Moda senza foto: si può

La nota rivista Vogue esce in edicola con un numero speciale, in favore dell’ambiente e non solo

Si può pensare a una rivista di moda senza le immagini delle modelle fermate dallo scatto dei fotografi? Difficile, ma Vogue Italia non l’ha solo pensata, l’ha anche realizzata.

No photoshoot production was required for the making of this issue (per la realizzazione di questo numero non è stata necessaria alcuna produzione fotografica) è lo slogan con il quale la rivista si presenterà nelle edicole a partire dal 7 gennaio prossimo.

La sostenibilità…

Costruire un servizio di moda ha un notevole impatto ambientale, fatto di persone che, in quanto coinvolte nel progetto, devono utilizzare voli, treni, automobili; di spedizioni internazionali in tutto il mondo; di luci accese per ore ininterrottamente, spesso alimentate da generatori a benzina; di plastica, catering, sprechi… Tutti elementi contrari ai valori che Vogue, con una dichiarazione firmata dai direttori delle 26 edizioni nel mondo, si è impegnato a promuovere nel prossimo decennio.
«Cambiare è difficile – afferma Emanuele Farneti, direttore di Vogue Italia – ma come possiamo chiedere agli altri di farlo, se non mettiamo in discussione noi stessi?» È nata così l’idea di un numero nel quale tutti i servizi sono prodotti da artisti che hanno lavorato rinunciando a viaggiare, spedire, inquinare. «Sono vere e proprie storie di moda – aggiunge Farneti; – gli autori sono stati affiancati da stylist, e hanno preso in prestito il volto di donne reali. Ma la sfida era dimostrare che si può, eccezionalmente, raccontare gli abiti senza fotografarli

Il risultato, come si può vedere nella gallery che presenta in anteprima sette cover illustrate, è davvero notevole.

… e la solidarietà

Realizzare i servizi senza impatto sull’ambiente ha anche un piacevole corollario: un notevole risparmio di costi. E così la cifra risparmiata nella produzione di Vogue Italia di gennaio sarà devoluta al progetto di restauro della Fondazione Querini Stampalia Onlus di Venezia, un luogo che la notte resta aperto per gli studenti quando la città spegne le sue luci, un luogo di arte, di silenzio e di riparo, oggi gravemente danneggiato dalla marea dello scorso novembre.

In cover un vestito di Gucci disegnato da Milo Manara. Fonte: Vogue.it

Maria Cristina Dalbosco

Maria Cristina Dalbosco

Fa parte della Redazione di People For Planet. Scrive e si occupa dell'editing e della revisione dei contenuti

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