Oggi è la prima giornata mondiale dedicata alla giraffa che si sta estinguendo

Oggi è la prima giornata mondiale dedicata alla giraffa

L’animale più alto del nostro pianeta si sta estinguendo

Il 21 giugno si celebra la prima edizione della Giornata mondiale della giraffa, istituita dalla Giraffe Conservation Foundation (Gcf) con l’obiettivo di raccogliere fondi per proteggere questi animali. All’iniziativa, che ha riscosso consensi in tutto il mondo, hanno aderito governi, associazioni non governative e organizzazioni ambientaliste.

La situazione è piuttosto critica: dagli anni Novanta a oggi la popolazione in natura delle giraffe è scesa da 140mila a 80mila esemplari, una diminuzione di circa il 40% in poco più di vent’anni.

Se non si dovesse invertire la tendenza, secondo gli scienziati l’estinzione di questo animale potrebbe avvenire molto presto. Le cause principali del rapido declino sono da imputare alla perdita dell’habitat e al bracconaggio. Quindi, all’uomo. Continua a leggere e guarda la gallery [Fonte: La prima giornata mondiale dedicata alla giraffa– WIRED di Daniele Biaggi]

Panoramica dalla stampa nazionale:

  • LA SILENZIOSA ESTINZIONE DELLE GIRAFFE, SONO CIRCA 68 MILA QUELLE LIBERE IN NATURA […]  Cinque curiosità sulle giraffe:

1. Collo lungo e cuore grande – Il collo lungo è la caratteristica distintiva delle giraffe ma forse non molti sanno che questi eleganti mammiferi hanno solo sette vertebre cervicali, esattamente come l’uomo, con la differenza che ogni vertebra di giraffa misura fino a 25 centimetri. Ma hanno anche un gran cuore: a causa della loro particolare morfologia, le giraffe possiedono un sistema cardiovascolare altamente specializzato, con un cuore che pesa 11 chili ed è lungo 60 centimetri.

2. Veloci a scappare ma non indifese – Sulle brevi distanze, le giraffe riescono a correre a una velocità di 56 chilometri orari; quindi, se vengono attaccate da un predatore, sono più propense a scappare piuttosto che a reagire ma non per questo sono indifese. Un calcio veloce sferrato dalla lunga zampa di una giraffa, infatti, può ferire gravemente o perfino uccidere un leone.

3. Acqua ogni due giorni ma tanto cibo – Sembra incredibile, ma le giraffe hanno bisogno di bere solamente una volta ogni due giorni: la maggior parte dell’acqua di cui hanno bisogno, infatti, proviene dai vegetali che fanno parte della loro dieta. Il fatto di doversi abbeverare così poco è un fattore positivo: la lunghezza del collo non rende facile abbeverarsi e la posizione che la giraffa è costretta ad assumere in queste occasioni la rende più vulnerabile ai predatori.

4. Un brusco benvenuto per i cuccioli – Quando una femmina di giraffa sta per dare alla luce i suoi cuccioli, raggiunge spesso il luogo in cui lei stessa è nata. Qui i neonati ricevono un brusco benvenuto al mondo, dal momento che cadono da circa un metro e mezzo d’altezza ma i cuccioli di giraffa sono in grado di alzarsi in piedi e camminare già dopo un’ora dalla nascita.

5. Stese a dormire ma solo per pochi minuti – Le giraffe di solito dormono in piedi, anche se in alcuni casi è possibile trovarle accoccolate al suolo, ma solo per riposi davvero brevi, di circa 6 minuti, perché si tratta di una posizione che le rende vulnerabili. Continua a leggere [Fonte: REPUBBLICA.IT

  • JOEL SARTORE E IL PROGETTO PHOTO ARK. Un database fotografico di tutte le specie animali in via di estinzione. 10 anni fa il fotografo Joel Sartore ha dato vita a un’impresa “biblica”: fotografare 12mila specie di animali in via d’estinzione. Con lo scopo di documentare la biodiversità del nostro pianeta e sensibilizzare alla conservazione della specie, ha cominciato fotografando una talpa senza pelo in uno zoo del Nebraska, e il suo viaggio lo ha portato in 40 Paesi – dall’ Antartide alla Foresta Amazzonica – girando gli zoo e gli habitat di tutto il mondo. Continua a leggere
[Fonte: PEOPLEFORPLANET di Simone Canova]
  • GIRAFFE, ELEFANTI E LEONI: LI VEDI OVUNQUE MA QUELLI VERI SPARIRANNO A BREVE Non se ne parla molto, in fondo l’importante è vederli ancora al cinema, come peluche o nelle pubblicità. Ma in realtà sono condannati all’estinzione. Giraffe, elefanti e leoni (e molti altri animali “famosi”) sono condannati all’estinzione in natura, anche perché Donald Trump non ha l’hobby del trophy hunting e dunque, in poche parole, chissenefrega.

Il trophy hunting è quell’attività regolamentata che consente a ricchi stranieri di andare in Africa a uccidere esemplari selezionati, magari anziani o malati, al fine di rimpinguare le casse dei parchi che ospitano gli ultimi animali-simbolo (detti anche big 5: leone, leopardo, giraffa, bufalo ed elefante). È una pratica tristemente fondamentale per la loro sopravvivenza, e presidenti Usa molto poco ambientalisti, ma pur sempre amanti del trophy hunting, hanno in passato agito al fine di evitare l’estinzione dei big 5. Il tema è fondamentale quando si parla di protezionismo. L’errore più grande che potremmo fare, da occidentali, è quello di disprezzare i bracconieri e accusarli di essere il male. Si tratta spesso di uomini e donne che semplicemente vedono nella caccia illegale l’unica possibile risorsa per sopravvivere. In Kenya, Mozambico e Zambia, nulla ha aiutato a fermare il bracconaggio come dare loro un’alternativa, ad esempio – paradossalmente – arruolarli come guardie forestali nei parchi: questo ha ridotto del 90% il numero degli animali uccisi (fonte: Earth.com). In fondo il turismo da safari fotografico è attualmente una delle poche ricchezze di quelle terre. Continua a leggere [Fonte: PEOPLEFORPLANET di Michela Dell’amico]

Immagine Mopsgesicht Pixabay

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.