Per contenere il Covid-19 saranno vietati abbracci e strette di mano?

Per arginare il nuovo Coronavirus forse dovremo cambiare stile di vita per un mese

Molto probabilmente gli italiani dovranno cambiare stile di vita per almeno un mese: no alle strette di mano, no agli abbracci, rimandati a data da destinarsi meeting, congressi e manifestazioni, anche quelle sportive. E le partite di calcio potranno essere effettuate solo a porte chiuse. Potrebbero essere queste alcune delle misure contenute in un nuovo Dpcm (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri) per aggiornare i provvedimenti in campo sanitario relativi all’emergenza Coronavirus. Come riporta l’Ansa, queste nuove misure comportamentali per arginare il dilagare dei contagi del nuovo Coronavirus potrebbero essere tra gli argomenti della riunione iniziata a Palazzo Chigi questa mattina tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i ministri (qui il Dpcm del 1 marzo 2020).

Il premier ha affermato anche che nel nostro Paese la situazione “è seria” e che, sebbene per ora non sia stata richiesta la chiusura delle scuole in tutta Italia, è una misura da non escludere qualora gli esperti la ritenessero opportuna.

Il “bollettino” in Italia

Attualmente nel nostro Paese il numero dei malati continua a crescere: alla mezzanotte di ieri erano 1835, di cui 927 asintomatici o con sintomi lievi in isolamento a casa propria, 742 ricoverati con sintomi (il 40% del totale dei contagiati) e 166 in terapia intensiva (circa il 10%). Se le vittime sono 52, i guariti sono arrivati a 149, con ben 66 in più in un solo giorno. E se due giorni fa l’incremento dei malati era stato del 50%, ieri si è fermato a ‘solo’ il 16%, con 258 casi in più. Forse è presto per parlare di rallentamento dei contagi, ma si tratta comunque di un dato “confortante”, secondo il capo dipartimento della protezione civile Angelo Borrelli.

Non è pandemia

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità non è ancora pandemia. “Contenere il Covid19 è fattibile. Con misure precoci e aggressive si può interrompere la trasmissione”, ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Stiamo monitorando la situazione ogni momento di ogni giorno e analizzando i dati. L’Oms non esiterà a descrivere questo coronavirus come una pandemia se questo è ciò che i dati suggeriranno”.

Leggi anche: Coronavirus: dieci cose da sapere sull’emergenza che spaventa il mondo

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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