Nel mondo fa sempre più caldo: maggio da record

Nel mondo fa sempre più caldo: maggio da record

Il servizio europeo Copernicus lancia l’allarme: +0,63 gradi centigradi a maggio

L’aumento globale delle temperature è ormai un dato di fatto e i dati registrati nel mese scorso lo confermano.

Il Copernicus Climate Change Service ha registrato un aumento delle temperature relativo allo scorso maggio di 0,63 gradi centigradi, il valore più alto rispetto al periodo 1981-2010.
Negli ultimi dodici mesi, infatti, sono state registrate temperature di 0,7°C in più rispetto alla media stagionale e i dati sono piuttosto preoccupanti.

In particolare, le temperature sono state anomale in alcune zone della Siberia, una delle aree più fredde della Terra, in cui si sono registrate temperature di 10°C superiori alla media stagionale. Secondo il Moscow Times, il caldo persistente sta causando lo scioglimento dei ghiacciai, così come la fioritura precoce di piante e alberi, e la comparsa anticipata degli insetti. Le condizioni di caldo e siccità hanno aumentato il rischio di incendi in tutta la regione.

Inoltre, anche la parte occidentale dell’Alaska, una porzione delle Ande tra Cile e Argentina e diverse zone dell’Antartide si sono trovate di fronte a una primavera anticipata.

Livelli di CO2 alle stelle

Maggio è risultato il mese dei record in negativo: secondo l’Organizzazione mondiale della Meteorologia, lo scorso mese sono stati registrati livelli altissimi di CO2 nell’atmosfera.

In particolare, sono state misurate le concentrazioni di biossido di carbonio nella stazione di osservazione di Mauna Loa alle Hawaii, un punto di riferimento nel programma Global Atmosphere Watch dell’Organizzazione mondiale della Meteorologia, che monitora le tendenze globali in oltre 50 paesi. Nel mese di maggio 2020, le concentrazioni di biossido di carbonio nell’atmosfera hanno raggiunto il picco stagionale più alto mai registrato, ossia 417,1 parti per milione. Si tratta di dati più unici che rari, e molto preoccupanti.

L’interruzione forzata di tutte le attività industriali ed economiche durante i mesi di lockdown, non ha di certo contribuito a diminuire la concentrazione di gas a effetto serra nell’aria.

I progressi nella riduzione delle emissioni non sono visibili nel record di CO2 registrato“, ha affermato Pieter Tans, scienziato del Global Monitoring Laboratory del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration). “Stiamo continuando a stressare il nostro Pianeta provocando un progressivo aumento del riscaldamento globale, con conseguente innalzamento del livello del mare ed eventi meteorologici estremi ogni anno“.
Se gli umani smettessero improvvisamente di emettere CO2, ci vorrebbero migliaia di anni per tornare ai livelli preindustriali.

Per questo motivo è necessario continuare a investire nell’ambito della sostenibilità e incentivare politiche green, prima che sia troppo tardi.

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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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