. E cioè con il lavoro a distanza, la diversificazione degli orari e dei tempi bisognerà diminuire il numero degli spostamenti e spalmare gli orari, diminuendo le ore di punta”.

Ogni giorno uno spazio su Milano e Lombardia – Gli articoli precedenti:

21 aprile: Fase 2, Milano a tutto smog
20 aprileIl 74% dei residenti in Lombardia è contrario alla riapertura il 4 maggio
19 aprile: Lodi, in emergenza Covid-19 la Sindaca torna sulle mense: appello contro sentenza del giudice
18 aprile: Covid-19. Giorgio Armani: “Basta con gli sprechi della moda”
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16 aprileLombardia: se centinaia di morti al giorno vi sembran pochi…
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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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