Persi 101mila posti di lavoro a dicembre: 99mila erano occupati da donne

Oltre 400mila inattivi, 99mila posti di lavoro femminile persi, disoccupazione che sale al 9%: una crisi diseguale, ingiusta

Una crisi diseguale, ingiusta. La crisi economica innescata dalla pandemia non ha colpito tutti allo stesso modo. Basta guardare gli ultimi dati dell’Istat sull’occupazione per rendersene conto: Nonostante la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti, a dicembre si contano meno 16mila contratti a tempo indeterminato e in generale, su 101 mila posti di lavoro perso, 99mila erano occupati da donne. Dati negativi che si aggiungono a un quadro complessivo altrettanto negativo: con il bilancio della pandemia che porta a oltre 420mila i posti di lavoro persi da febbraio scorso (- 444mila in un anno). Mentre gli inattivi, gli scoraggiati che non hanno un lavoro e non lo cercano, sono 400mila in più.

Torna a crescere il numero di persone in cerca di lavoro: il tasso di disoccupazione a dicembre sale al 9% (+0,2 punti) e tra i giovani al 29,7% (+0,3 punti). Sale il numero di inattivi (+0,3%, pari a +42mila unità) tra donne, 15-24enni e 35-49enni, mentre diminuisce tra gli uomini. Nell’arco dei dodici mesi, diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-8,9%, pari a -222mila unità), mentre aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni: +3,6%, pari a 482mila scoraggiati in più.

Lavoro femminile e Italia: binomio infernale da sempre

Madri costrette a dimettersi all’indomani della gravidanza, smart working revocati senza preavviso, part time concessi per sottopagare lavori a tempo pieno, per le donne il mondo del lavoro in Italia è un inferno da sempre. Ora però, col Coronavirus, è ancora peggio. Dopo quella dei giovani, quella femminile è la categoria più colpita dall’emergenza, con un divario di genere che si radicalizza e lascia scoperte dal punto di vista economico soprattutto le donne.

Commesse, addette al settore fieristico, addette al settore della ristorazione come bariste e cameriere, formatrici e addette al recruiting, addette delle mense scolastiche e aziendali, guide e animatrici turistiche, colf e badanti colpite dalla spending review delle famiglie, addette dell’industria tessile-abbigliamento, addette alle pulizie, imprenditrici: sono queste le 10 professioni femminili più penalizzate.

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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