Elezioni: “Danzando in tutù di fronte all’incendio della politica”

La cattiva notizia è che sarà difficile che si trovi una maggioranza parlamentare mentre l’Italia ha urgente bisogno di cambiamento. La buona notizia è che ci sono molte cose buone che possiamo fare comunque per cambiare in meglio il Paese.

Credo che lo spazio per l’azione diretta fuori dal Parlamento e per la creazione di una lobby del buon senso dentro il Parlamento siano oggi ancor più importanti.
Da anni sosteniamo queste due modalità di azione e abbiamo dimostrato che funzionano. Alla grande.

Che cos’è l’AZIONE DIRETTA
La diffusione di ospedali dove è possibile partorire in modo naturale e la modifica del regolamento ospedaliero che vietava l’accesso ai clown dottori nei reparti di pediatria, non sono cambiamenti ottenuti grazie a una votazione in Parlamento.
Sono cambiamenti che abbiamo ottenuto grazie alla nascita di reti spontanee e di molte esperienze e iniziative locali. Cambiamenti che nel piccolo ottenevano immediatamente un risultato (fare ridere e giocare i bambini di quel reparto oncologico; rendere possibile in quel reparto maternità il parto dolce).
Grazie alle esperienze positive realizzate si è poi scatenato un meccanismo di diffusione della coscienza dei problemi e di imitazione. Oggi il parto dolce e i medici con il naso rosso sono presenti nella stragrande maggioranza degli ospedali italiani.
Un grande cambiamento nella qualità della vita per decine di migliaia di persone, ottenuto senza risse politiche, senza cortei, senza votazioni fuori o dentro il Parlamento. È un rovesciamento della logica dell’impegno politico e sociale che fa il paio con i tantissimi gruppi che oggi sono impegnati sul fronte della solidarietà e che quotidianamente portano soccorso, sostegno e aiuto alle persone che vivono situazioni difficilissime. Intanto che cerchiamo di vincere la battaglia per ottenere leggi per il contrasto alla povertà e all’ignoranza, vediamo cosa possiamo fare con l’azione diretta, senza aspettare.
Se aumentasse il numero di individui di buona volontà che iniziano a credere che parallelamente alle battaglie elettorali bisogna rimboccarsi le maniche e cambiare le cose direttamente, laddove è possibile, il progresso in Italia andrebbe più veloce.
Lo stesso modo di pensare lo abbiamo messo in pratica con le campagne per la diffusione dei riduttori del flusso dell’acqua dei rubinetti, la sostituzione dell’illuminazione pubblica con lampadine ad alto rendimento (realizzammo il primo intervento in una grande città, Padova, con il professor Maurizio Fauri, addirittura nel 2005).
Nel 1996 scoprimmo che la polverina che si grattava via dai Gratta e Vinci era cancerogena. Andammo da un magistrato e ottenemmo il ritiro immediato su tutto il territorio nazionale.
Nello stesso anno, sempre grazie a un’azione extraparlamentare, ottenemmo che le lattine delle bibite fossero dotate di un tappo igienico di protezione.

In questi anni una piccola parte del movimento ambientalista si è impegnata in azioni con obiettivi concreti, praticabili da subito e ha ottenuto molte piccole vittorie attraverso questa capacità di iniziativa diretta.

Se vuoi qualche cosa di nuovo per prima cosa dimostra con la pratica che funziona e poi inizia a urlare che hai avuto successo, qualcuno capirà e inizierà a imitarti. Le esperienze che funzionano hanno questa capacità: si diffondono.
Ovviamente si diffondono più rapidamente se cresce la rete di persone disposte a fare da megafono e a far rimbalzare le notizie.

