Overland, vivere in viaggio

Loro ci riescono… e voi?

I viaggi Overland sono ormai popolarissimi, c’è persino chi dedica la propria vita a spostarsi di continente in continente a bordo di mezzi modificati per adattarsi a condizioni climatiche e situazioni estreme. Si moltiplicano i consigli online per chi volesse intraprendere un viaggio alla ricerca dell’autenticità, del contatto con l’essenza vera delle terre attraversate e dei popoli che le abitano, ma attenzione: viaggiare senza meta e ritrovarsi in mezzo a terre selvagge è un sogno comune, ma non è uno stile di vita alla portata di tutti. Allestire un mezzo e prepararsi alla partenza è fattibile, ma se non siete del tutto sicuri di sapervela cavare meglio rivolgersi a un tour operator specializzato.

Cosa sono i viaggi Overland

Avventura e contatto diretto con le popolazioni locali sono sicuramente i due tratti principali di questo tipo di viaggi, che si snodano, letteralmente, “over land – via terra”. Impossibile non notare i veicoli a bordo dei quali ci si sposta, veicoli attrezzati per il fuoristrada e allestiti per trasportare anche un numero elevato di persone garantendo sempre a bordo la quantità di carburante necessaria, acqua e cibo a sufficienza per percorrere aree incontaminate e selvagge. Tutti i partecipanti solitamente si occupano di una serie di attività, dalla cucina alla preparazione del campo. Nel caso di viaggi organizzati, risulta indispensabile il supporto delle guide locali che potranno svelare i segreti delle aree attraversate, in un viaggio all’insegna del rispetto e della sostenibilità estrema. Parlare di viaggi-avventura sarebbe restrittivo, così come va sfatato il luogo comune secondo cui i viaggiatori sarebbero del tutto isolati; al contrario, è fondamentale, anche quando si parte senza l’aiuto di un’agenzia, tessere una buona rete di contatti di appoggio prima della partenza e magari seguire anche i blog di coloro che già hanno sperimentato lo stesso itinerario, vera fonte di informazioni spesso non rintracciabili sui canali mainstream. Dove si dorme? A volte in tenda, a volte a bordo, se i mezzi lo permettono, altre volte in hotel scelti sempre con un occhio di riguardo per gli aspetti green. Il rispetto per l’ambiente, per le persone e per i compagni di viaggio è la regola d’oro per chi intraprende questi viaggi. Tutto questo se ci si rivolge a un tour operator ma ci sono anche moltissimi temerari che partono senza affidare l’organizzazione a terzi e, da soli, allestiscono il proprio mezzo e pianificano la rotta. È il loro modo di abitare la Terra, sentendosi a casa sempre, seppur viaggiando.

Le spedizioni di Beppe Tenti e la Rai

A rendere ancora più popolare questo genere di viaggi ha sicuramente contribuito la figura di Beppe Tenti, classe 1936, celebre per le sue spedizioni da un capo all’altro della Terra, spesso accanto a Reinhold Messner e a bordo di veicoli speciali, come le tre Fiat Panda e il mezzo Iveco che lo portarono a ripercorrere la via della Seta da Venezia a Pechino. E poi la riedizione del Raid Pechino-Parigi del 1907 dopo 80 anni, a bordo della stessa auto Itala che aveva vinto allora.

Nel 1967 Tenti fonda il tour operator e l’agenzia viaggi che oggi portano il nome di Adventure Overland, che propone pacchetti diversificati, tutti all’insegna dell’avventura, della sostenibilità e dell’immersione nella natura, ma senza disdegnare le sistemazioni in resort. Intanto, la sua fama è cresciuta negli anni anche grazie alla Rai, che dal 1996 decise di trasmettere “Overland”, programma dedicato proprio a viaggi alternativi su strade inaccessibili, prima su simbolici camion arancioni, poi anche su mezzi di trasporto alternativi, dalle auto d’epoca alle biciclette, fino a quelli elettrici.

