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Perché in Toscana riaprono tutte le scuole e in quasi tutte le altre regioni no

La Toscana ha adottato delle misure di cautela, per le altre regioni è così difficile?

Arriva a 15 il numero delle Regioni che con il passare delle ore ha deciso di rinviare ulteriormente il ritorno dei ragazzi delle superiori a scuola, prima fissato al 7 gennaio e poi slittato, per volontà del governo, a lunedì 11 gennaio.

Così, mentre i presidi denunciano “difficile capire il tira e molla tra stato e regioni” è il caos e l’uniformità della didattica a livello nazionale va allegramente a farsi benedire.

Ad esempio, mentre scriviamo (ma le ordinanze si susseguono e modificano le date) in Basilicata, Calabria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna e Sicilia, i ragazzi delle superiori torneranno in aula non prima di  febbraio.

Una parola di ragionevolezza viene spesa dal presidente del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo: “La scuola non è esente da rischi ma si può convivere con il rischio. Dobbiamo valutare area per area se le condizioni esterne alla scuola sono state soddisfatte. Se non si entra nella logica del rischio accettabile la scuola resterà chiusa con la didattica a distanza fino a settembre – ottobre, quando l’immunità di gregge sarà raggiunta”. 

Ecco, appunto, per riaprire le scuole è necessario garantire le “condizioni esterne” che lo consentano. E a quanto pare molte regioni non le hanno garantite. 

Toscana: Agenti, bus e tamponi per riapertura scuola in sicurezza.

In Toscana le scuole riaprono l’11 gennaio. Cosa ha fatto la regione per consentirlo?

Vediamo cosa dice il presidente della Toscana, Eugenio Giani, in una intervista a Repubblica::

“Ritengo che non si possa lasciare indietro la  scuola. Nella didattica è essenziale la presenza: nessuna videoconferenza, anche per gli adulti, garantisce concentrazione e motivazione come la presenza in aula”

Per riaprire le scuole in sicurezza, spiega Giani, “prima di tutto abbiamo impegnato 4 milioni per potenziare i trasporti pubblici. Poi abbiamo previsto di aumentare la presenza delle forze dell’ordine davanti alle scuole e di impiegare personale di compagnie di security per la corretta attesa distanziata alle fermate. Infine abbiamo il progetto ‘scuolaSicura’, perché i casi sospetti registrati durante le attività scolastiche siano subito sottoposti a tamponi”. 

“Saranno utilizzati anche steward e volontari della protezione civile a tre livelli: in primo luogo per consentire l’attesa a distanza all’ingresso delle scuole. Poi per garantire il distanziamento alle fermate. Infine per controllare che l’occupazione dei mezzi pubblici non superi mai il 50%”.

Per le altre regioni tutto ciò è così difficile? 

Foto Gabriella Grassia: Firenze, Arno

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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Bruno Patierno

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Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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