Pagare treni, bus e parcheggi da un’unica app

I servizi che semplificano la vita

Se volessimo semplicemente tradurre dall’inglese, Mobility as a service (Maas) significa “mobilità come servizio” e già questa definizione ci svela molto di quanto stiamo per trattare. Il trasporto non è più inteso come una serie di soluzioni personali che portano l’individuo a costruire la propria soluzione di viaggio, ma come soluzioni messe a sistema e fruite come servizio più globale. Sembra complicato, in realtà Mobility as a service si riferisce all’esistenza di un unico gateway – potremmo immaginarlo come un punto di accesso unico, un’app – che racchiude tutte le soluzioni possibili di mobilità da un punto A a un punto B e consente all’utente di pagare per singolo viaggio o con un abbonamento senza uscire da questo spazio virtuale. Ancora più concretamente, sotto la definizione di Mobility as a service ci sono quelle piattaforme digitali che aggregano tutti i mezzi presenti sul territorio e permettono ai cittadini di pianificare i propri spostamenti e come pagarli (singolo viaggio, mensilmente e così via). Sembra molto semplice, appunto, ma nella vita quotidiana, quando il nostro viaggio implica l’utilizzo di più mezzi di trasporto, dobbiamo quasi sempre comprare i biglietti singolarmente, verificando coincidenze e perdendo tanto, tantissimo, tempo. Le grandi città però stanno tentando di semplificarci la vita.

Siemens Mobility e l’esperimento di Andorra

Siemens Mobility, HaCon e eos.uptrade sono al lavoro per creare una piattaforma di mobilità intermodale per Forces Elèctriques d’Andorra (FEDA), la società incaricata dal governo e dai sette consigli di Andorra per realizzare il progetto. L’app dovrebbe essere pronta per il download in autunno con una prima versione. Andrà ad integrare diverse modalità di trasporto in tutto il Paese e al suo interno il viaggiatore troverà autobus pubblici, bike sharing, caricabatterie per veicoli elettrici, parcheggi per auto. Si pagherà senza uscire dall’app, che consentirà quindi una pianificazione dal primo all’ultimo miglio e promuoverà scelte di mobilità sostenibile. Sarà anche uno strumento di raccolta dati, che consentirà alle amministrazioni di conoscere quali mezzi vengono utilizzati di più e valutare eventuali inefficienze.

In corso a Torino i test su nuove piattaforme di Maas

A Torino è stato approvato a marzo un progetto di sperimentazione che vedrà coinvolti un centinaio di cittadini torinesi, selezionati attraverso un bando sulla base del coefficiente Isee e privilegiando chi ha deciso di rottamare la propria auto senza sostituirla con una nuova o chi vive in zone dove sono in programma politiche per disincentivare l’utilizzo del mezzo privato. A loro vengono consegnati buoni di mobilità da utilizzare per spostarsi in città con servizi di trasporto a basso impatto ambientale, sostenibili e in condivisione.
L’idea è proprio quella di passare al Maas come nuovo modello di mobilità, che appunto implica un passaggio da un paradigma di proprietà personale dei mezzi di trasporto individuali a uno di fruizione condivisa. Come dicevamo, il presupposto è che si concretizzi l’integrazione tra i servizi di mobilità disponibili, pubblici e privati.

Ma l’attenzione di Torino verso la Maas non inizia oggi. La sperimentazione è già iniziata da tempo: lo scorso anno i dipendenti della General Motors hanno iniziato a testare questo tipo di mobilità intermodale. Per pianificare i propri viaggi e pagarli è stata messa a punto una piattaforma tecnologica da Urbi, startup che fa capo a Telepass e partner di Torino nel progetto europeo IMove.

L’app Atm come strumento di Maas

Basta un’app a concretizzare la completa integrazione dei mezzi in un unico spazio in cui l’utente può pianificare rapidamente i propri spostamenti? Sì, basta un’app, ma occorre un’app costruita in maniera efficace.

L’Atm di Milano con il suo sito Web e la relativa app progressivamente si sono evoluti per raggiungere questo obiettivo. I vari aggiornamenti hanno portato alla situazione attuale, in cui l’utente che definisce un punto A e un punto B come luoghi di partenza e arrivo, riesce a scoprire cliccando sulle varie icone i mezzi e i servizi a disposizione, dalle postazioni di BikeMi e SHAR’Ngo ai parcheggi di corrispondenza in cui lasciare eventualmente la propria auto, visualizzando a colpo d’occhio anche i confini dell’Area C e le fermate della metropolitana. È possibile da mobile acquistare biglietti con carta di credito, conservarli nella propria area riservata e, una volta convalidati, visualizzarne il tempo residuo sulla home page. L’area riservata è accessibile anche tramite impronta digitale e per chi utilizza PayPal è possibile attivare l’opzione del pagamento rapido. Possibile anche l’acquisto dei biglietti via SMS senza registrazione e con addebito diretto su credito telefonico. Per entrare e uscire dalla metropolitana i tornelli attrezzati vanno aperti utilizzando il QR code che compare sul biglietto dopo la convalida

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.