Olimpiadi Milano-Cortina: perché sì e perché no

Olimpiadi Milano-Cortina: perché sì e perché no

La Lega esulta e per il M5S altra batosta

L’Italia si è aggiudicata l’organizzazione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali del 2026. Ad ospitare i giochi saranno le città di Milano e Cortina. Il comitato organizzatore italiano ha sconfitto quello svedese aggiudicandosi 47 voti contro 34. Le Olimpiadi invernali tornano in Italia dopo 20 anni da quelle di Torino e a Cortina dopo 70 da quelle del 1956. Il Presidente della Repubblica Mattarella è tra i primi ad esultare. Il racconto delle ultime ore di attesa e del successo, con lo sguardo dei social.

[Fonte: canale YouTube RAI]

Panoramica dalla stampa nazionale:

  • MILANO-CORTINA 2026: I PUNTI DI FORZA CHE HANNO CONVINTO IL CIO. E alla fine Milano-Cortina si è aggiudicata le Olimpiadi invernali 2026, con 47 voti a favore, contro i 34 di Stoccolma-Aare (più un astenuto). Nessun testa a testa, il dossier Milano-Cortina ha convinto in modo netto il Comitato olimpico internazionale riunito a Losanna, e la vittoria è stata applaudita in maniera bi-partisan: dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al premier Giuseppe Conte alle autorità locali che hanno sostenuto il lavoro. Continua a leggere [Fonte: ILSOLE24ORE di Sara Monaci]
  • OLIMPIADI 2026, DAL PALAITALIA AL VILLAGGIO OLIMPICO: ECCO COME CAMBIERÀ MILANO . Il PalaItalia – Le Olimpiadi invernali del 2026 si svolgeranno a Milano e Cortina: lo ha deciso il Cio, votando la candidatura italiana a Losanna e preferendola a quella di Stoccolma-Aare. L’Italia tornerà così ad organizzare un’edizione delle Olimpiadi, 20 anni dopo i Giochi invernali di Torino 2006. Il più noto progetto di riqualificazione legato ai Giochi olimpici 2026 è la costruzione del PalaItalia nel quartiere di Santa Giulia, alla periferia Sud-est della città. L’Arena da 15 mila posti è una struttura privata che fa parte di un più ampio progetto di riqualificazione, denominato Montecity-Rogoredo. Progettazione e realizzazione sono affidate a Risanamento, che proprio a una settimana dall’atteso voto del Cio ha reso noto di aver siglato un patto con la società australiana Lendlease e la Ogv Europe Limited per la costruzione del Palazzetto. Le fasi di lavorazione prevedono l’approvazione del piano integrato di intervento da parte del Consiglio comunale e quella del progetto di bonifica, quindi nel 2020 sarà avviata la riqualificazione dell’area. L’inizio dei lavori è previsto per gennaio 2021 e il completamento nel dicembre 2023.  Costerà 70 milioni di euro. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, aveva chiarito in anticipo che la realizzazione dell’impianto era prevista «indipendentemente dall’esito dell’assegnazione a Milano-Cortina delle Olimpiadi».

Il Villaggio olimpico – Avrà un grande impatto sull’aspetto della periferia Sud anche la costruzione del Villaggio olimpico, che rientra nel progetto di riqualificazione dello Scalo Ferroviario di Porta Romana. Ospiterà gli atleti in gara a Milano su una superficie di 19 ettari. Sono sette in totale gli scali ferroviari che cambieranno volto in città, secondo il Piano di sviluppo Urbano per il 2030. Responsabile del processo di progettazione e costruzione è Fs Sistemi Urbani, società controllata al 100% da Ferrovie dello Stato. Il Villaggio olimpico, da 1260 letti con 70 camere singole e 630 camere doppie, dovrebbe essere completato otto mesi prima dell’apertura dei Giochi. L’avvio dei cantieri è previsto per il giugno 2022. Già deciso anche il futuro della struttura dopo le Olimpiadi: sarà trasformata in un campus residenziale per gli studenti, ovviando alla storica carenza di alloggi per gli universitari. Continua a leggere [Fonte: CORRIERE.IT di Rossella Burattino]

