Musica Politica fedez

Musica e politica

Fedez, gli artisti e l’impegno sociale

Vorrei soffermarmi su uno dei commenti più ricorrenti al discorso di Fedez del primo maggio. Lo sintetizzerei cosi: i cantanti pensino a cantare, non a fare politica. Farlo da un palco in un contesto in cui le argomentazioni non possono che essere superficiali e grossolane è populismo, il rischio che un uomo di spettacolo si trasformi di nuovo in personalità politica alla Grillo è forte, e oramai sappiamo bene come va a finire. (fra gli altri, Corsera, con gli interventi di Antonio Polito, e Foglio, con un intervento di Maurizio Crippa).

Non entro nel merito del decreto legge Zan, dei contenuti dell’intervento del rapper e delle eruttazioni omofobiche di alcuni esponenti leghisti.

Chi l’ha detto che un artista non possa “fare politca”?

Vorrei invece soffermarmi su una contraddizione evidente che vizia quei commenti: indicano il pericolo di una deriva antipolitica ma sono in realtà viziati essi stessi da un pensiero fortemente antipolitico.

Chi l’ha detto che un artista non possa manifestare, durante lo svolgimento del suo lavoro, pensieri politici? Partirei da una distinzione, solo apparentemente troppo sottile, fra il mestiere del politico e l’impegno politico

Il primo è bene che sia svolto da chi lo fa per mestiere, (almeno io la penso cosi); l’impegno politico è un diritto (stavo per scrivere un dovere) di ogni cittadino. In questo senso la musica in passato, e fino a pochi anni fa, ha sempre fatto politica, eccome!

Impariamo dalla Storia (as usual)

Le posizioni politiche anti tedesche e nazionaliste di Chopin, secondo il punto di vista dei Polito e dei Crippa non sarebbero state legittime. Chopin non pubblicava libri di filosofia della politica, scriveva sonate per pianoforte che non avevano, almeno mi sembra, grande forza argomentativa, ma solo una titanica potenza emotiva. Con la quale il popolo polacco ha imparato a vedersi come Nazione.

Jimi Hendrix non aveva letto Max Weber (non l’ho verificato, ma penso non lo abbia letto) ma con la sua chitarra elettrica (che dio la benedica) faceva a pezzi l’inno nazionale americano, di un’America che allora mandava i suoi figli a morire in una guerra senza senso.

De Andrè non ha scritto saggi sul socialismo liberale né sedeva in parlamento ma le sue canzoni (tutte le sue canzoni) parlavano di alcuni dei principi fondativi di qualunque democrazia moderna: giustizia, pari opportunità, tutela delle minoranze, pacifismo. Non usava queste parole ( e meno male) ma ha educato il cuore di molte generazioni a credere in quei principi.

Insomma: da sempre il mestiere degli artisti è stato anche quello di fare politica, nel senso di “impegnarsi per la Polis”. Con il loro linguaggio che non è quello di un costituzionalista, ma quello delle emozioni.

Quindi, nonostante io sia allergico a ogni forma di semplificazione (nei contesti in cui la semplificazione diventa una coperta di piombo per l’Intelligenza umana) trovo che il gesto di Fedez sia stato un gesto importante e per certi versi abbia segnato un passaggio storico: con le sue parole – in verità piuttosto sgangherate- Fedez ha detto: “la musica, il rap, smetta di parlare solo di denaro, consumi. la musica torni ad assumersi una responsabilità che da troppo tempo disattende: prendere posizioni. Politiche”.

Sartre scriveva

Ogni parola ha delle conseguenze. Ogni silenzio anche“.

…Sta succedendo anche con lo Sport. Ma di questo scriveremo in un’altra occasione.

.

Ercole Giammarco

Ercole Giammarco

Ercole Giammarco (58 anni, tre figli, un cane e cinque biciclette) è consulente d’azienda e co-founder di Value in Action, società consortile benefit che aiuta le imprese a trasformare in azione la propria responsabilità sociale. Il tempo libero lo dedica alla sua associazione no profit,“Sentieri”, nata per sostenere i ragazzi fragili delle periferie di Milano. (ercole.giammarco@gmail.com)

Potrebbe interessarti anche

Ercole Giammarco

Ercole Giammarco

Ercole Giammarco (58 anni, tre figli, un cane e cinque biciclette) è consulente d’azienda e co-founder di Value in Action, società consortile benefit che aiuta le imprese a trasformare in azione la propria responsabilità sociale. Il tempo libero lo dedica alla sua associazione no profit,“Sentieri”, nata per sostenere i ragazzi fragili delle periferie di Milano. (ercole.giammarco@gmail.com)

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy