Pacchetto europeo per l’economia circolare 2018

Sono quattro direttive e hanno obiettivi ambiziosi

Con le ultime direttive emanate dall’Unione europea per l’economia circolare aumentano gli obiettivi di riciclaggio o riuso previsti, vengono ridotte le quote di avvio allo smaltimento e vengono definiti nuovi obblighi per la raccolta separata di talune tipologie.

Sul lungo termine, la strategia dell’UE, è quella di coinvolgere il più possibile le aziende nel realizzare prodotti con materiali nuovi, completamente riutilizzabili e che quindi non generino scarti, o siano molto limitati. La strategia a breve termine invece è di gestire gli scarti prodotti in modo più responsabile, attraverso il riutilizzo ed il riciclo.

Le direttive del Pacchetto 2018 sono entrate in vigore il 4 luglio dell’anno appena trascorso e gli Stati membri dovranno recepirle entro il 5 luglio 2020. Tra gli obiettivi delle nuove direttive è previsto:

  • il riciclo entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035) e parallelamente si vincola lo smaltimento in discarica (fino ad un massimo del 10% entro il 2035);
  • il 65% degli imballaggi dovrà essere riciclato entro il 2025 e il 70% entro il 2030;
  • i rifiuti tessili e i rifiuti pericolosi delle famiglie (come vernici, pesticidi, oli e solventi) dovranno essere raccolti separatamente dal 2025 e, sempre a partire dal 2025, i rifiuti biodegradabili dovranno essere obbligatoriamente raccolti separatamente o riciclati a casa attraverso il compostaggio.

In Italia il recepimento delle quattro direttive dovrebbe comportare la modifica dei provvedimenti che ad oggi regolano la materia dei rifiuti e della loro gestione, come il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (cd. “Codice ambientale”, recante norme, tra le altre, in materia di acque, imballaggi e rifiuti), il D.Lgs. 13 gennaio 2003 n. 36 (attuazione direttiva 1999/31/Ce in materia di discariche di rifiuti); oltre che alle norme specifiche in materia di veicoli fuori uso, pile e Raee.

A livello europeo, già dal 2014, Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Olanda e Svezia non hanno inviato alcun rifiuto in discarica, ciò a conferma del fatto che è una strada percorribile per tutti gli altri Stati membri. Strada che comporterà minori emissioni, minori impatti su suolo, aria e acque, ed un ritorno positivo in termini di innovazione, minori costi di smaltimento e di depurazione, maggiori livelli occupazionali per le imprese, anche Italiane.

Questo cambiamento comunque è già in atto nelle aziende italiane, come si vede anche dai dati del Rapporto GreenItaly 2018 (ricerca realizzata da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con CONAI e Novamont, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente): sono oltre 345.000 le imprese del nostro Paese (dell’industria e dei servizi) con dipendenti che hanno investito nel periodo 2014-2017, o prevedono di farlo entro la fine del 2018 in prodotti e tecnologie green. In pratica una su quattro, il 24,9% dell’intera imprenditoria extra-agricola. E nel manifatturiero sono quasi una su tre (30,7%): dimostrando che è green economy già un pezzo considerevole delle nostre imprese.

Sulla base delle indagini Unioncamere nel 2018 è prevista anche una domanda di green jobs pari a quasi 474.000 contratti attivati, il 10,4% del totale delle figure professionali richieste per l’anno in corso, che si tratti di ingegneri energetici o agricoltori biologici, esperti di acquisti verdi, tecnici meccatronici o installatori di impianti termici a basso impatto; nel manifatturiero si arriva quasi al 15%. 

 

Fonti:

Entrate in vigore le quattro direttive europee sull’Economia Circolare


http://www.symbola.net/html/article/summary/2018

Commenta con Facebook
Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

commenta

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.