Party For Planet: è stato un grande successo!

Le foto e i video della festa per il primo anno di People For Planet

Diretta Facebook del Party For Planet

La neve caduta su Milano non ha spaventato le quasi 200 persone che hanno affollato la Palazzina Liberty Dario Fo e Franca Rame per assistere al Party for Planet, l’evento ideato per coinvolgere supporter, lettori, amici ed ospiti speciali e festeggiare sotto lo stesso tetto il primo anno di vita di People for Planet, il magazine digitale del Gruppo Atlantide.

Ad aprire la serata è stato Jacopo Fo, direttore creativo di People for Planet, con un personale ricordo di Dario Fo e Franca Rame e della loro attività alla Palazzina Liberty, che oggi ne porta il nome: “I miei genitori arrivarono ad occupare la Palazzina Liberty perché non c’era uno spazio disponibile in cui poter recitare. La Palazzina a quel tempo era un ex mercato comunale ormai abbandonato. I miei genitori diedero appuntamento al mondo della rivolta di quegli anni e, alla fine, la porta fu sfondata. La prima cosa da fare fu pulire. Furono portati fuori 15 camion di immondizia grazie a tanti volontari. E poi altri volontari e tanti artigiani iniziarono a restaurare gli interni per rendere di nuovo agibile la Palazzina. Alla fine dei lavori – ricorda Jacopo Fo – in questo ‘teatro militante’ entravano fino a 800 persone. In primavera ed estate gli spettacoli si facevano anche all’aperto, dove oggi ci sono gli alberi. Ed è proprio qui, alla Palazzina Liberty, che furono girati gli spettacoli del ritorno di Dario Fo e Franca Rame in tv”.

A traghettare il pubblico verso il primo dibattito della serata è stata un’ospite speciale, l’attrice Lucia Vasini, che ha portato in anteprima sul palco del Party for Planet un brano dello spettacolo “Mistero Buffo – Le parti femminili“. Un vero regalo di compleanno per il magazine e per tutti i presenti.
La questione della qualità dell’aria è un tema sul quale i cittadini sono particolarmente sensibili, scelto non a caso come filo conduttore del primo dibattito, moderato da Sergio Parini, direttore editoriale di People for Planet. Abbiamo voluto fare il punto della situazione prendendo spunto dai dati ufficiali e, grazie ai nostri divulgatori e a parole semplici, abbiamo finalmente capito a fondo cosa sia l’inquinamento dell’aria e le conseguenze sulla salute.
Perché siamo così preoccupati dei veicoli che circolano nelle nostre città? Quella contro lo smog è la “più grande battaglia che si sta combattendo sul Pianeta”, dice Valerio Rossi Albertini. Ma quando parliamo di “polveri sottili” cosa intendiamo? E come vengono generate dal motore di un’auto? Il fisico del Cnr lo spiega grazie ad una delle sue celebri dimostrazioni pratiche, e aggiunge: “Non solo abbiamo 50 mila vittime legate alle polveri sottile, ma a fronte di ogni decesso abbiamo 10 nuovi casi di malati cronici a carico del sistema sanitario nazionale. Può davvero non interessarci?”.

Non solo smog. I milanesi lo scorso anno hanno dovuto fronteggiare la preoccupazione dovuta all’odore di “plastica bruciata” che si è sprigionato durante gli incendi divampati nei depositi di rifiuti di Novate e della Bovisasca. Avevamo ospitato su People for Planet il racconto di Anita Panizza, una mamma milanese, che è tornata a parlarne per noi sul palco del Party for Planet e ancora oggi si chiede: “Ma cosa abbiamo respirato davvero in quei giorni?”.

