Nuovo Coronavirus: Cnr, rischio di mortalità basso

L’infezione raramente risulta fatale. Importante capire le condizioni di salute delle vittime

Fabio Fazio e Barbara D’Urso ieri sera sono andati in onda negli studi di Milano senza pubblico. Le autorità sanitarie invitano a non creare allarmismi e a rispettare il decalogo per prevenire il contagio. Mentre sul web c’è chi sdrammatizza

Il rischio di decesso in caso di contagio da nuovo Coronavirus è basso: per comprendere i casi che finora sono risultati fatali è importante conoscere le condizioni di salute delle vittime. A spiegarlo in un articolo è l’Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche, secondo cui «dai dati epidemiologici oggi disponibili su decine di migliaia di casi, l’infezione causa sintomi lievi/moderati – ovvero una specie di  influenza – nell’80-90% dei casi». Certamente si è anche registrato che nel 10-15% può svilupparsi una polmonite, «il cui decorso è però benigno in assoluta maggioranza. Si calcola che solo il 4% dei pazienti richieda ricovero in terapia intensiva». Il rischio di gravi complicanze, purtroppo, esiste: aumenta con l’età e soprattutto sono più a rischio le persone sopra 65 anni e/o con patologie preesistenti o con deficit del sistema immunitario, allo stesso modo in cui – precisa il Cnr – sarebbero a rischio nel caso di una normale influenza

Sintomi perlopiù lievi

L’obiettivo non è certamente quello di sottovalutare il problema della diffusione delle infezioni da nuovo Coronavirus, ma di affrontarlo senza allarmismo e con consapevolezza. Anche il ministero della Salute sul suo portale precisa che «come altre malattie respiratorie, l’infezione da nuovo Coronavirus può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie. Raramente può essere fatale. Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache».  

Bilancio in continua evoluzione

I numeri dei contagi dovuti al nuovo Coronavirus sono in crescita nel nostro Paese. Attualmente i bollettini parlano di un quarto morto in Italia, un uomo di 84 anni che soffriva di patologie pregresse. In Lombardia i casi di contagio sono arrivati a circa 150, in Veneto a poco meno di 30 e in Emilia Romagna sono stati registrati sette nuovi casi, ma i numeri sono in continua evoluzione: di conseguenza le regioni del Nord sono state messe in quarantena con stop alle lezioni in Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Lombardia e funzioni religiose sospese in diversi comuni.

Tasso di fatalità per età

In base ai dati raccolti sui casi registrati fino a oggi, il Center for Disease Control and Prevention cinese (China CDC) afferma che le persone che rischiano maggiormente il decesso in caso di contagio sono quelle con più di 80 anni, mentre in generale sono stati registrati relativamente pochi casi tra i bambini. Ecco la tabella riassuntiva: è bene precisare che la percentuale indicata di seguito NON rappresenta la percentuale di decessi per fascia di età ma rappresenta, per una persona in una determinata fascia d’età, il rischio di morire se infetto dal nuovo Coronavirus.

AGE DEATH RATE*
80+ years old 14.8%
70-79 years old 8.0%
60-69 years old 3.6%
50-59 years old 1.3%
40-49 years old 0.4%
30-39 years old 0.2%
20-29 years old 0.2%
10-19 years old 0.2%
0-9 years old no fatalities

*Death Rate = (number of deaths / number of cases) = probability of dying if infected by the virus (%).

Il decalogo per evitare la diffusione del nuovo Coronavirus

Dal ministero della Salute arriva il decalogo aggiornato per evitare la diffusione del nuovo Coronavirus (che si trasmette anche senza sintomi):

Cosa fare in caso di dubbio

Le autorità sanitarie ricordano che il cittadino che ritenga di avere avuto contatti con persone attualmente poste sotto sorveglianza o che provenissero dalla Cina, soprattutto se manifesta sintomi influenzali, dovrebbe segnalarlo al 112 o al 1500 per essere preso in carico dagli operatori specializzati. Il Cnr ribadisce che, al di fuori delle aree in cui si sono verificati i casi, si può continuare a condurre una vita normale seguendo le elementari norme di igiene, soprattutto lavandosi le mani se ha frequentato luoghi affollati, ed evitando di portarsi alla bocca o agli occhi le mani non  lavate.

Ieri sera a Milano in onda senza pubblico

Ieri sera in prima serata Barbara D’Urso su Mediaset e Fabio Fazio sulla Rai sono andati in onda senza pubblico. Sia “Live-Non è la D’Urso” che “Che tempo che fa” hanno gli studi nell’area milanese, ed entrambe le produzioni si sono quindi adeguate all’ordinanza della regione Lombardia che prevede «la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico». Anche le Iene hanno annunciato che per la prima volta in 24 anni di storia del programma andranno in onda senza pubblico in studio nelle prossime puntate di martedì 25 e giovedì 27 febbraio.

E qualcuno sdrammatizza

E mentre in molti supermercati delle regioni colpite dal virus si vedono in queste ore scaffali di beni di prima necessità – dalla pasta alla carta igienica – presi d’assalto e svuotati, e code chilometriche alle casse per la paura di una possibile quarantena in arrivo, sul web c’è anche chi sdrammatizza:

(articolo aggiornato il 25/02/2020)

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Potrebbe interessarti anche

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy