Pellet: gli scienziati li condannano, l’Italia continua a incentivarli

L’utilizzo delle biomasse mette a rischio le foreste e aumenta la CO2, ma ne sosteniamo finanziariamente l’utilizzo anche nella legge di Bilancio 2020

Davanti al carbonio il mondo ha fallito. È un’evidenza, alla chiusura della COP25, durante la quale, nonostante 2 giorni extra di lavori, non si è trovato l’accordo tra le potenze mondiali proprio su mercato e tagli alle emissioni di carbonio. Mentre si fa strada nella comunità internazionale la delusione per l’esito della conferenza ONU che si è chiusa venerdì, il gruppo di scienziati di Sandbag avverte sui rischi di una virata totale sull’utilizzo del pellet (combustibile ricavato dagli scarti di segatura) come materiale sostitutivo del carbone per produrre energia.

Secondo gli esperti del clima, i principali progetti di combustione di biomassa in Europa richiederanno da soli 36 milioni di tonnellate di pellet di legno ogni anno, pari all’intera produzione globale attuale di pellet di legno. Ciò richiederebbe l’abbattimento di foreste di 2.700 km quadrati ogni anno, l’equivalente di metà della Foresta Nera in Germania. Il disastro ambientale che ne consegue è dietro l’angolo, dunque. Ma non solo, le conversioni di biomassa pianificate – con Finlandia, Germania e Paesi Bassi in testa – emetterebbero 67 milioni tonnellate di CO2 nell’atmosfera.

I parametri UE considerano la biomassa (i pellet) un’alternativa rinnovabile a emissioni zero, senza considerare che invece portano nella direzione della deforestazione. Anche l’Italia si avvale di questo materiale. Un bonus del 50% o del 65% per le stufe a pellet, è indicato nella legge di Bilancio 2020: un grosso incentivo quindi al loro utilizzo.

Alex Mason, dell’ufficio UE del WWF, ha affermato che bruciare le foreste è “letteralmente l’opposto di ciò che dovremmo fare” per aiutare ad affrontare la crisi climatica, “come hanno sottolineato già 800 scienziati l’anno scorso, la conversione delle centrali a carbone in biomassa avrà l’effetto di aumentare le emissioni per decenni, se non per secoli. Questo nuovo rapporto è ancora una prova in più che l’UE deve utilizzare il nuovo Green Deal per fissare le norme sulla bioenergia dell’Unione prima di procurare ulteriori danni”.

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Foto: Pellets by elblogdelaenergia/Flickr

Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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Caterina Conserva

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