Jacopo Fo: Ode agli italiani

Ai dottori con gli occhi stanchi. Agli stupidi, ai ladri e ai santi

In detenzione per pandemia (innocente) mi accorgo di cambiamenti apparentemente microscopici. Nel film che sto guardando a un certo punto vedo un gruppo di persone in un salotto sedute le une vicine alle altre; sento una sensazione d’allarme: non stanno osservando le distanze di sicurezza!

Assurdo, ma è un segnale di una mutazione mentale.
Quanto durerà?
Ci si chiede con gli amici al telefono.
Il sistema collasserà?
Ma no! Scherzi?

Siamo italiani, quando la situazione si fa seria scopriamo una capacità bestiale di schierarci e combattere. Da dove ci viene?
Siamo magnifici cialtroni. Anarchici con la passione di fare quadrato. Ogni tanto.

Mi passano per la testa le frasi del libro Cuore letto alle elementari: La piccola vedetta lombarda, Lo scrivano fiorentino, L’infermiera di Bergamo, Il grasso camionista di Bari con la barba sfatta che corre sull’autostrada deserta, La giovane cassiera umbra che non ha avuto una mascherina decente e neanche una visiera trasparente. Eroi…

Ma la foto si smaglia quando la signora ti tossisce in faccia al supermercato. Che punteggio fa???
È reato sbatterle in testa una padella pigliata sullo scaffale dei casalinghi?
Facile bersaglio, lei, gli spacciatori di Amuchina, gli accaparratori di mascherine e quei 50mila che sono scappati dalla Pianura Padana per tornare dalla mamma al Sud. Quanti erano già febbricitanti?

Poi ci sono i 300 di Crotone, personale sanitario imboscato (eran 300, eran giovani e forti e non sono morti).

Bersagli facili del disprezzo nazionale. E mentre l’Italia s’indigna e si stringe intorno alle sue bare quanti miliardari, nell’ombra, invisibili agli occhi delle telecamere di sorveglianza, stanno guadagnando cifre inimmaginabili speculando sul crollo della borsa, quanti stanno comprando a metà prezzo ristoranti, alberghi, aziende collassate con le banche alla gola? Ma non è un reato? Non ci sono pene fisiche?

No. È il capitalismo bimbo! È cattivo!

Mi viene il dubbio che non mi ero sbagliato: il capitalismo fa proprio schifo. L’insieme si spezza, riesco a vedere solo singoli frammenti.
Un sintomo dello stress. Comunque a stare da soli a casa non si impazzisce!
Ne parlavo giusto ieri sera con il mio frigorifero.

Che sarà dei bambini cosa capiranno del coronavirus? Così piccolo che non lo puoi vedere ma ti morde lo stesso. Che incubi avranno? Cresceranno con la paura degli abbracci?

E la donna chiusa in un monolocale con un uomo che la prende a pugni? Dove può scappare, con l’esercito che pattuglia le strade?

E dove si mette in quarantena il senzatetto che dorme alla stazione?Abbiamo un milione di case, caserme e uffici di proprietà dello Stato, inutilizzati e non si sa dare un tetto a cinquantamila persone.

Abbiamo seminato assurdità nelle megalopoli illuminate per tutta la notte. Adesso che il virus vola sulle nano particelle dello smog si scopre che l’inquinamento della pianura padana fa male alla salute, ce lo dice la geografia dei morti. E qualcuno a bassa voce si chiede: ma allora era vero che per l’inquinamento delle città morivano 70mila persone all’anno? E la gente a Milano apre la finestra, respira, e dice: ecco questo è l’odore dell’aria, me l’ero scordato!

Quando l’aria tornerà a fare schifo staranno ancora zitti un’altra volta?

Come faranno adesso gli amanti lontani che si possono vedere solo sul telefono, immagini tremolanti di un amore rubato. Giulietta e Romeo digitali. Anime che bruciano. Renzo e Lucia in mezzo alla Peste Nera dei sentimenti, perduti sui cavi della fibra ottica della dorsale appenninica… Non c’è campo… non c’è scampo… Sei connesso?

Non sono connesso più a niente.
Ma tanto d’amore non si muore!
Questo lo dici tu, coglione!

C’è quello che scopre che non aveva mai più parlato con sé stesso.
Chi capisce che ha sposato la persona sbagliata, chi scorge la possibilità di fare un po’ di conversazione col vicino di casa, a distanza di sicurezza, da balcone a balcone.

Quello che ha giurato che se suonano la tarantella ancora una volta con le pentole e i secchi di plastica apre la finestra e spara a pallettoni.
Chi scopre che i drogati del piano di sopra gli hanno portato la spesa e non gli hanno chiesto niente, non hanno neanche voluto entrare per un caffè.
La prostituta con l’acqua alla gola per via del blocco delle attività non strategiche, come se fare sesso non fosse strategico.

Il politico che si chiede perché non gli è venuto in mente che bisognava aumentare e non ridurre il numero delle vetture del trasporto pubblico e un po’ gli viene il rimorso ma poi pensa ai generali del passato che mandavano al macello i soldati in fila indiana.

Bill Gates 4 anni fa diceva che bisognava diminuire le spese militari per prepararsi alle pandemie. Pensa che coglione! Tutti l’hanno ascoltato e poi hanno chiesto: dove andiamo a mangiare stasera?

Adesso non venirmi a dire che l’epidemia c’entra con la globalizzazione senza controlli, con il cibo spazzatura, con l’agricoltura chimica, con la medicina speculativa, con lo spreco, coi migranti che annegano, con le guerre che abbiamo portato contro gli stati canaglia… E non dirmi che le difese immunitarie sono state indebolite dal fatto che la pubblicità ha convinto milioni di mamme a sterminare tutti i batteri domestici, nostri simbiotici. Ti prego! Ti prego! Non ricominciare con questa storia che avevamo a disposizione miliardi di miliardi di batteri buoni che ci difendevano dai virus e molti hanno speso soldi per sterminarli coi disinfettanti per la casa!!!

Non ne posso più!
Non puoi sempre mischiare tutto! È un virus, solo un virus! Un caso sfortunato, una mutazione genetica.
È colpa dei pipistrelli e quando avremo finito di sterminarli il problema non si presenterà più.
E comunque Dio non ci sta punendo per i nostri peccati…
È solo una fatalità. Una triste, orrenda, fatalità!

Finirà tutto bene.

Chi non morirà sarà ancora vivo.
Chi si ama si amerà.
I bambini potranno giocare i loro giochi scemi e quando torneranno a casa li disinfetteremo di più.
I cani pisceranno in salotto.

E avremo la sensazione di aver vissuto la nostra guerra.
Però quando annoieremo i nostri pronipoti raccontandogli per la decima volta di quanto ce la siamo vista brutta nella Prima Pandemia Mondiale e quanto era terribile il bollettino dei morti e la coda al supermercato, ricordiamoci che prima, molto prima, avevamo di fronte tutti i segnali d’allarme e non siamo riusciti ad attaccarci al freno di emergenza. Avevamo qualche cosa di più urgente da fare. Non mi ricordo cosa ma non si poteva rimandare.

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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