Ci sono anche cittadini che si mobilitano ogni giorno, ad esempio misurando l’inquinamento come ha fatto l’Associazione Cittadini per l’Aria Onlus con la sua ciclostaffetta. I dati sull’inquinamento dell’aria a Milano sono stati presentati al Comune, che intanto, qualche giorno dopo, si apprestava ad annunciare il varo di Area B. Una mossa apprezzabile ma non sufficiente, secondo l’associazione. “Abbiamo impugnato per il secondo anno di seguito il piano regionale degli interventi per la qualità dell’aria”, spiega Anna Girometta, elencando i prossimi obiettivi.

L’Area B scatterà a Milano il prossimo 25 febbraio e sarà la Ztl più grande d’Italia. Come affronta l’inquinamento una grande città? “Area B è grande quanto l’intera città, con l’idea che possa allargarsi ad altri Comuni. Un sistema di telecamere ‘selezionerà’ i veicoli tramite lettura della targa, per i più inquinanti scatteranno le sanzioni – spiega l’assessore alla Mobilità del Comune di Milano, Marco Granelli – In Lombardia dal 1 ottobre i diesel che producono la maggior parte del pm10 da combustione non possono viaggiare, ma non bastano i controlli delle pattuglie. E la stessa delibera della Regione ha troppe eccezioni, il quadro normativo va migliorato. Ecco perché abbiamo pensato ad un tipo di Area B con telecamere. L’obiettivo è quello di innescare un processo di cambiamento in cittadini, imprese e mercato. Ma non dimentichiamo l’inquinamento dell’aria provocato dal riscaldamento degli edifici; il Comune di Milano ha iniziato a cambiare le caldaie nelle case popolari. 22 milioni di euro sono stati poi stanziati per i privati che vogliono cambiare le caldaie e attuare opere nei propri edifici per farli passare da Classe G a livelli migliori. Il costo sociale dell’inquinamento è enorme, ma non è denaro che il cittadino vede uscire direttamente dal portafoglio; dobbiamo agire perché le misure incidano sui singoli comportamenti”.

Altra esperienza virtuosa, quella della Provincia di Trento, dove nel 2017 è stato varato il Piano della mobilità elettrica. Il professor Maurizio Fauri spaventa la platea: “Il 2018 è stato l’anno più caldo di sempre. Ad agosto di ogni anno abbiamo già consumato tutte le risorse disponibili che la Terra ci offre”. Le auto elettriche ci possono aiutare? “Alimentare un’auto elettrica costa un terzo in meno di quelle a combustione interna… e se siete in coda in mezzo al traffico a quale delle due preferite stare dietro?”. La Provincia di Trento ha pensato di incentivare interventi perché tutti possano ricaricare il proprio veicolo a casa, nei luoghi di lavoro e presso le strutture ricettive, in modo da azzerare l’”ansia di ricarica”. “Ma non basta sostituire un’auto con un’altra, va cambiata la mentalità, vanno cambiate le abitudini delle persone e il loro modo di affrontare il problema”, conclude Fauri.

Le auto si possono però anche trasformare, come spiega Gaetano La Legname di Mobility r-Evolution: “Quanti di voi sapevano che in Italia esiste la possibilità di trasformare con un kit di retrofit una vecchia auto in un’auto elettrica? E costa meno di un terzo rispetto ad un veicolo nuovo. Non solo, parliamo di un mercato potenziale di 500 mln di euro all’anno”.

A chiudere il primo dibattito, i fondatori della startup Wiseair, Paolo Barbato e Andrea Torrone, creatori del vaso smart connesso ad Internet capace di monitorare la qualità dell’aria, di cui un prototipo è stato messo in opera anche alla Palazzina Liberty durante la serata. Così raccontano la loro invenzione: “L’inquinamento non solo ci fa male ma rende i cittadini meno felici. C’è un’evidenza scientifica. A Milano le centraline dell’Arpa sono poche, la zona Ovest è scoperta ad esempio, quindi è impossibile un monitoraggio capillare. Servono più sensori, migliaia, nelle nostre città per misurare la concentrazione di particolato. Le fioriere e i vasi sono infrastrutture non utilizzate… e se ogni vaso diventasse un sensore?”.

