Muriel Bowser, sindaco di Washington, la donna che osa opporsi a Trump

È diventata uno dei personaggi più popolari negli Usa

Sindaco democratico della capitale federale dal 2015, Muriel Bowser ha in corso un duro confronto con l’inquilino della Casa Bianca, in particolare sulla questione della repressione delle manifestazioni anti-razzismo dopo la morte di George Floyd. Ne parla il Los Angeles Times con un articolo firmato da Tracy Wilkinson di cui riportiamo la traduzione di ampi stralci.

Scambio di battute a Tulsa

Quando il presidente Trump ha approfittato del suo incontro elettorale del 20 giugno a Tulsa, il primo che si teneva da mesi, per accusare Muriel Bowser di essere un’estremista incompetente, la sindaca di Washington era pronta a rispondere: “Vivo come un’ossessione nella sua testa e apparentemente ci sono molti spazi vuoti lì dentro … esattamente come nello stadio di Tulsa”

Contro la repressione delle manifestazioni

Considerata un sindaco efficace ma poco conosciuta oltre Washington, Muriel Bowser è finita sotto i riflettori a causa del suo attivismo e opposizione a Trump dopo l’omicidio di George Floyd un mese fa.

Muriel Bowser sostiene che sta solo facendo ciò che ha sempre fatto: lottare per la sua città. Ma riconosce, tuttavia, che la posta in gioco è cresciuta prima con la pandemia di Covid-19 e poi con la repressione fatta infliggere da Trump ai manifestanti pacifici in Lafayette Square a Washington.

Muriel Bowser ha rifiutato di permettere a Trump di portare le truppe dell’esercito contro gli americani che stavano manifestando per le strade della capitale.

 Ha anche chiesto agli operai della città di dipingere “Black Lives Matter” in lettere giganti sul marciapiede.

“Dobbiamo parlare forte e chiaro per chiedere più giustizia e pace! – disse durante l’enorme protesta il 6 giugno vicino alla Casa Bianca. – Sono rimasta scioccata dal comportamento del governo federale nei confronti dei cittadini afroamericani”.

Bowser ha le caratteristiche adatte a sconvolgere Trump

Muriel Bowser, 47 anni, ha quello che serve per sconvolgere Trump: una donna di colore, madre di una bambina di 2 anni che ha adottato, amministra bene una città con una passato di cattiva gestione e povertà.

Muriel Bowser è a tutti gli effetti una donna prudente e moderata. Ha iniziato come consigliera comunale, una posizione che ha ricoperto per otto anni. Eletta sindaco di Washington nel 2015, ha guadagnato credito migliorando le scuole della città e favorendone l’economia.

La prudenza di Muriel Bowser

L’approccio moderato e favorevole alle attività economiche di Muriel Bowser ha provocato importanti cambiamenti nella città che amministra.

Precedentemente era così mal gestita che le autorità federali nel 1995 l’avevano commissariata. Oggi invece la capitale del paese è relativamente prospera.

È la storia passata che spiega la prudenza di Muriel Bowser. L’ultima cosa che il Comune di Washington vuole è dare al governo federale un pretesto per commissariare nuovamente la città. Così Muriel Bowser ha avuto cura di evitare qualsiasi scontro violento con Trump durante i suoi primi tre anni di mandato.

Fino a quando ha chiesto di ritirare i militari dalle strade di Washington. Allora Trump ha twittato che la sindaca era “incompetente” e cercava “elemosine di popolarità”.

Pragmatismo contro progressismo: riformare la polizia

Muriel Bowser avrà difficoltà ora a trovare l’equilibrio tra il suo istinto pragmatico e l’onda progressiva che sta spazzando la città.

La scorsa settimana una riunione del consiglio comunale è stata insolitamente frenetica. Centinaia di persone si sono fatte avanti, invece della solita manciata, per chiedere un’azione più ferma per riformare la polizia di Washington e ridurre il suo budget.

Diverse centinaia di persone avevano già manifestato all’inizio del mese davanti alla casa di Muriel Bowser per spingerla a iniziative più energiche.

L’ultimo rapporto dell’American Union for Civil Liberties riporta gravi disparità razziali nelle azioni della polizia di Washington: la percentuale di uomini neri fermati dalla polizia è quasi il doppio in proporzione rispetto alla presenza della popolazione nera città. Muriel Bowser ha rilasciato i dati solo dopo essere stata citata in giudizio dal movimento Black Lives Matter.

Lei in parte difende la polizia cittadina. Sostiene che la polizia di Washington ha fatto importanti riforme, come l’uso di telecamere pedonali e l’introduzione di tecniche di riduzione della violenza e corsi di formazione sulla discriminazione razziale.

Washington “Città-Stato”

La nuova notorietà di Muriel Bowser potrebbe rivelarsi particolarmente utile per una delle priorità di Washington: ottenere la qualifica di Stato, cosa che la città desidera da decenni. La capitale federale Washington DC [distretto di Columbia], dove vivono 700.000 persone, ha uno status speciale tra città e stato: il Congresso ha ancora un notevole potere di controllo su di essa, e ha solo uno deputato senza diritto di voto alla Camera dei rappresentanti.

La Camera dei rappresentanti adesso ha finalmente votato il 26 giugno per conferire a Washington la qualifica di Stato.

“Questo è un enorme passo avanti”, ha detto Muriel Bowser, anche se riconosce che le cose non andranno oltre se il Senato, che ha una maggioranza repubblicana, dovesse opporsi.

Trump ha già annunciato che si opporrà a che Washington DC divenga uno stato anche perché in questo caso aumenterebbe il peso dei democratici al Congresso.

La sindaca è convinta invece che le manifestazioni vissute recentemente dalla sua città faranno capire agli americani che è una scelta necessaria. Bowser ha detto:”Siamo portati da uno slancio incredibile. Sono piena di energia.”

Nella foto di Aurora Samperio per NurPhoto: Muriel Bowser protesta fuori della Casa Bianca il 7 giugno

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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