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Più tetti fotovoltaici e meno bollette? Col reddito energetico si può

Partito due anni fa da Porto Torres, questo modello è divenuto legge anche in Puglia ed è stato approvato recentemente anche a Milano. A cosa serve? A sviluppare le fonti rinnovabili e diminuire i costi energetici.

Sono passati quasi due anni da quando è stato annunciato il primo progetto di reddito energetico italiano di Porto Torres, Comune della Sardegna. L’obiettivo è quello di creare un circolo virtuoso per far aumentare il numero di tetti fotovoltaici, far crescere la sensibilità ambientale, ridurre le spese per le bollette e diffondere la cultura delle rinnovabili.

La prima esperienza, quella di Porto Torres

Il Sindaco Sean Wheeler con la collaborazione del Gestore dei Servizi Energetici – GSE, ha deciso per primo di testare un nuovo percorso per ridurre le bollette energetiche dei suoi cittadini che, al contempo, crei un sistema virtuoso che si autofinanzi e riduca l’approvvigionamento energetico da fonti fossili.

Il meccanismo alla base del reddito energetico di Porto Torres è semplice: l’amministrazione ha investito 250mila euro l’anno in un fondo rotativo le cui risorse sono state assegnate tramite bando alle famiglie in difficoltà economica per l’acquisto in comodato di impianti fotovoltaici domestici (<20 kW di potenza). I pannelli sono stati poi assegnati tramite bando pubblico.

L’energia prodotta aiuta le famiglie nel pagamento della bolletta e quanto non viene consumato è rivenduto alla rete elettrica. Il ricavato è inserito in un fondo comunale che crescerà nel tempo e sarà usato per l’acquisto di nuovi pannelli.

Il Comune ha spiegato che, a oggi, il progetto ha permesso a circa cinquanta beneficiari di ottenere un sistema fotovoltaico in forma gratuita, tradotto in numeri: quasi 30 MWh di energia prodotta e 13,6 ton di CO2 evitata.

Dopo questa esperienza anche la Puglia, con legge regionale, ha lanciato la proposta di reddito energetico, per diffondere il fotovoltaico in maniera gratuita per i meno abbienti, che siano utenze residenziali domestiche singole o condominiali.

Cosa prevede la proposta di legge del reddito energetico in Puglia?

La Regione acquisterà impianti fotovoltaici destinati alle abitazioni domestiche, mettendoli a disposizione in comodato d’uso gratuito per 9 anni, rinnovabili fino a un massimo di 25 anni. I pannelli verranno assegnati tramite bando a quelle famiglie che presentano condizioni di disagio socioeconomico. Anche in questo caso, coloro che si aggiudicheranno l’impianto dovranno attivare lo scambio sul posto dell’energia prodotta, attraverso una convenzione con il Gestore dei servizi energetici (Gse).

I cittadini dunque diventano non solo fruitori, ma anche produttori di energia, promuovendo un modello di generazione distribuita e favorendo l’autoconsumo.

La Puglia, con il suo Piano energetico, si è già impegnata nella riduzione dell’uso dei combustibili fossili a favore delle fonti rinnovabili con l’obiettivo di produrre – entro il 2030 – il 32%  dell’energia da fonti rinnovabiliper rispettare i target previsti dalla direttiva europea. La Puglia, a oggi, è la Regione che brucia più carbone in Italia, basti pensare che oltre il 40% del consumo nazionale viene bruciato in una fascia di 70 Km tra Brindisi e Taranto.

La proposta di Milano

È di fine marzo 2019, quindi molto recente, l’approvazione del reddito energetico da parte del Comune di Milano, il quale ha stanziato 300mila euro in un fondo pubblico con cui, come accade per Porto Torres e nel bando della Regione Puglia, finanzierà l’installazione gratuita di impianti fotovoltaici sulle case dei cittadini; in questo caso verrà valutato l’ISEE più basso.

Limiti da superare

È vero che con sempre più Comuni che partecipano al modello il fotovoltaico si diffonderà più rapidamente e si compirà un importante passo verso la riduzione di CO2, ma davvero il fondo darà accesso alle famiglie più bisognose?

Per installare un impianto fotovoltaico con il bando di Porto Torres è indispensabile possedere un’abitazione di proprietà e questo pone dei limiti al fatto che a usufruire del fondo siano esclusivamente famiglie bisognose. È stata un po’ questa la motivazione di una contestazione fatta al Comune: in questo primo bando molte famiglie, quelle effettivamente meno abbienti, in affitto, o in abitazioni “non in regola” – magari coi permessi edilizi – non hanno presentato domanda. E le assegnazioni sono andate a famiglie con redditi più alti.

Nel caso di Porto Torres dunque, che è quello con una più storia più lunga di avanzamento del progetto, il modello ha dimostrato di funzionare, a patto che venga rivisto, nei bandi successivi  e nei nuovi, da parte dei Comuni o delle Regioni che seguiranno ad implementarlo, le migliori procedure applicative e i requisiti da chiedere per garantire in tutto ciò che si propone.

Altre Fonti:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/03/01/reddito-energetico-pannelli-solari-a-chi-non-puo-pagare-le-bollette-in-puglia-il-pd-approva-la-legge-m5s-e-la-prima-regione/5004622/

http://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/reddito-energetico-porto-torres/

http://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2017/11/10/news/reddito-energetico-e-bufera-sui-5-stelle-1.16104462
https://www.comune.porto-torres.ss.it/

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

Elisa Poggiali

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