Fare una vacanza vs viaggiare

Staccare la spina, rilassarsi, concedersi un momento per allontanarsi dalla routine, visitare città, musei, spa, o magari anche percorrere chilometri in mezzo alla natura fino al prossimo hotel: questo è andare in vacanza. Molto diverso è viaggiare, intraprendere una vita da viaggiatori, cambiare stile di vita. Lo spiegano bene sul loro sito stepsover.com Simone Monticelli e Lucia Gambelli, due tra i tanti avventurieri che hanno deciso di percorrere le rotte meno note del Pianeta: “Viaggiare è una sfida. Viaggiare significa fare rinunce per contenere il proprio budget. Viaggiare significa procacciarsi il budget. A volte è frustrante, a volte stancante. Il concetto chiave è che viaggiare significa uscire dalla propria zona di comfort, abbandonare ciò che ci fa sentire al sicuro, correre rischi a tempo pieno privandosi del senso di sicurezza dato dalle certezze tipiche della vita che vive chi attende una vacanza. Non è sempre divertente. Non è sempre rilassante. Ma cavolo! È memorabile e molto spesso cambia la vita in modo positivo”.

Simone e Lucia non nascondono gli svantaggi: discutere per ore con tassisti, casellanti, poliziotti, doganieri o parcheggiatori per evitare di essere derubati durante il viaggio, fermarsi a dormire nel parcheggio delle stazioni di servizio perché ormai è sera, rischiare intossicazioni alimentari e doversi fermare per giorni nel letto del proprio camper. Si vive nell’incertezza di cosa riserverà la giornata dopo, ma si incontrano persone interessanti con cui si condivide l’esperienza stessa del viaggio, si fa amicizia, si impara moltissimo su culture e modi di vivere diversi. “Si impara tanto anche su se stessi quando si viaggia, si capisce di cosa si è capaci, come si reagisce, cosa si ama e cosa si odia, cosa ispira ognuno di noi, cosa ci fa arrabbiare. In altre parole viaggiando si capisce chi si è veramente”, scrivono.

Come prepararsi per un viaggio Overland

Non tutti possono partire per un simile viaggio, ammettiamolo. Il primo consiglio che traiamo dalle parole di Simone e Lucia è l’invito alla concretezza. Se credete di farcela, però, iniziate dalle basi: vi serve un mezzo di trasporto Overland. Esistono in commercio tantissimi accessori costosi per allestirne uno, ma non fatevi prendere la mano, acquistate equipaggiamento davvero utile. Niente gadget, insomma. I soldi vi serviranno durante il viaggio.

Dove volete andare? Quali sono i vostri limiti?

Partire per fare il giro del mondo è molto diverso dal partire per un weekend in Inghilterra, così come partire per l’Inghilterra è diverso dal partire per il Sahara. E valutate i limiti in gioco, sia del veicolo che del pilota. Tutti i veicoli si possono allestire per un viaggio Overland, ma occorre valutare se il tipo di veicolo che avete a disposizione sia adatto per la rotta che intendete intraprendere e se il pilota è davvero così competente come immagina.

Modifiche utili o modifiche da copertina?

Molte modifiche tra quelle proposte da blogger o trasmissioni tv si focalizzano più sull’apparenza del veicolo che sulla loro utilità in relazione al viaggio che dovrà affrontare. Le modifiche inutili sono quelle che non aumentano affidabilità, sicurezza e comodità, ma allo stesso tempo risultano costose e si traducono in uno sperpero di denaro del tutto irragionevole.

Davvero le modifiche servono?
“Il primo insegnamento che abbiamo appreso durante anni di viaggi in moto, auto e camion è stato che più il veicolo viene mantenuto standard rispetto a ciò che aveva pensato il suo costruttore e meno problemi si avranno durante il viaggio”, sottolineano Simone e Lucia. È complicato trovare ricambi nelle officine se molti pezzi originali vengono sostituiti. E consideriamo che non stiamo parlando dell’officina sotto casa ma di un’officina di un altro Paese in cui molto probabilmente farete fatica a comunicare.

