Per recuperare Vettel, la Ferrari rischia di perdere Leclerc?

Cosa succede quando si apre una crepa, quando si incrina il rapporto di fiducia

Il Gran Premio di Formula 1 di Singapore possiamo definirlo a lento rilascio. Non sappiamo, non possiamo ancora prevedere quali conseguenze comporterà quel che è accaduto domenica nei box della Ferrari. Innanzitutto ricordiamo che la scuderia di Maranello ne ha piazzate due ai primi due posti. Primo Vettel, secondo Leclerc. Ma non è questo il punto. Il punto è che, su un circuito in cui i sorpassi sono praticamente impossibili, la gara è stata decisa ai box. E ai box, mentre in testa c’era Leclerc, hanno richiamato con qualche giro d’anticipo Vettel – in gergo automobilistico quest’operazione viene definita undercut – che ha approfittato della successiva pista libera, ha piazzato un gran tempo e ha finito col superare il compagno di scuderia.

Una mossa che Leclerc non ha preso benissimo

Ha chiesto spiegazioni sia in gara che dopo. Era in testa e aveva pure centrato la pole position. È lui, a quasi 22 anni, l’astro nascente della Formula Uno. In poche gare, a Maranello ha praticamente detronizzato il quattro volte campione del mondo. Il francesino si sente talmente forte che a Monza, durante le prove, non ha avuto alcun timore a compiere una scorrettezza che ha sfavorito Vettel. Si sente, forse si sentiva, il numero uno di fatto. Lo ha dimostrato in pista.

Dai box, però, domenica gli hanno lanciato un segnale

Non in maniera esplicita, ma per chi segue un po’ la Formula Uno il messaggio è arrivato forte e chiaro. Decide ancora la scuderia. Ufficialmente la spiegazione è stata: «Era l’unica possibilità per arrivare primo e secondo. Poi Vettel è stato bravo all’uscita dai box». Ha sfruttato le gomme nuove, è questa la strategia. Una vittoria che mancava ormai da un anno per il tedesco. Sembrava psicologicamente a pezzi, anche se lui ha sempre negato.

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Per capire lo stato d’animo di Leclerc, basta leggere il quotidiano sportivo francese l’Equipe la cui cronaca è un susseguirsi di sospetti sulla strategia di Maranello che ai parigini è parsa una mossa scientifica per consegnare la vittoria a Vettel. La competizione interna fa parte del gioco ma il gioco deve essere chiaro.

Tutto passa, o quasi. Non sempre, per la verità. Soprattutto in Formula Uno.

Leclerc è molto giovane e a Singapore non c’era in ballo il titolo Mondiale, a meno di un imprevedibile crollo della Mercedes di Hamilton. Ma qualcosa potrebbe essersi rotto. Nessuno toglie dalla testa del francese la sensazione che la scuderia gli abbia fatto uno sgarbo, gli abbia impedito di vincere il Gran Premio. E se si apre una crepa nel rapporto scuderia-pilota, poi è difficile da rimarginare. La Ferrari ha un indiscutibile fascino. Però Leclerc è, con Verstappen, il futuro della Formula Uno. Non ci sono segnali di una rottura, nemmeno nei libri di fantascienza. Ma in Formula Uno l’aspetto psicologico, la fiducia, è tutto. Bisogna aspettare qualche settimana, o forse mese, per capire se il Gran Premio di Singapore avrà lasciato strascichi importanti, oppure no. Di certo non sarà dimenticato in fretta.

Foto di Michael4Wien da Pixabay

Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.

Massimiliano Gallo

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