Montecitorio plastic free

Montecitorio diventa Plastic Free. Fico: “Traguardo raggiunto”

Plastica: quali effetti dalla produzione allo smaltimento su salute, ambiente e clima?

Fonte: Vista Agenzia Televisiva Nazionale

Dalla stampa nazionale:

Niente plastica: in tutte le aree di ristoro dei palazzi della Camera – ristoranti, bar e buvette – si potrà bere acqua soltanto in bottiglia di vetro o proveniente dalla rete idrica pubblica. La decisione adottata dal Collegio dei Questori entra in vigore oggi in attuazione di un ordine del giorno presentato durante l’esame in Assemblea del bilancio interno 2018, che prevede l’eliminazione dei contenitori di plastica monouso per l’acqua da tutte le aree di ristoro dei palazzi della CameraPer incentivare all’utilizzo dell’acqua proveniente dalla rete pubblica è stato rinnovato e reso più funzionale l’impianto di spillatura che eroga acqua presso il self service di Palazzo Montecitorio, è stato installato un analogo impianto al quinto piano di Palazzo del Seminario e ne saranno installati, entro il mese di luglio, altri due al piano ammezzato semicircolare dell’Aula in sostituzione degli attuali erogatori, che dispensano acqua contenuta in recipienti in plastica. Continua a leggere (Fonte: “Camera, Montecitorio è plastic free. Fico: “Da oggi stop a contenitori monouso per bevande”- ILFATTOQUOTIDIANO.IT)

  • PLASTICA, IL VERO IMPATTO DALLA PRODUZIONE ALLO SMALTIMENTO SU SALUTE, AMBIENTE E CLIMA. IL RAPPORTO DEL CIEL. La plastica minaccia la nostra salute da prima della sua produzione fino a molto tempo dopo che è stata smaltita: “Ogni fase del ciclo di vita della plastica pone rischi significativi per la salute umana e la maggior parte delle persone in tutto il mondo è esposta alla plastica in più fasi di questo ciclo di vitaL’inquinamento plastico è una “minaccia alla vita umana e ai diritti umani” e, per arginare questo problema, dobbiamo rivedere il nostro modo di produrre, utilizzare e smaltire questo materiale.

Queste le conclusioni cui giunge il nuovo rapporto intitolato Plastica e salute: i costi nascosti di un pianeta di plastica, creato da un gruppo di otto diverse organizzazioni ambientaliste e istituzioni. Nel documento viene esaminato l’impatto di questo materiale sulle persone e sul pianeta, concentrandosi sulle fasi specifiche che lo interessano, dalla sua produzione fino allo smaltimento, passando attraverso l’uso da parte dei consumatori.

Secondo gli autori del rapporto, una corretta valutazione del reale impatto deve essere attuata considerando l’intero ciclo di vita della plastica, in quanto “ciascuna fase interagisce con le altre e tutte hanno un effetto sull’ambiente e sulla salute dell’uomo”. Questo tipo di inquinamento è stato ormai riconosciuto come pervasivo in tutto il pianeta, e la ricerca appena pubblicata conferma ancora una volta come la plastica si stia sempre più infiltrando nella fauna selvatica, nel cibo e nei nostri organi, portando  nuove preoccupazioni per la salute.

I problemi di salute associati alla plastica durante l’intero ciclo di vita includono numerose forme di cancro, diabete, disfunzioni ormonali, impatto sugli occhi, sulla pelle e altri organi sensoriali oltre a potenziali disturbi riproduttivi” ha dichiarato David Azoulay, consulente legale presso il Ciel (Center for International Environmental Law), l’organizzazione che ha promosso la ricerca. “E questi sono solo i costi per la salute umana; senza considerare gli impatti sul clima, sulla pesca o sulla produttività dei terreni agricoli”. Continua a leggere (Fonte: ILFATTOALIMENTARE.IT di Luca Foltran)

  • RICICLO DEI RIFIUTI: L’ITALIA È PRIMA FRA TUTTI IN EUROPA. Dalla raccolta differenziata nelle grandi città e nei piccoli comuni, ai progetti rivolti a giovani e scuole. Nel nostro Paese si sente parlare sempre con maggiore frequenza di educazione ambientale, dalla gestione delle risorse, fino ad arrivare a quella dei rifiuti. E quando arrivano risultati d’eccellenza proprio dal Belpaese, non si può che essere incentivati a proseguire su questa strada.

La ong ambientalista Kyoto Club ha recentemente diffuso i dati pubblicati dall’Ufficio Statistico dell’Unione Europea (Eurostat) in merito al riciclo dei rifiuti tra i Paesi dell’UE. I dati sono stati pubblicati dall’Eurostat nel mese di settembre 2017, e vedono proprio l’Italia come leader nel riciclo dei rifiuti in Europa, con una percentuale del ben 76,9% di materiale riciclato. Per quanto riguarda i nostri vicini di casa, sempre secondo i dati pubblicati da Eurostat lo scorso settembre, la Francia arriva al 53,6%, il Regno Unito al 43,6% e la Germania al 42,7%. Questo per quanto riguarda la percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti.

Se consideriamo invece la quantità riciclata netta (ovvero il rapporto tra import ed export di rifiuti e cascami), l’Italia raggiunge i 56,4 milioni di tonnellate, che benché sia un ottimo risultato è abbastanza lontano dai 72,4 milioni di tonnellate della Germania. In termini di valori assoluti quindi, quest’ultima conserva ancora il suo primato nel riciclaggio della spazzatura, anche se l’Italia la segue con un’ottima spinta. Altra “medaglia d’argento” a livello europeo, sempre dietro alla Germania, è stata guadagnata dall’Italia in termini di fatturato e di addetti nel settore della preparazione al riciclo.

A cosa dobbiamo il primato dell’Italia? Il processo di gestione e smaltimento dei rifiuti è ormai diventato una realtà importante per tutti i Paesi, e all’interno della comunità europea l’Italia sembra proprio voler fare la prima della classe. Continua a leggere (Fonte: PEOPLEFORPLANET.IT di Vittoria Marchi)

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

Claudia Faverio

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