Perché i bugiardini dei medicinali sono scritti così in piccolo? A una certa età si fa fatica leggerli… Disegno di Armando Tondo, novembre 2019

Perché i bugiardini dei farmaci sono scritti così in piccolo?

Non bastano i normali occhiali da vista per leggere posologia e controindicazioni

Confesso, ho la mia età e per leggere devo usare gli occhiali, di fatto ne ho tre paia: uno per guidare e guardare la televisione con una gradazione minima, uno per lavorare al computer con una gradazione intermedia e uno per leggere con una gradazione più alta. Dura la vita dei presbiti.

L’altro giorno vado in farmacia per acquistare un farmaco, niente di che, semplice acetilsalicilico.

La dottoressa mi consegna una bella scatolina bianca con 30 bustine di Cardirene. Sono contenta perché è proprio la quantità che devo prendere per un mese: una bustina al giorno. Poi mi viene un dubbio: quando è meglio assumere il farmaco? Ok, è banale aspirina ma hai visto mai… e lì il dramma del bugiardino.

Lungo e illeggibile

Srotolo un metro e mezzo (forse due) di foglietto accuratamente piegato in più punti e riesco a leggere a fatica i titoletti in grassetto: cos’è, a cosa serve ecc. ma sfido chiunque abbia più di 60 anni di riuscire a decifrare il testo senza una lente di ingrandimento.

Corpo 4, al massimo 5, a voler essere ottimisti. Niente da fare, anche sforzandomi, anche accendendo una lampada che farebbe invidia in una scena da poliziesco anni ’30 – presente quando interrogano il sospettato? – non riesco a distinguere le parole.

Che fare?

Mi viene in aiuto la mia amica tecnologica che mi suggerisce di fotografare con il cellulare il malefico foglietto e poi di allargare l’immagine.

Detto, fatto, funziona!

Ora so quello che già sapevo sull’aspirina e soprattutto so come risolvere il problema la prossima volta. Però mi chiedo… perché non fare diversamente? Negli Usa sono le stesse farmacie che stampano i foglietti illustrativi per i farmaci venduti sfusi, come si racconta sull’articolo Una legge facile da fare subito: i farmaci sfusi

“Negli Stati Uniti per esempio le pillole nella quantità indicata dalla prescrizione vengono contate in farmacia da un macchinario sterile. I farmaci sono inseriti automaticamente in un contenitore di plastica sterile sigillato, su cui viene stampata un’etichetta con data di scadenza, nome del farmaco, posologia, ecc. In più viene stampato e consegnato il foglietto con tutte le istruzioni (quello che da noi è chiamato ‘il bugiardino’)”.

E scommetto che sono scritti in carattere leggibile da tutti.

Presbiti, unitevi, non abbiamo niente da perdere se non le nostre diottrie!!!

Leggi anche:
I farmaci da banco ci costano fino a sei volte di più che in altri Paesi europei. Perché?
Lo spreco dei medicinali si può ridurre, e tanto, se tutti i farmacisti si decidono a collaborare
Farmaci: antibiotici sì o no?
Farmaci inutilizzati non scaduti: recuperarli è possibile. Ecco come
Mal di gola con le placche? Non sempre servono gli antibiotici

Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.