Perché Avvenire è l’unico giornale di sinistra oggi

Queste potrebbero essere le prime pagine di un giornale (che non c’è) della sinistra in Italia.

A scanso di equivoci, sia messa subito in chiaro la tesi: anche oggi, 20 agosto, Avvenire si riconferma il miglior giornale cartaceo in Italia. E l’unico di sinistra. Sinistra intesa come attitudine etica, non posa politica.

“Il 17 agosto 45 persone hanno perso la vita nel più tragico naufragio registrato al largo delle coste libiche quest’anno. È necessario rafforzare con urgenza le capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo”, a riferirlo in un comunicato congiunto sono stati l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (Oim) e l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Tra le vittime, cinque sarebbero minori. Stando alle prime ricostruzioni, i migranti sarebbero morti a causa dell’esplosione del motore dell’imbarcazione avvenuta al largo della costa di Zuara, città sulla costa occidentale della Libia.

“Il più tragico naufragio registrato al largo della costa libica quest’anno”, una tragedia finita sulla prima pagina di un solo quotidiano italiano: l’Avvenire. Non La Repubblica, che dà in pasto ai lettori lo strazio di un padre, Daniele Mondello, accasciato sulla bara di suo figlio, morto ad appena 4 anni. Non il Manifesto, che preferisce indagare i retroscena della delicata alleanza tra Pd e M5S.

Grazie ai soccorsi di alcuni pescatori locali, al naufragio sono sopravvissuti 37 migranti, la maggior parte provenienti da Senegal, Mali, Ciad e Ghana. Una volta soccorsi, sono stati arrestati dalle autorità libiche e rispediti presso i centri di detenzione. La Libia, è bene ricordarlo, non ha mai firmato la convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati, e sugli abusi e violenze e racket all’interno dei centri di detenzione dei migranti sappiamo abbastanza per avere cognizione dell’orrore che si consuma quotidianamente in quei luoghi. Lo sappiamo grazie alle inchieste dei giornalisti. Quali? Soprattutto quelli di Avvenire, uno su tutti, Nello Scavo. Sia prima, con il Governo Conte I, quando i giornalisti cosiddetti ‘progressisti’ mal tolleravano il decreto sicurezza perché c’era Salvini al Governo, sia ora, nonostante il Governo Conte II non abbia ancora abrogato il decreto, che nel frattempo pare abbia smesso di turbare il sonno dei suddetti giornalisti.

Come dimenticare poi la prima pagina del 6 maggio, quando Confindustria, ubiqua, occupava pressoché ogni spazio pubblico e di informazione:

Queste potrebbero essere le prime pagine di un giornale (che non c’è) della sinistra. Non il voyeurismo nei confronti di un padre straziato dal dolore. E invece? E invece niente, alla fine bisogna dire: grazie, Avvenire. Almeno tu, dicci qualcosa di sinistra.

(Immagine in copertina tratta dalla scena “Le parole sono importanti” di Palombella rossa, film del 1989 diretto e interpretato da Nanni Moretti)

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

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