In questo momento ci stiamo organizzando per lanciare una campagna contro l’uso dei disinfettanti per la casa che sterminano i batteri. Dobbiamo informare gli italiani che è un abominio la pubblicità che dice alle mamme che per proteggere i loro bimbi devono sterminare i microorganismi domestici. Ci sono moltissime prove scientifiche che noi siamo esseri simbiotici e che viviamo in salute anche grazie a miliardi di miliardi di batteri buoni che ci proteggono dai virus e dai batteri patogeni! (Vedi qui il primo articolo su questo tema).
Questa campagna sarà rivolta principalmente ai consumatori e alle reti commerciali. Cerchiamo “teppisti teatrali” disposti ad organizzare flashmob di fronte agli ipermercati e alle sedi delle aziende produttrici. E cerchiamo soci Coop e Conad che presentino, alle assemblee locali dei soci, mozioni contro la vendita degli stermina batteri. Ma cercheremo anche di ottenere che il Ministero della Sanità lanci una campagna di informazione sulle malattie causate dall’eccesso di disinfettanti aggressivi. Il costo della campagna sarebbe abbondantemente ripagato dalla diminuzione delle malattie che questi disinfettanti domestici causano.
Infine appoggeremo quei medici che sono impegnati nella diffusione dell’uso di batteri eubiotici negli ospedali al posto dei disinfettanti. A questo proposito abbiamo realizzato un’intervista alla dottoressa Elisabetta Caselli dell’Università di Ferrara che fa parte di una équipe che ha realizzato sperimentazioni di grande efficacia. La pubblicheremo prossimamente.

Cosa fa una lobby parlamentare del buon senso
In alcuni casi l’azione diretta non si basa solo sulla diffusione di comportamenti e di conoscenze ma anche sulla pressione sui parlamentari più sensibili che poi inducono il Parlamento a varare leggi di buon senso, come è successo per le lampadine a incandescenza, i finanziamenti per l’efficienza energetica, la legge che permette (finalmente) la possibilità di trasformare un’auto a benzina in una elettrica, un diesel ad alimentazione a gas, e la possibilità di usare il biogas prodotto dagli scarti agricoli per la trazione. Siamo riusciti a ottenere anche il finanziamento della trasformazione dei mezzi pesanti da diesel a gas liquido, una possibilità concreta ed economicamente vantaggiosa per gli autotrasportatori di diminuire l’inquinamento urbano e lungo le grandi arterie. E siamo riusciti anche a trasformare in legge la possibilità per i comuni di non conferire in discarica gli sfalci e le potature di giardini e bordi stradali (che è un costo) ma di venderli come biomassa (200 milioni di euro di differenza tra i costi dello smaltimento in discarica e il ricavo dalla vendita come biomassa).
È stato un lavoro lungo, che ha portato a vari incontri organizzati da Ecofuturo alla Camera, al Senato e anche presso il Parlamento Europeo. Un’attività di connessione che ha visto la partecipazione di parlamentari alfaniani, del Pd, dell’attuale LeU e del M5S.
E anche la recentissima decisione dell’Unione Europea su 4,7 miliardi di euro di investimenti per la diffusione di impianti di biogas agricolo è frutto di un lavoro di lobbying che ci ha visto attivi insieme ad altri gruppi di pressione europei.
Tutti questi risultati dimostrano che questo sistema funziona. E in una fase come questa di assenza di una maggioranza parlamentare questa metodologia diventa ancora più preziosa: se in Parlamento non si riesce a trovare i numeri per grandi riforme cerchiamo di portare a casa tanti risultati piccoli.
E già su People for Planet è iniziata la campagna “3 leggi facili” per ottenere la distribuzione di medicine sfuse (2 miliardi di euro di risparmio per lo Stato) filtri anti micro fibre sintetiche sulle nuove lavatrici e un ente di controllo sui contratti standard di massa (assicurazioni, telefonia, banche, ecc) in questo modo il cittadino non si troverebbe da solo a fronteggiare clausole capestro (300 mila cause legali evitate!).

Questo è il nostro progetto ai tempi dell’instabilità politica
L’idea che sia sufficiente mandare al potere il partito giusto per cambiare l’Italia è, per ora, tramontata. Non vogliamo creare un’altra organizzazione, movimento, partito. Vogliamo lavorare con modalità anche organizzative completamente diverse. Vogliamo sviluppare al massimo le potenzialità del fare rete. Una modalità di lavoro che a parole tutti auspicano ma che nei fatti pochi utilizzano veramente. Per riuscirci non ci servono leader salvatori della patria e non ci servono infiniti documenti programmatici, assemblee e votazioni. Se un progetto ti piace lo sostieni. Se ti piace molto ti connetti e collabori. Se nessun progetto ti convince ne proponi un altro tu. Usiamo la biodiversità, aborriamo l’omologazione. Anche quella buona.
Seguiamo la filosofia Shangai: iniziamo dalle questioni più facili, usiamo azioni stupefacenti, miriamo a risultati piccoli ma veloci.
Un grande cambiamento è la somma di tanti cambiamenti piccoli. Solo così il risultato è solido e duraturo.

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

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Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.