Motocross su sedia a rotelle nel primo Skate Park in Italia a misura di disabile

Motocross su sedia a rotelle nel primo Skate Park in Italia a misura di disabile

Si trova a Roma ed è accessibile anche a chi ha mobilità ridotta

Tempi felici sia per lo skateboard, entrato nel programma olimpico di Tokyo 2020, sia per il WCMX (Wheelchair Motorcross), ovvero il motocross su sedia a rotelle. Nasce infatti a Roma il primo Skate Park attrezzato per gli sport rotellistici e realmente aperto a tutti, anche a chi ha mobilità ridotta.

La struttura si trova nel Quarto Municipio di Roma in Viale Kant e nasce come una riqualificazione del vecchio Bunker Skate Park, progettato per ospitare chiunque voglia cimentarsi nella disciplina del WCMX. Chi non dispone di una sedia a rotelle, può salire a bordo di una delle dieci sedie a rotelle messe a disposizione gratuitamente all’ingresso.

Start your impossibile” – questo il nome del progetto internazionale partito proprio da Roma – è stato finanziato da Toyota Motor Italia in collaborazione con CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), CIP (Comitato Italiano Paraolimpico), FISR (Federazione Italiana Sport Rotellistici) e ASD Enjoy More.

L’inaugurazione del 13 settembre scorso ha richiamato autorità, professionisti, skaters, amanti degli sport rotellistici, e atleti con mobilità ridotta. In una parola: tutti.

“La missione”, ha spiegato l’Amministratore Delegato di Toyota Italia, Mauro Caruccio, “è quella di operare come un Mobility brand per offrire soluzioni integrate di movimento per tutti, compreso chi è affetto da forme di disabilità, assicurando così una società sempre più inclusiva”.

Da simbolo di limitazione a simbolo di liberazione, la sedia a rotelle condivide con lo skateboard non solo le ruote, ma la componente dello spettacolo. Come ha ricordato Luca Pancalli, Presidente del CIP, già in passato la disciplina del WCMX ha aperto le cerimonie di apertura delle Paraolimpiadi, offrendo al pubblico “momenti di spettacolo autentico”.

Let’s start.

Foto di Armando Tondo, Roma, ottobre 2018.

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Stela Xhunga

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