Nasce l’Acqua Sarnella: “favorisce la naturale formazione di tumori”

Chiamatela guerrilla marketing, se volete. A conti fatti è semplice e costituzionale diritto alla salute, nient’altro

Racchiusa in una bottiglia, l’acqua inquinata del Sarno fa un certo effetto anche tra coloro che di green hanno al massimo gli occhi. Mirabilia del marketing, sì, ma stavolta etico.

Quella dell’inquinamento delle acque del fiume Sarno è una storia lunga quanto l’inedia che per anni, decenni, ha preso in ostaggio il nostro Paese in materia di tutela dell’ambiente e della salute. Un tempo navigabile, grazie a un bacino particolarmente esteso a dispetto degli esigui 25 chilometri di lunghezza, il Sarno è oggi noto per contendersi annualmente il podio di fiume più inquinato d’Europa. Un primato che si traduce in tumori e malattie neuro-degenerative ai danni dei cittadini campani per via dei metalli pesanti che dal fiume arrivano a loro, banalmente, tramite gli impianti di irrigazione. Nel 2014 la Commissione europea, approvò un investimento di oltre 150 milioni di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) per ripristinare e recuperare il bacino del Sarno, uno dei “grandi progetti” della Regione Campania mai portati a termine.

Foce del Sarno

Come nasce Sarnella

Acqua Sarnella (qui la pagina ufficiale) è un progetto provocatorio di marketing etico promosso dall’Associazione Controcorrente in collaborazione con professionisti del mondo pubblicitario e della comunicazione quali Gianluca Sales e Fabrizio Pozza, ideatori della campagna, Aldo Padovano e Gaetano Del Mauro. Cittadini, per lo più giovani, che negli anni non si sono limitati a organizzare convegni, manifestazioni e incontri sul territorio e nelle scuole, ma attraverso un proprio gruppo-tecnico scientifico indipendente dalle logiche politiche hanno condotto attività di ricerca, analisi e studio.

Il concept alla base – riporta il sito ufficiale – è quello di “fare leva su dinamiche di umorismo consapevole, grottesco e d’impatto al fine di generare una più profonda consapevolezza nei cittadini, innescando una forte reazione emotiva“.

Dunque sensibilizzare e fare massa critica con gli strumenti a disposizione, creatività e acqua tumorale, un paradosso nel resto d’Italia, ma non in Campania, “una terra che vive e muore di ironia”.

Da virus ad antidoto, armati di una molotov d’acqua

Del resto la pandemia, tra contraddizioni e tragedie, ha fatto emergere la verità, tanto banale quanto a lungo nascosta: i veri virus siamo noi. E lo abbiamo capito guardando la natura riprendersi i suoi spazi, i suoi colori, i suoi ecosistemi. Persino il Sarno era tornato limpido. Poi, terminata la fase di lockdown, con la ripresa delle attività, specie quelle delle industrie conciarie posizionate a monte, la magia è finita, e tutto è tornato come prima.

C’è un fatto però: se è vero che i veri virus siamo noi, è altrettanto vero che siamo sempre noi, esseri umani, a fare da antidoto.

E come dicono gli ideatori di Sarnella, “questa bottiglia sarà la nostra molotov contro il disinteresse e l’immobilismo delle istituzioni politiche e giudiziarie“.

Chiamatela guerrilla marketing, se volete. A conti fatti è semplice e costituzionale diritto alla salute. Nient’altro.

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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