Noi, cacciatori di plastica sull’isola del tesoro

Roatan, nei Caraibi, fu meta di pirati. Ma se oggi si scava nella sabbia, anziché dobloni si trovano i rifiuti portati dalle correnti. Ora i volontari di Plastic Fighters provano a porre rimedio

ROATAN (HONDURAS). Scaviamo da due ore senza sosta e viene fuori solo plastica. Sembra un pozzo senza fondo, eppure è la riva di un paradiso: una spiaggia turchese dei Caraibi, in Honduras, sull’isola di Roatan.
Leggenda vuole che qui il famigerato pirata Henry Morgan nascose i suoi dobloni, ma oggi la sabbia nasconde un altro “tesoro”: migliaia di tappi, bottigliette, monouso, infradito di gomma, gambe di Barbie, teste di pupazzi, contenitori, un mappamondo. Sopra e sotto, è sconsolante.
Al nostro fianco, Chris Jordan, fotografo che ha mostrato al Pianeta i danni della plastica inghiottita dagli albatros, sembra quasi arrendersi. «Basta, ce n’è troppa», esclama mentre un paguro ai suoi piedi si trascina a fatica nel tappo di un dentifricio.

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