Attenzione al peso del veicolo

Si pensa a caricare attrezzatura ma ci si scorda che questo significa portare il veicolo verso il peso massimo immaginato dal costruttore. Consumo di carburante e velocità ne risentiranno, così come il telaio. Attenzione, quindi, ad attrezzi da campeggio, casse di alluminio, vestiti, cibo, attrezzi vari, carburante, acqua e a tutte le modifiche e le aggiunte che avete fatto prima di partire (paraurti rinforzati, verricelli, portapacchi). Ricordate poi che i pesi vanno bilanciati per non diminuire la stabilità del veicolo: “Mantenere il centro di gravità più basso possibile; ripartire il peso quanto più possibile equamente tra l’asse anteriore e quello posteriore; bilanciare equamente il peso verso il centro del veicolo” sono i consigli di Simone e Lucia.

Pneumatici e motore

Affidatevi alle marche note, tenendo conto del terreno che dovrete affrontare: fango, sterrati, asfalto, neve. Evitate di elaborare il motore. Imparate a utilizzare il vostro veicolo per quello che è sfruttandolo al massimo e non riducendo il tutto a quanto dovete premere l’acceleratore. A meno che non siate piloti esperti è molto più probabile che il vero limite siate voi piuttosto che il veicolo stesso”, consigliano ancora Simone e Lucia. Attenzione anche a dov’è montata la ruota di scorta: se è sotto al telaio cambiate posizione, meglio agganciarla posteriormente, anche per poterla recuperare in maniera rapida in condizioni estreme.

Impianti elettrici e carburante

Ricordate di tenere separati l’impianto elettrico del veicolo e quello che darà energia ai vari servizi, dalla ricarica dei vostri device al riscaldamento. Validissime le soluzioni green, come i pannelli solari, per caricare la batteria aggiuntiva destinata a questo secondo scopo. Avrete poi bisogno di una buona riserva di carburante, o di accumulare taniche là dove potrete comprarle a costo minore. Simone e Lucia suggeriscono una pompa di travaso che vada a spostare il carburante dal serbatoio secondario al principale quando necessario.

Fate pratica!

Non penserete mica di partire senza una minima dose di pratica? Questi veicoli non si guidano facilmente e non bastano i tutorial postati online. Investite del tempo prima di partire per fare esperienza, basta qualche weekend per rendersi conto del vostro livello di sicurezza al volante e della vostra effettiva competenza.

Ancora su stepsover.com ma anche su altri siti Web aperti dagli amanti dei viaggi all’insegna dell’avventura troverete molti altri consigli approfonditi su come allestire il vostro veicolo e come prepararvi alla partenza. Se invece i viaggi senza programma in mezzo alla natura vi affascinano ma non avete abbastanza esperienza e non siete certi di cavarvela, il consiglio è quello di rimandare ed evitare un fai-da-te dannoso; meglio rivolgersi ai tanti tour operator che si trovano facilmente con una breve ricerca in rete e che sapranno offrirvi pacchetti personalizzati dedicati agli amanti dei tragitti Overland, e soprattutto la certezza di far ritorno a casa.

Quanto costa?

Se a frenarvi sono i timori per i costi non correte a comprare tutti i biglietti della lotteria! Pensate piuttosto a Simone e Lucia, che si sono rimboccati le maniche, hanno costruito la loro casa a quattro ruote – “Valentino” – mentre ancora lavoravano in ufficio, hanno iniziato a pubblicare libri e a vendere i loro beni superflui: alla fine sono in viaggio da mesi e hanno superato la “paura di fallire” che ci accomuna tutti. Dove prendono i soldi? Portano avanti un progetto che riguarda le loro passioni, dai libri alle fotografie, e che fino alla partenza non avevano mai avuto il tempo di coltivare. E, quando si accorgono di spendere troppo, si fermano in un bel posto, si godono la gente e la natura, e continuano a coltivare quel progetto, vivendo con pochissimo.

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Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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