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“Paga 50 euro un caffè”. Storie di solidarietà all’italiana

Post lockdown: siamo diventati più buoni?

Lunedì 18 maggio, primo giorno di riapertura degli esercizi commerciali dopo il serrato lockdown. Un primo tentativo di ritorno al quotidiano, tra le non poche difficoltà di ripartenza. Un giorno che, tra i sorrisi incerti di chi è ancora titubante tra la paura del contagio non ancora scomparsa e l’incertezza economica, ha saputo renderci spettatori di toccanti storie solidali.

Marsala  – Siamo al bar “Moon”, quando un cliente abituale, che preferisce rimanere nell’anonimato, consuma il suo primo caffè espresso amaro e lo paga con una banconota da 50 euro: «Tieni pure il resto. Siete rimasti chiusi 50 giorni. È il minimo che io possa fare». Un gesto di estrema empatia verso il suo bar di fiducia, un sostegno economico ma anche morale per contribuire a una ripartenza come prima dell’8 marzo.

 L’uomo, di professione poliziotto e da sempre impegnato nel sociale, al gesto automatico della cassiera di rendere i 49 euro e 20 centesimi di resto ha rifiutato generosamente riferendo: Sono una persona fortunata – si è schermito -. Ho uno stipendio da dipendente pubblico che è pagato dalle tasse che anche tu versi, a domani».

Fonte: Facebook

Cagliari – Analoga vicenda è successa nel capoluogo sardo. Ci troviamo allo “Shabby Shine”, dove la riapertura con servizio al tavolo ha saputo sorprendere le titolari Jessica e Cinzia. La prima sorpresa è stata proprio in orario di apertura, alle 6.30 di mattino, quando una cliente abituale ha lasciato una letterina con il messaggio di supportoQuesto è il mio piccolo sostegno, come se nei mesi di marzo e aprile mi fossi presa un caffè al giorno”. Le belle parole sono state accompagnate da 70 euro per pagare quei caffè che abitualmente avrebbe preso (uno al giorno) durante i giorni in cui lo Shabby Shine non ha potuto aprire al pubblico.

Poco dopo, un’altra cliente affezionata, ha lasciato 50 euro per la colazione accompagnati sempre da un bigliettino di supporto alle ragazze. “Come non commuoversi“, scrivono le titolari, “arriva una tua cara amica e cliente da 5 anni e ti poggia sul banco questo: ha pagato tutti i caffè che non ha preso in questi mesi. Grazie di cuore”.  

Gesti emozionanti non sono mancati anche dagli altri clienti che hanno supportato con cifre minori l’esercizio commerciale che, tra limitazioni per il distanziamento sociale e le spese da sostenere, si è fatto coraggio decidendo comunque di aprire.

Vicini a tutti i proprietari di attività che stanno lentamente riaprendo dopo il lungo periodo di chiusura, siamo contenti di apprendere che questo lockdown ha saputo renderci anche più empatici e generosi. Lo abbiamo detto molte volte: ce la faremo!

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Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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