Morte di George Floyd: adesso l’accusa per gli agenti è “omicidio volontario”

Morte di George Floyd: adesso l’accusa per gli agenti è “omicidio volontario”

L’ex-ministro della difesa di Trump lo accusa di “dividere gli Stati Uniti”

La mobilitazione in corso negli Usa sembra dare i suoi primi frutti.

Il procuratore che indaga sulla morte di George Floyd a Minneapolis mercoledì ha riclassificato i fatti come omicidio intenzionale, accusando di “omicidio non premeditato” Derek Chauvin, l’ufficiale di polizia che ha soffocato Floyd, aiutato dagli altri tre agenti presenti, come chiedevano centinaia di migliaia di manifestanti americani al grido di “No Justice No Peace”.

Il poliziotto rischia 40 anni di carcere

L’agente Derek Chauvin, licenziato dalla polizia come i suoi tre colleghi, rischia quindi una pena massima di 40 anni di reclusione, secondo l’accusa dei giudici.

La famiglia della vittima morta il 25 maggio ha accolto con favore l’aggravamento dell’accusa, in una dichiarazione inviata dal suo avvocato, Ben Crump: “Questo è un passo importante sulla strada della giustizia”, ha commentato. “Siamo grati per questo importante sviluppo prima che il corpo di George Floyd sia sepolto”, ha aggiunto la famiglia, riferendosi al funerale della vittima previsto per la prossima settimana. Inizialmente, solo Derek Chauvin era stato accusato per “omicidio colposo”, provocando indignazione diffusa nel paese.

L’aggravamento dell’accusa nei confronti dell’ufficiale di polizia è un fatto eccezionale se raffrontato ad altri casi analoghi avvenuti in passato, dove i poliziotti sono stati chiamati alla sbarra con accuse molto più lievi o addirittura prosciolti prima del giudizio

Indagati per complicità in omicidio gli altri poliziotti

Il procuratore Keith Ellison, in rappresentanza delle autorità statali del Minnesota, ha anche aumentato la cauzione di rilascio a $ 1 milione. I  tre ex colleghi Tou Thao, Alexander Kueng e Thomas Lane  sono accusati di avere aiutato Chauvin nel soffocamento di Floyd che era stata ammanettato e implorava i poliziotti ripetendo più e più volte “I Can’t Breathe”, mentre Derek Chauvin applicava con il ginocchio una pressione fatale sul collo della vittima.

L’avvocato Ben Crump ha chiesto al procuratore Ellison, a cui è stato affidato questo caso esplosivo domenica, di andare ancora più avanti nella sua accusa e di considerare l’omicidio di George Floyd come premeditato.

Mattis, ex-ministro della difesa di Trump: “Il presidente divide il paese”

Dopo le prese di posizione molto dure, tra gli altri di Biden e Ocasio-Cortez in campo democratico, arrivano le prese di distanza dal presidente Usa anche dal campo repubblicano.

Jim Mattis, ex ministro della difesa di Donald Trump, è uscito dal suo riserbo accusando pubblicamente il presidente degli Stati Uniti di voler “dividere” il paese, scosso da un movimento di rabbia storica dopo la morte di George Floyd. “Nella mia vita, Donald Trump è il primo presidente che non cerca di riunire gli americani, che non finge nemmeno di provarci“, ha scritto l’ex 69enne marine in un dichiarazione pubblicata online dal giornale Atlantic e da altri media americani.

“Invece sta cercando di dividerci”, ha aggiunto l’ex soldato, molto rispettato negli Usa, che finora aveva detto che preferiva non commentare il comportamento del presidente. Questa volta ai suoi occhi Trump ha superato il segno: “Paghiamo le conseguenze di tre anni senza un adulto in carica ha detto, accusando il presidente di comportarsi in modo pericolosamente infantile.

La risposta di Trump: “Il generale è un cane pazzo”

Trump ha immediatamente risposto su Twitter, definendo Mattis “il generale più sopravvalutato del mondo” e “un cane pazzo”. “Sono contento che se ne sia andato dal governo!”, ha insistito Trump.

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Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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