Il porto di Livorno ha ridotto le emissioni grazie al 5G

Lo scalo ha vinto l’Industrial Energy Efficiency Award

L’adozione del 5G nel Porto di Livorno ha ottimizzato le attività logistiche portuali e generato una riduzione di CO2 dell’8,2%, ovvero un taglio di quasi 148.000 kg di CO2. Il progetto pilota può portare a un risparmio di 2,5 milioni di euro l’anno e a un incremento di produttività del 25%. Risultati di tutto rispetto, se si pensa che lo scalo toscano movimenta ogni anno circa 780mila container a cui si uniscono 2,5 milioni di passeggeri tra traghetti e navi da crociera. Con questi numeri, Ericsson, alla base del progetto, ha vinto il premio “Industrial Energy Efficiency Award” agli Hannover Messe Digital Days del mese scorso. Ma cosa ha reso Livorno così efficiente?

Come avviene il risparmio di CO2

Gru controllate da remoto per il carico e lo scarico delle merci, sistemi per il tracciamento in tempo reale delle operazioni logistiche e scambi massicci di informazioni tra le varie infrastrutture per evitare le movimentazioni non necessarie: servizi dalla precisione e programmabilità futuristiche, votate al risparmio energetico. Ma anche servizi di videosorveglianza avanzata e di gestione delle crisi, con riconoscimento biometrico, boe equipaggiate con dispositivi e sensori impermeabili per il controllo ambientale dell’acqua e dell’aria nella zona portuale. Tutto questo ha permesso tali risparmi da rendere Livorno la regina incontrastata della tecnologia 5G applicata all’ambiente.

I risultati dopo un anno

Tutto era iniziato a fine estate del 2019 a Livorno, quando la collaborazione tra Ericsson, Porto di Livorno e Consorzio nazionale interuniversitario delle telecomunicazioni (Cnit) ha fatto nascere il programma 5G for Italy per coinvolgere industrie, università e istituzioni pubbliche per sviluppare utilizzi innovativi delle tecnologie di comunicazione mobile di quinta generazione. Ma l’ambiente non era il solo obiettivo.

Più sicurezza sul lavoro

L’obiettivo – centrato – era anche dimostrare come le informazioni integrate provenienti da diversi dispositivi e navi presenti all’interno dell’area portuale, potenziate dalle tecnologie di realtà aumentata e combinate con algoritmi di controllo avanzati e centralizzati, potessero aumentare l’efficienza delle operazioni di carico e scarico e nello stesso tempo migliorare la sicurezza sul lavoro dei dipendenti. Non da ultima, appunto, la sostenibilità: l’iniziativa è stata iscritta lo scorso anno tra le 10 solution initiatives che meglio rispettano i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite per il 2030. Inoltre, il progetto è stato presentato al Global Solutions Forum organizzato dal Network per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDSN).

Un progetto europeo

Il porto di Livorno non è però l’unico ad essere coinvolto in un progetto di trasformazione digitale di ampio respiro. L’iniziativa rientra nel progetto europeo “Corealis, port of the future”, che sta interessando anche i porti di ValenciaPireoAnversaHaminakotka nell’ambito del programma Horizon2020. Insomma, sotto la spinta del 5G i porti così come li abbiamo conosciuti finora potrebbero presto non esistere più.

Una delle principali sfide che i porti oggi devono affrontare è quella di evolvere per diventare più efficienti, competitivi e sostenibili nello scenario globale. Con la sua bassa latenza, l’elevata capacità e maggiore flessibilità, il 5G sembra da questo punto di vista una piattaforma d’innovazione senza precedenti, capace di aumentare l’efficienza operativa e ridurre significativamente i costi e l’impatto ambientale degli scali portuali.

La potenzialità è alta

Rossella Cardone, Head of Sustainability and Corporate Responsibility, Europa e America Latina di Ericsson, ha dichiara: “Il progetto pilota 5G Port of the Future ha dimostrato che la connettività 5G può aiutare a far evolvere i tradizionali modelli di business e modelli operativi portuali, ottenendo un migliore rapporto costi-benefici e una maggiore sostenibilità dal punto di vista ambientale. Il 5G e le tecnologie digitali stanno razionalizzando il modo in cui i porti gestiscono i loro processi e flussi di merci a favore di modalità più ecologiche. L’innovazione e la tecnologia possono produrre un reale valore economico e di sostenibilità”.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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