Palio di Siena: muore Raol, l’ira del web

Qualcosa, anche questa volta, è andato storto scatenando rabbia e sdegno della rete e delle associazioni animaliste

Si è corso sabato 20 ottobre il Palio di Siena Straordinario dedicato al Centenario della Prima guerra mondiale che ha visto il trionfo della Contrada della Tartuca. Ma qualcosa, anche questa volta, è andato storto scatenando l’ira del web e delle associazioni animaliste.

Raol, il cavallo della contrada Giraffa, scivola sul tufo al secondo Casato procurandosi una frattura all’arto anteriore destro. Le condizioni del cavallo appaiono fin da subito molto gravi e, nonostante il tempestivo intervento, per il sauro di 8 anni non c’è stato nulla da fare. Immediata la condanna dei social e dei media dove, assieme al video virale degli ultimi sussulti di Raol, rilanciato anche da esponenti animalisti come Rinaldo Sidoli (Dirigente nazionale Animalisti Italiani onlus, che ha dato vita anche alla petizione online Basta Palio di Siena), si è apertamente presa posizione contro lo storico Palio mettendo in discussione una delle corse più famose del mondo che va in scena, così come la conosciamo oggi, dal 1633.

Nonostante la dichiarazione del Comune di Siena (“Ieri si è concluso il Palio Straordinario dedicato alla fine della Prima Guerra Mondiale, che ha visto una grandissima partecipazione di contradaioli, senesi e turisti assistiti da un tempo splendido. Tuttavia l’amministrazione deve dare la notizia che il cavallo dato in sorte alla Contrada Imperiale della Giraffa è deceduto a seguito di un infortunio dopo essere stato prontamente soccorso, sedato e trasportato con una biga alla Clinica veterinaria “Il Ceppo”. Il dispiacere è di tutta la città che ama i cavalli e li rispetta, e non accetta provocazioni da chiunque abbia solo l’interesse a farsi pubblicità, non conoscendo la nostra cultura, tradizione, rispetto e cura dei cavalli“) e le dichiarazioni apertamente schierate a favore della tradizione senese come quelle del giornalista professionista e anche Iena Antonino Monteleone, questa volta le voci che chiedono di mettere fine a questa manifestazione sembrano essere più forti ed è stata promessa anche una battaglia legale.

Sulla morte di Raol è intervenuta l’Enpa, promotrice della denuncia: “Se già appariva assurdo pensare di ricordare la fine della “Grande Guerra” con un evento, il Palio di Siena, che ha un lungo passato di morti animali, il fatto che un cavallo sia deceduto proprio in occasione di tale ricorrenza rende la vicenda ancora più paradossale e inaccettabile. La morte di Raol non né casuale né imprevedibile. La magistratura accerterà le responsabilità penali di questa ennesima morte, ma quelle morali e politiche sono evidenti per sé e ricadono su tutti coloro i quali hanno partecipato, a vari livelli, all’organizzazione dell’ennesima corsa della morte”. Prosegue la direttrice dell’Enpa, Carla Ronchi “La storia, con i frequenti e ripetuti incidenti di questi anni, ci dice che il Palio di Siena rappresenta una seria e concreta minaccia per l’incolumità degli animali. (…) iniziativa che ormai non ha altra ragion d’essere se non quella di farsi strumento di marketing, anche politico. Lo ribadisco: la morte di Raol non né casuale né imprevedibile. Invece, visti i nefasti trascorsi del Palio, era un evento con elevata probabilità”.

Sì, la morte di Raol non è né casuale né imprevedibile né sarà l’ultima. Infatti si stima che dal 1970 ad oggi siano morti circa 50 cavalli, e dal 2000 sono 8, una media di un cavallo ogni due anni.

A seguito di dichiarazioni così contrastanti tra chi conosce la tradizione e si batte per difenderla e chi conosce gli effetti di tale manifestazione e si batte per un cambiamento, la domanda è lecita: le tradizioni si devono adeguare ai tempi?

(Immagine di copertina: Alessandro Maffei “Veduta della piazza di Siena nell’atto della corsa del 16 agosto”, 1840 ca., incisione acquerellata)

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Claudia Faverio

Claudia Faverio

Collabora con People For Planet come social media manager e content analyst

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