Oslo, 1 solo morto nelle strade nel 2019 (a Torino 22)

Come ha fatto il Nord Europa a saper vivere felicemente?

Come si fa a ridurre la strage di pedoni che affligge l’Italia da decenni? Come si fa a ridurre i livelli di inquinamento che da settimane, sostenute dal peso dei riscaldamenti, strangolano il Paese? Chiedetelo a Oslo (ma anche tutto il resto del Nord Europa saprebbe rispondervi).

La capitale norvegese è la prima ad aver vietato l’uso dell’auto: sottolineo anche di quella elettrica, perché anche la produzione di elettricità ha un impatto ambientale, e soprattutto perché identico resta il pericolo legato al tipo di veicolo. Quest’anno si è confermata la città più sicura del mondo per ciclisti e pedoni, con solo una vittima di incidente stradale negli ultimi 365 giorni. Giusto per fare un paragone, Torino, che ha dimensioni simili, allo scorso ottobre, quindi a due mesi dalla fine dell’anno, contava già 22 morti (erano stati 31 l’anno precedente) e 3.031 feriti.

Eppure, come si vede nel grafico sotto, c’è stato un tempo in cui anche Oslo se la passava come ce la passiamo noi: nel 1945 furono 41 i morti nelle strade cittadine. I decessi sono stati tra i 20 e i 30 negli anni Ottanta e Novanta, come invece sono rimasti in media da noi, scendendo sotto i dieci all’anno dopo il 2003.

Tutto grazie al piano Vision Zero, che prevede la riduzione della velocità e l’aumento delle misure di sicurezza sulle auto. Nella capitale norvegese, in particolare, l’amministrazione comunale ha imposto forti restrizioni sulle zone aperte alle auto, soprattutto nelle aree centrali della città, potenziando la rete delle piste ciclabili e incoraggiando i cittadini a sostituire le quattro ruote con la bicicletta negli spostamenti in città, anche rendendo molto caro e raro il parcheggio. Provvedimenti drastici e impopolari anche nel saggio Nord, che però hanno portato questi straordinari (per noi) risultati in: vite umane risparmiate, minori emissioni, strade più silenziose e vivibili.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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