Pane e risate: le Brigate Volontarie di Milano portano il teatro dalla gente

Con la supervisione di Paolo Rossi alle case popolari si raccontano le fiabe

Perché non si vive di solo pane: da venerdì 22 maggio alle case popolari di Milano ci sarà anche la Brigata Brighella, un gruppo teatrale composto da una decina di ragazzi che racconterà le fiabe italiane rivedute, corrette e aggiornate dopo la supervisione artistica di Paolo Rossi.

Nate con l’aiuto di Emergency sono 14 le Brigate che portano ogni giorno da quando è iniziato il lockdown cibo e generi di prima necessità alle persone sole o in difficoltà economiche.

«Abbiamo capito subito l’emergenza che stava nascendo» racconta il coordinatore Valerio Ferrandi «Dovevamo fare qualcosa, ma ci serviva bisogno di aiuto, di formazione. Ed è stato spontaneo rivolgerci a Emergency, che ci ha fornito una supervisione medica e un’istruzione concreta su come affrontare il coronavirus, senza contare un appoggio logistico e pratico».

Oggi le Brigate contano 500 volontari e finora sono state distribuite 80 tonnellate di cibo, farmaci e prodotti vari a 5000 famiglie, quindi almeno 15mila milanesi.

«Siamo partiti con anziani, immunodepressi e gente in quarantena, adesso siamo passati a persone fragili in generale, il nome del progetto, “Nessuno è escluso“, è anche il nostro slogan».
La solidarietà di chi ha aiutato le Brigate con fondi e generi alimentari raccolti fuori dai supermercati è stata tanta.

Impostato il lavoro sull’emergenza, il pane, appunto ci si è resi conto che ci voleva anche altro, quindi è nata la Brigata Basaglia composta da psicologi e ora la Brigata Brighella per ridere un po’.

E per addestrare i ragazzi chi meglio di Paolo Rossi? Racconta a Luigi Bolognini in un’intervista pubblica su Repubblica: «Io sono il loro mister ma ho poco tempo per insegnare loro a salvare la pelle artisticamente parlando. Gli devo insegnare l’improvvisazione, o meglio il saper uscire da problemi che arrivano di colpo. Uno spettatore che ti contesta, un cane che abbaia, una moto che scorrazza: tutto può essere ribaltato e usato a proprio favore, sono tecniche che si usano da secoli nella recitazione.

Sono le situazioni esterne quelle che contano più di tutto in questo spettacolo. In fondo un po’ come la vita, dove bisogna recitare a soggetto».

Il teatro di strada ha una tradizione antichissima, bentornati cantastorie.  

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Foto di Dorinel Nedelcu da Pixabay 

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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