Obesità infantile, la lotta inizia con l’allattamento al seno

E’ un nuovo studio dell’Oms a sostenere che i bambini che non sono mai stati allattati o che lo sono stati poco corrono un rischio maggiore di diventare obesi

Un buon motivo in più per allattare il proprio bambino al seno: prevenire l’obesità infantile, a tutto vantaggio della salute del proprio figlio. A sostenere che i bambini che non sono mai stati allattati al seno o che lo sono stati poco corrono un rischio maggiore di diventare obesi è l’Organizzazione mondiale della sanità che, dopo aver raccolto dati relativi ad allattamento al seno e tassi di obesità infantili in 22 Paesi dell’area Europea, ha concluso che l’allattamento al seno risulta protettivo contro il peso in eccesso nei bambini.

La Childhood obesity surveillance initiative

L’Oms ha raccolto i dati mediante la Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI) – sistema di sorveglianza sull’obesità che per più di 10 anni ha misurato il trend di sovrappeso e obesità tra gli alunni della scuola primaria (6-9 anni) effettuando diversi cicli di raccolta di dati in più di 40 Paesi, cui anche l’Italia ha partecipato mediante il progetto “OKkio alla salute” dell’Istituto superiore di sanità (Iss) – che sono stati poi inseriti in uno studio presentato allo European Congress on Obesity di Glasgow (Regno Unito), che si è concluso ieri.

Più latte di mamma, meno grasso in eccesso

La ricerca mostra che tra i bambini allattati al seno per almeno sei mesi il numero di bimbi obesi è inferiore rispetto ai piccoli che sono stati allattati al seno per meno di sei mesi e rispetto a quelli che non lo sono stati affatto: in media il tasso di obesità tra i bimbi non allattati al seno è pari al 16,8%, tra quelli allattati per meno di 6 mesi è del 13,2% e tra coloro che invece hanno preso il latte della mamma più a lungo diminuisce a 9,3%. Il fenomeno è stato osservato in 22 paesi che hanno partecipato alla quarta raccolta dati del COSI svoltasi tra il 2015 e il 2017 e che ha coinvolto più di 100 mila bambini.

Proteggere e promuovere l’allattamento

A sottolineare il ruolo preventivo del latte materno nei confronti dello sviluppo dell’obesità infantile è Bente Mikkelsen, direttore della Divisione delle Malattie non trasmissibili e promozione della salute di OMS/Europa: “più a lungo un bambino viene allattato al seno, maggiore è la sua protezione dall’obesità. Questa conoscenza può rafforzare i nostri sforzi nella prevenzione dell’obesità. Agire sull’obesità infantile, compresa l’obesità grave, può dare grandi benefici non solo per la salute e il benessere dei bambini, ma anche per i sistemi sanitari nazionali, quindi dobbiamo fare tutto il possibile per promuovere e proteggere l’allattamento”.

Obesità e rischi metabolici

Nei bambini l’obesità è il più delle volte associata a problematiche cardiovascolari e metaboliche a breve e lungo termine, solitamente tanto più gravi quanto più severo è il grado di obesità. Secondo un altro studio dell’Oms, anche questo presentato a Glasgow – il primo a indagare la prevalenza nei bambini in età scolare dell’obesità grave – quest’ultima colpisce quasi 400 mila bambini tra i 6 e i 9 anni dei circa 13,7 milioni che vivono nei 21 Paesi nei quali sono  state effettuate le rilevazioni, vale a dire quasi il 3%. “Dato l’impatto di questa patologia sull’istruzione, sulla salute, sull’assistenza sociale e sull’economia – si legge in una nota dell’Oms – lo studio sottolinea che l’obesità deve essere affrontata attraverso una serie di approcci, dalla prevenzione alla diagnosi precoce, al trattamento”. E secondo l’Oms l’allattamento al seno ha tutte le carte in regola per essere considerato un fattore di prevenzione.

“Sì alla prevenzione, ma garantire i servizi”

Angela Spinelli, Direttore del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dell’Iss, definisce l’obesità infantile “un fenomeno multifattoriale, con possibili gravi conseguenze a lungo termine sulla salute e sulla società intera”, e spiega che rappresenta “uno dei principali problemi di sanità pubblica dei nostri tempi”. “Come tale – continua l’esperta – va affrontato prima di tutto attraverso la prevenzione, a cominciare dall’allattamento, per poi proseguire con programmi e iniziative dedicate a bambini e giovani che aiutino a effettuare scelte salutari. Ma nel caso dell’obesità grave bisogna garantire anche i servizi per aiutare questi bambini e le loro famiglie a contrastarla. In Italia negli ultimi anni abbiamo osservato una lieve diminuzione del fenomeno, ma è ancora una sfida aperta“.

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.