Nella seconda parte della serata People for Planet ha deciso di lasciare il microfono ai protagonisti delle storie raccontate nel corso del suo primo anno online.
Massimo Moretti di WASP, azienda leader nel settore della stampa 3D, ha raccontato il progetto di stampa in 3D di una casa realizzata in terra e paglia.

Aninga di Music of the Plants ha portato sul palco il magico suono delle piante grazie ad un dispositivo in grado di registrarne la resistenza elettrica e trasformarla in musica.

Pietro Basile de Il Balzo Associazione di Solidarietà Familiare ci ha raccontato l’attività nel campo della disabilità e del disagio minorile e, in particolare, la realtà del Bar Balzo di Milano, dove ragazzi con disabilità cognitive sperimentano l’approccio al lavoro, e quella di “Io Balzo da Solo”, dove invece si mettono alla prova con l’abitare da soli.

Adriana Santanocito, per presentare la sua Orange Fiber è partita da un dato di fatto: la domanda di tessuti cellulosici è in aumento. Sono tessuti ricavati soprattutto dal legno, ma è chiaro che non possiamo continuare ad abbattere alberi. L’alternativa è italiana, catanese, e si chiama Orange Fiber: filato ricavato dai sottoprodotti dell’industria di trasformazione agrumicola. Il risultato è un tessuto unico al mondo, venduto ai brand di moda, che già può vantare la collaborazione unica con Salvatore Ferragamo.

Marco Abbro ha descritto BIOlogic, il primo Bio FabLab del Sud Italia, dove è stato creato un altro tessuto particolarissimo e 100% naturale, Scoby Skin, ricavato dalla cellulosa estratta dal tè Kombucha. Anche in questo caso, si tratta di una validissima alternativa all’abbattimento di alberi per ricavare cellulosa.

Infine, Suami Rocha di Bamboo Bicycle Club, impresa sociale nata a Londra nel 2012 ed esportata a Brescia con l’obiettivo di insegnare alle persone a costruire la propria bicicletta in bambù, promuovendo così la mobilità sostenibile. Perché proprio il bambù? Perché permette di realizzare forme perfette, è flessibile, ha proprietà smorzanti, non necessita di saldature e a parità di peso è più forte dell’acciaio. Inoltre, è anche molto gradevole alla vista, oltre che sostenibile.

A chiudere la serata la band campana Capone & BungtBangt con il suo sound inconfondibile. Tutti gli strumenti utilizzati nelle performance del gruppo sono autocostruiti partendo da oggetti riciclati che, in questo modo, acquisiscono una nuova vita e diventano strumenti musicali di inestimabile pregio. Impossibile, quindi, limitarsi ad ascoltare senza guardare come, grazie a quest’arte del riciclo e a sapienti mani, si ridona valore ad oggetti che ne sembrano ormai privi.

E questo primo anno di People for Planet è solo l’inizio di una grande avventura.
Dice Jacopo Fo: “Siamo in un momento in cui le persone sono spaventate, minacciate dalla crisi economica e spiazzate dai nuovi mezzi di comunicazione. Quando abbiamo creato People for Planet abbiamo voluto immaginare qualcosa di diverso e abbiamo deciso di impegnarci non solo nel fare buona informazione, ma anche nel far succedere cose molto semplici, quasi banali, che possono però cambiare la realtà. Con l’aiuto di tutti”.

Buon compleanno People for Planet!

Foto

Testi di Anna Tita Gallo
Foto di Davide Zanoni
Service Video: Nexting Innovative Company
Service Audio: Sigma Vision

Redazione People For Planet

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Redazione centrale: Gabriella Canova, Simone Canova caporedattore centrale, Miriam Cesta settore Persona, Maria Cristina Dalbosco settore Società, Michela Dell’Amico settore Green

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