Pesci a Venezia e delfini a Cagliari: la natura non è in quarantena, anzi

Passata l’emergenza Coronavirus, sarà bene tornare al valore universale della salute, sia dell’uomo che della natura

E si dovrà fare risolvendo i versamenti di idrocarburi nelle acque, l’inquinamento acustico, e la conversione elettrica per i mezzi in mare.

La natura si riprende i propri spazi

È come nei cartoni animati di Hayao Miyazaki, quando l’uomo si fa da parte, la natura si riprende i suoi spazi. Nei canali di Venezia tornano i pesci, alla banchina del porto di Cagliari si avvicinano i delfini per giocare.  

E se da una parte è presto per parlare con fondamenta scientifiche e salutare questi fenomeni come miglioramenti irreversibili, dall’altra la ricomparsa della flora e della fauna nei canali di Venezia e nei porti marini offre l’occasione per parlare di inquinamenti di cui si parla poco: lo sversamento di idrocarburi, il sollevamento dei sedimenti e l’inquinamento acustico, tutti fenomeni che intorbidiscono l’acqua e allontanano animali e vegetali. 

“Mandate foto, sono veneziana e vedere Venezia cosi pulita mi fa ricordare quando ero bambina, anche con poca gente… ultimamente era diventata insostenibile…”; l’occhio allenato dei veneziani stenta a credere allo spettacolo che gli si para in questi giorni, e chi vive lontano da Venezia rivede la sua città ripulita mediante le testimonianze fotografiche e video caricati nel gruppo Facebook “Venezia pulita”, dove non mancano raffronti tra il prima e il dopo e, sì, non c’è bisogno di scienziati per rimanerne estasiati:

“La bellezza salverà il mondo in una Burano deserta i cigni si riappropriano dei canali…” scrive Marco Contessa via Facebook

“Giorni di silenzi da ascoltare, di suoni quasi dimenticati, giorni di acqua calma i prossimi, acqua trasparente, acqua per remi e animali da canali e da barene, giorni per riflettere su come aiutare la laguna nel nostro quotidiano, per un cambio di rotta deciso. San Polo, Ponte Storto, migliaia di pesci a pochi passi da uno scarico in piena attività. La natura si riprende e Venezia poco alla volta si riprenderà con nuova consapevolezza e nuove opportunità”

i pesci nuotano a Venezia
Una meraviglia rivedere Venezia così pulita, dice Lorenzo, lettore di People for Planet

Lo stesso sta accadendo a Cagliari, dove i delfini si avvicinano alla banchina del porto, come testimonia il video pubblicato da Marevivo, l’associazione nazionale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente che da 30 anni si batte per la tutela del mare.

Passata l’emergenza Coronavirus, cosa si può fare per mantenere il miglioramento?

Oltre alla presenza di delfini, colpisce l’acqua meno oleosa, meno torbida del porto. Nell’immaginario collettivo le acque portuali devono essere per forza sporche e la patina oleosa sulla superficie è diventata un dettaglio imprescindibile della scenografia, in qualunque porto, di qualunque città, tant’è vero che, come denuncia Legambiente con la campagna estiva di Goletta Verde, le acque del porto non vengono quasi mai analizzate. Passata l’emergenza Coronavirus, si potrebbe fare qualcosa che da tempo si rinvia, tanto nei porti di Cagliari, quanto nei canali di Venezia: convertire in elettrico la flotta e rimuovere gli inquinanti organici, in particolare gli idrocarburi rilasciati dai motori delle barche, il cosiddetto “oil spill”. Come? Beh, anzitutto ripulendo le acque con prodotti NON di derivazione petrolifera, altrimenti il cerchio non si chiude.

Per pulire il mare esistono ad esempio prodotti “mangiapetrolio” a base di lana di pecora, e in Italia di aziende all’avanguardia nella produzione di questo tipo e di altri tipi di ripulitori ce ne sono, eccome. Daniela Ducato, l’imprenditrice più innovativa d’Italia secondo la testata Fortune, spiega i prodotti ecologici per ripulire le acque:

Si collocano a pelo d’acqua e catturano questi inquinanti. Poi inizia un processo di biodegradazione. Un kg riesce a catturare fino ai 17 kg. Un indice di efficacia importante, che consente anche di monitorare la misura di questi micro sversamenti. Non li vediamo ma ci sono“.

La natura c’è, risponde alle sollecitazioni dell’uomo

È bastato diminuire la presenza e l’inquinamento perché lei rispondesse “eccomi, sono qui, prenditi cura anche di me”. Chissà che dall’emergenza Coronavirus si esca tutti migliorati, finalmente consapevoli del valore universale della salute, sia dell’uomo, che della natura.

Stela Xhunga

Stela Xhunga

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