  • OLIMPIADI 2026, ESULTA SALVINI: “20MILA POSTI DI LAVORO”. E PUNZECCHIA I CINQUESTELLE.  Matteo Salvini esulta per l’assegnazione a Milano-Cortina delle Olimpiadi invernali 2026 con una foto che lo ritrae nel suo ufficio al Viminale con il pugno alzato in segno di vittoria, mentre stringe il Tricolore. “Vince l’Italia, vince lo sport. Viva i giochi olimpici e paralimpici invernali del 2026, che significano almeno 20.000 posti di lavoro creati, tanti investimenti e 5 miliardi di euro di valore aggiunto per l’Italia. Grazie, al lavoro”, scrive il Ministro dell’Interno su Facebook.

Continua il momento decisamente no per il Movimento CinqueStelle che, mentre cerca di ritrovare l’appeal perduto,  porta invece virtualmente a casa un’altra batosta. La vittoria della candidatura costringe infatti il M5S a una ardua salita sul carro, dopo aver escluso Torino a cinquestelle dalla corsa delle tre città. Continua a leggere [Fonte: QUIFINANZA.IT]

  • OLIMPIADI 2026, PERCHÉ SÌ E PERCHÉ NO .[…] a confronto due testimonianze: quella di Franco Amicucci, sociologo ed esperto di formazione aziendale, e quella di Fabio Accinelli, esperto di diritto dell’economia. Franco Amicucci: «Perché sì»: Cosa spinge un paese a candidarsi per ospitare e gestire una grande manifestazione mondiale come le Olimpiadi? Come valutare l’equilibrio tra costi e benefici? Sono almeno 5 le dimensioni, proprio come gli anelli olimpici, da prendere in considerazione. Immagine del paese: Le Olimpiadi sono da sempre un catalizzatore dell’opinione pubblica mondiale per un periodo che va oltre la durata della manifestazione perché coinvolge tutta la fase preparatoria ed anche, se pur breve, il periodo successivo. Le caratteristiche del paese ospitante, cultura, storia, paesaggi, per un prolungato periodo di tempo, sono al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica mondiale. Come in tutti i grandi eventi del passato, occorre tenere ben presenti i rischi di potenziali eventi negativi concomitanti, che sarebbero amplificati. Infrastrutture Da sempre le grandi manifestazioni sportive, come le grandi esposizioni universali, sono una grande opportunità per innovare e potenziare le infrastrutture delle aree coinvolte, non solo impianti, ma strade, aeroporti, strutture recettive. […] 

Fabio Accinelli:«Perché no»: I conti non tornano mai e le Olimpiadi sono una vera e propria maledizione continua per le località geografiche dove passa e si svolgono. Di fatto, sono una vera e propria piaga biblica economica, bruciando soldi in spese astronomiche mai preventivate e non preventivabili. Alla domanda se un evento olimpico «faccia bene» al Paese che le ospita bisogna porre in essere una lettura economica nel merito. Di fondo esiste la realtà documentale per le esperienze passate, che per quanto siano mirabolanti le promesse fatte al momento della candidatura, il problema si evidenzi e venga dopo. Infatti, è storicamente accaduto che gli effetti benefici a livello economico siano sempre stati sovrastimati: quelli dei costi, invece, sottostimati. Lo stesso beneficio che dovrebbe nascere nel paese ospitante, il cosiddetto feel good effect, lascia il tempo che trova. Il primo step risulta essere il meccanismo della selezione alla partecipazione del Paese alla gara che farà il comitato politico, il quale prevede una serie di: analisi, piani, stime inerenti a costruzioni, impatto economico, sforzo di marketing, infrastrutture, export e posti di lavoro. Continua a leggere [Fonte: FABIOACCINELLI]

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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