Nuovo coronavirus cinese: per l’Oms il livello di rischio passa da “moderato” a “elevato”

Sempre più complesso da risolvere il rebus dell’origine dell’infezione

Forse i serpenti non c’entrano e la prima persona infettata non era stata al mercato ittico di Wuhan. L’Organizzazione mondiale della sanità rimane ferma nel confermare che, per ora, non si tratta di emergenza sanitaria internazionale. Nell’ultimo rapporto diffuso domenica sera, però, è stato rivisto il livello di rischio dell’infezione, passato da “moderato” – come era stato definito dalla stessa Oms in cinque rapporti – a “elevato“. La portavoce Fadela Chaib ha spiegato in una nota che nelle comunicazioni dei giorni precedenti era stato detto “erroneamente” che il rischio era “moderato”.

Attualmente il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, si trova in Cina per verificare la situazione sul luogo, e al suo rientro verrà convocato nuovamente il Comitato per la gestione dell’emergenza per valutare se sia oppure no il caso di dichiarare lo stato di emergenza internazionale.

Nell’origine dell’infezione forse i serpenti non c’entrano

Intanto continuano le ricerche per capire da dove sia partito il virus e come sia arrivato agli esseri umani: diversi virologi intervistati da Nature hanno infatti mostrato molti dubbi riguardo ai risultati dello studio delle università di Pechino e Guangxi che ha individuato i serpenti come serbatoio del virus, sostenendo che questo virus può essere trasmesso solo tramite mammiferi e uccelli e, finora, non c’è alcuna prova che possa essere veicolato da altre specie animali. «Nulla supporta il coinvolgimento dei serpenti. È improbabile che il nuovo coronavirus abbia avuto abbastanza tempo di infettare un altro animale ospite per alterare il suo genoma in modo così significativo. Occorre parecchio tempo perché ciò avvenga», ha spiegato David Robertson, virologo dell’Università di Glasgow (Regno Unito).

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La prima persona infettata non era stata al mercato ittico di Wuhan

Un’altra novità riguarda la ricostruzione delle prime fasi dell’epidemia, pubblicata sulla rivista The Lancet e segnalata dalla rivista Science: il primo caso di infezione da coronavirus 2019-nCoV risale al primo dicembre e la persona infettata non era stata al mercato ittico di Wuhan. Si fa quindi spazio l’ipotesi che il virus possa essere stato portato al mercato di Wuhan da una persona già infetta: e il rebus all’origine dell’infezione si fa sempre più complesso da risolvere.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.