Poco e spesso: la cultura in formato snack

Come cambia il nostro approccio alla cultura con lo smartphone

Come frequenti spuntini, durante la giornata tutti ci concediamo brevi pause individuali per esplorare le diverse app dello smartphone, fruendo così di tantissimi contenuti culturali attraverso un semplicissimo gesto. Prima parola chiave: scrolling. L’abitudine di scrollare appunto, fa parte del quotidiano, soprattutto grazie alla vasta offerta degli editori numero uno al mondo: Facebook, Twitter, TikTok e così via, che se da un lato sono criticabili per molti aspetti, dall’altro consentono di leggere e scoprire sempre più cose affini a gusti e preferenze degli utenti online. Il processo in questione è ampiamente discusso e sotto gli occhi di tutti ormai da qualche anno. La rivoluzione digitale però ha cambiato, in pochissimo tempo, il nostro modo di approcciarci alla cultura.

Cos’è la snack culture

La definizione snack culture viene introdotta dal Korean Times nel 2014, per descrivere il comportamento delle persone che sui mezzi pubblici iniziavano a prendere l’abitudine di guardare film e serie tv sul proprio smartphone. Cambio repentino di preferenze e attenzione media di pochi minuti è quello che sottolineava il Korean Times.

Oggi effettivamente è il modo di descrivere il comportamento con cui ci “nutriamo” di articoli, video e foto per pochi minuti. Un tutorial in attesa della metro, un video di YouTube sul treno, un articolo nella pausa caffè e una gallery sul divano davanti alla tv. Prendiamo il telefono per rispondere a un messaggio o a una mail, ma poi capita a tutti di farsi un giro anche su Facebook o su Instagram. Tanto, per poco e spesso. Adulti e ultime generazioni consumano snack culturali allo stesso modo: è la rivoluzione dello smartphone. Anzi è la rivoluzione dei social network che hanno creato uno spazio di intrattenimento che di fatto prima non c’era.

Intrattenimento individuale

Secondo i dati 2019 del Global Digital Report, realizzato da Similarweb e We are Social su scala mondiale, le pagine web più visitate dopo Google sono YouTube, Facebook, Wikipedia. Il tempo di permanenza medio, calcolato su 4,4 miliardi di utenti, su Facebook e Twitter è di circa 9 minuti a visita, esattamente come Netflix. Su Instagram invece in media un visitatore resta per 6 minuti e 25 secondi, mentre su YouTube parliamo di 21 minuti per visita. In totale passiamo in media 2 ore e 16 minuti al giorno sulle piattaforme social. Tuttavia, più del quanto è interessante il come passiamo il nostro tempo sui social. Altra parola chiave: frammentazione. Cultura è quindi sinonimo di intrattenimento: non a caso, come registrano i dati Comscore, questa è la categoria di contenuti più visitati e con la crescita più significativa in termini di tempo speso dagli italiani.

Lo storytelling al centro

Ma così come nella dieta gli spuntini non possono sostituire i pasti veri e propri, anche la fame di cultura e intrattenimento non viene saziata dalla semplice snack culture. Ciò che, anche se più distratti e scostanti, ricerchiamo sono sempre le storie. Qualsiasi sia la durata per raggiungere la soddisfazione vera avremo sempre bisogno di vivere e immedesimarci nelle esperienze anche quando siamo online. Questo è in fin dei conti il motivo per cui nonostante il proliferare degli spuntini culturali, non viene mai abbandonato il cosiddetto long-format, ovvero la narrazione lunga. La previsione di Cisco per il 2021 è che il 78% del totale dei dati consumati via smartphone sarà imputabile ai video. Quindi velocità e immediatezza al momento dello scrolling, ma narrazione e approfondimento nelle piattaforme dedicate. Un esempio è IGTV, il canale video di Instagram, dove gli utenti possono caricare video della durata massima di 10 minuti. Un tempo considerato anche troppo lungo: le anteprime durano infatti al massimo 1 minuto.

Leggi anche:
Quando la musica si trasforma in zuppa di verdura
I 10 migliori film del decennio 2010-2019
5 serie tv e film per salvarsi l’anima

Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

Potrebbe interessarti anche

Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy