Plastiche e microplastiche in molti cosmetici per bocca e occhi

Le analisi di Greenpeace hanno riguardato molti marchi anche bio

Può far male alla salute e naturalmente all’ambiente: quindi nuovamente alla nostra salute, una volta entrata nella catena alimentare. E’ la plastica ed è stata trovata in rossetti e mascara, cipria e fondotinta, nel 79% dei casi. Contaminazione? No, la plastica è parte degli ingredienti, nonostante si tratti di makeup destinato alla zona occhi e bocca, due canali diretti verso il nostro organismo. Emerge dal rapporto di Greenpeace “Il trucco c’è ma non si vede” in cui l’organizzazione ambientalista ha verificato la presenza di questi materiali, sia nelle liste degli ingredienti (Inci) che attraverso indagini di laboratorio, nei trucchi di 11 marchi noti specificando che “si tratta di tipologie di prodotti non interessati dal divieto d’uso di microplastiche in vigore in Italia dall’inizio del 2020”. Sta dunque a noi fare attenzione.

Bionike, Deborah, Kiko, Lancôme, Lush, Maybelline, Nyx, Pupa, Purobio, Sephora

I 672 prodotti verificati contenevano plastiche in forma solida, come le microplastiche, o liquida, ancora più insidiosa. I marchi analizzati sono Bionike, Deborah, Kiko, Lancôme, Lush, Maybelline, Nyx, Pupa, Purobio, Sephora e Wycon. Il rapporto rileva che i mascara sono risultati i prodotti in cui gli ingredienti in plastica erano più frequenti (90% dei prodotti controllati), seguiti da rossetti e lucidalabbra (85%) e fondotinta (74%). “Le cinque marche con le percentuali maggiori di prodotti con ingredienti in plastica – si legge – sono risultate, nell’ordine, Lush, Maybelline, Deborah, Sephora e Wycon”.

Nessuna risposta dalle aziende

Prima di pubblicare i dati dell’indagine, Greenpeace spiega di aver contattato queste aziende, “al fine di fornire un quadro esaustivo che tenesse in considerazione anche il loro punto di vista: ma solo una ha risposto al questionario”.

“Mentre Cosmetica Italia – prosegue l’associazione -, divisione di Confindustria di cui fanno parte più di 600 realtà e principale organizzazione di categoria, come tutte le altre aziende interpellate, non ha ritenuto di rispondere alle richieste”.

Che tipo di plastica?

Greenpeace aggiunge che “le analisi di laboratorio, volte a verificare la presenza di microplastiche in 14 prodotti, hanno evidenziato la presenza di piccole particelle inferiori ai 5 millimetri come il polietilene (in 6 prodotti), il polimetilmetacrilato (in 2 prodotti), il nylon (in 2 prodotti) e il polietilene tereftalato (in 1 prodotto)”.

Nel definire “paradossale” l’uso di ingredienti in plastica da uno dei settori più importanti del Made In Italy, Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia esorta “Cosmetica Italia e i suoi associati a guidare questa transizione verso la sostenibilità”. 

2020 plastic-free? Non per Coca-Cola, Pepsi e Nestlé

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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