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Perché non cambiare nome a un po’ di piazze? Al posto dei generali mettiamo i medici che lottano contro il Covid-19

Sarebbe ora di fare pulizia nella toponomastica italiana

Sbarazziamoci di strade e piazze che rendono onore a generali spesso assai discutibili e dedichiamole invece a medici e infermieri, eroi pacifici di una nuova guerra: quella al Coronavirus.

Prendiamo ad esempio Luigi Cadorna

Quasi ogni città ha un luogo dedicato al “generalissimo” della Prima Guerra Mondiale. In realtà fu l’uomo che impose di sparare con l’artiglieria su chi si ritirava, l’uomo delle fucilazioni e addirittura delle decimazioni dei reparti che osavano retrocedere. Un concetto folle della disciplina che minò il morale dell’esercito e che molti storici considerano tra le cause della disfatta di Caporetto. Disfatta che Cadorna arrivò ad attribuire alla vigliaccheria delle sue truppe.
A Milano, per esempio, Cadorna viene ricordato con una grande piazza in centro e con una delle più importanti stazioni della metropolitana.
Non sarebbe meglio dedicarle a qualcuno dei tanti medici e infermieri che si sono battuti, spesso a costo della vita, contro la pandemia? A oggi in Italia sono oltre 80 i medici e decine gli infermieri morti in questa battaglia. I contagiati sono quasi 12 mila.

Due esempi, ma se ne potrebbero fare molti altri.

Gino Fasoli, medico di famiglia

Era in pensione da quattro anni. “Gino, puoi darci una mano? Gli ambulatori sono sguarniti” gli avevano chiesto i colleghi. Lui non aveva esitato un istante ed era tornato al lavoro, in quella provincia di Brescia che è diventata prima linea della lotta al Coronavirus. È morto di Covid-19 a metà marzo, a 73 anni.

Elena Pagliarini

L’infermiera di Cremona diventata il simbolo dell’immane fatica che da oltre un mese devono sopportare medici e paramedici, grazie a quella foto che la ritrae accasciata sulla scrivania, stremata dopo un turno massacrante al Pronto Soccorso. Pochi giorni dopo ha preso il Covid-19, ma lei ce l’ha fatta. È guarita. E il 3 aprile è tornata in corsia. “I veri eroi” ha dichiarato con modestia “sono ben altri: sono tutti i pazienti che ce l’hanno fatta e ce la faranno”.

Li Wenliang

Non è italiano, ma anche lui è un medico che meriterebbe una via o una piazz. È Li Wenliang. Il dottore di Wuhan che già alla fine di dicembre aveva lanciato l’allarme su una nuova epidemia di Coronavirus simile a quella della Sars del 2002, ma era stato censurato “per avere disturbato gravemente l’ordine sociale”, interrogato e redarguito dalla polizia. Ha preso il Coronavirus da uno dei suoi pazienti ed è morto il 7 febbraio. Il 4 aprile è stato tardivamente onorato in tutto il Paese e insignito del titolo di “martire”, il più alto titolo onorifico che in Cina viene conferito ai cittadini che sacrificano la vita per la nazione.

I medici di base

Posso citare anche un piccolo episodio che mi riguarda. Ero d’accordo con la mia dottoressa di base per andare da lei venerdì scorso a controllare come stava andando la mia malattia (una polmonite batterica, ma sono risultato negativo al Covid-19). Le mando un messaggio giovedì mattina per fissare l’appuntamento, ma non mi risponde. Così il pomeriggio la chiamo. Lei si scusa di non aver risposto: “C’è mio padre in coma per il Coronavirus” mi dice con voce rotta.
Poi mi dà comunque appuntamento per la mattina dopo.
Io resto interdetto, e poco dopo un po’ le scrivo che, visto il momento che sta passando, è meglio se rimandiamo a lunedì…
La mattina dopo mi chiama: “Sono in studio. Venga, la aspetto”.
Questi sono i nostri medici.
Loro sono l’esempio di cosa può fare la parte migliore del nostro Paese. Non dimentichiamoci del lavoro straordinario che loro e gli infermieri stanno facendo in questo momento terribile.

Ricordiamocene quando tutto sarà finito, rendendo loro l’onore che meritano e difendendo un bene che mai come oggi si rivela prezioso: il nostro Sistema Sanitario Nazionale.

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Foto da NurseTimes

Sergio Parini

Sergio Parini

Ha lavorato come giornalista per diverse testate, tra cui “Donna Moderna”, “Linus”, “Il Manifesto”, “Panorama”. E' Direttore Editoriale di PeopleForPlanet

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Sergio Parini

Sergio Parini

Ha lavorato come giornalista per diverse testate, tra cui “Donna Moderna”, “Linus”, “Il Manifesto”, “Panorama”. E' Direttore Editoriale di PeopleForPlanet

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