Per riaprire le scuole non servono solo tablet ma spazi, meglio se verdi

A Copenaghen lezioni nei parchi, musei, zoo, bisogna uscire dall’idea rigida della scuola come edificio. Se non ora, quando?

Non solo tablet

Ciò che serve alle scuole per riaprire a settembre è spazio, meglio se verde.

“Io cercherei di capire, per ogni edificio, come aumentare le relazioni con gli spazi esterni, per immaginare una ripartenza che trovi un equilibrio tra momenti ancora di didattica da remoto e una fruizione più fluida e flessibile, meno concentrata, degli edifici”, a dirlo è Alfonso Femia, architetto e fondatore dello studio Atelier(s), in una bella intervista al Sole 24 ore.

Già, e fino ad allora? Una soluzione sarebbe fare come hanno fatto a Copenaghen, utilizzare gli spazi chiusi al pubblico, superando chiacchiere e polemiche, sfruttando ciò che di più prezioso quei luoghi hanno: tanti metri quadrati di spazio.

Quel che è certo è che in Italia abbiamo bisogno di 3 diverse riqualificazioni, ciascuna indispensabile all’altra:

Una riqualificazione strutturale interna agli edifici scolastici troppo a lungo rimandata, perché, vale la pena di ricordarlo, il primo censimento delle scuole italiane fu ordinato da Prodi nel 1996 al fine di avviare la riabilitazione degli edifici scolastici, per la maggior parte costruiti prima degli anni ’80, e da allora poco è stato fatto. 

Una riqualificazione urbanistica che includa gli spazi circostanti agli edifici scolastici così da contrastare non solo il “degrado” urbano, ma l’idea di città divisa in comparti non comunicanti.

E non ultimo una riqualificazione mentale, perché riaprire le scuole ridisegnando gli spazi, non solo elargendo tablet, vuol dire uscire dalla logica delle scuole concepite come luoghi separati, perimetri rigidi, significa ripensare all’educazione come a un concetto diffuso, fluido, sociale, che si inserisca nel paesaggio circostante. 

Le 10 domande di Scuola Zoo alla ministra

Il dibattito intorno alle scuole sembra non accorgersi delle opportunità che paradossalmente il Covid19 sta portando, basta leggere le 10 domande che il sito più frequentato dagli studenti, Scuola zoo, ha rivolto (sia pure virtualmente) alla ministra dell’istruzione Azzolina

  • 1. In Italia la Maturità si farà, in altri Paesi no: con quali criteri è stata presa questa decisione?
  • 2. 1.6 milioni di studenti non hanno accesso alla Dad (didattica a distanza): c’è un piano di recupero per le lezioni perse? 
  • 3. Gli studenti che non hanno in casa una connessione Internet, come faranno con la Dad?
  • 4. Con i genitori al lavoro e la Dad a settembre, chi potrà seguire gli studenti più piccoli a casa? 
  • 5. Qual è il piano sulla Dad per gli alunni con disabilità motoria, sensoriale e cognitiva? 
  • 6. Sono previste agevolazioni su tasse universitarie, borse di studio e per affitti dei fuori sede?
  • 7. Le regioni hanno tempo fino al 29/05 per presentare progetti sull’edilizia scolastica: chi ha presentato qualcosa?
  • 8. Quali corsi di aggiornamento sono previsti per i prof su software e tecnologie legate alla Dad?
  • 9. Sull’insegnamento online ci saranno delle linee guida uguali per tutti i prof?
  • 10. A settembre il piano di riapertura delle scuole terrà conto dell’indice di contagio nelle regioni?

Tutte domande legittime, alcune persino urgenti, certo, ma manca una cosa: lo spazio, appunto. 

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

Potrebbe interessarti anche

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

Consigli per gli acquisti

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy