Politecnico di Milano: “Materne ed elementari possono riaprire”

Fase 2, problema: 10 milioni di bambini e ragazzi (ancora) senza scuola

Lo studio del Politecnico

È in arrivo uno studio del Politecnico di Milano che potrebbe cambiare il quadro di riferimento: lo studio è arrivato alla conclusione che si possono riaprire materne ed elementari (forse anche le medie), seguendo determinate regole.

Il gruppo di lavoro del Politecnico ha elaborato questo studio prendendo in considerazione 7/8 “ambienti”: scuola, trasporti, lavoro, finanza, società civile, commercio, cercando poi di identificare tutte le relazioni tra i sistemi. Secondo il Politecnico di Milano si potrebbero riaprire materne ed elementari tenendo presente i fattori: Istituti vicini a casa, orari diversi, distanziamenti.

Il rettore del Politecnico, Ferruccio Resta, ha spiegato al Corriere della Sera che “gli ingegneri del Politecnico hanno lavorato su vincoli dati: se dunque il vincolo sarà la distanza di 1 o 2 metri, perché gli adulti possono andare in ufficio o sul tram mantenendo quella distanza e gli studenti no? Ovviamente si tratterebbe di una scuola diversa da quella che conosciamo, in termini di orari, turni, composizione delle classi”

La situazione attuale

Bambini e ragazzi sono isolati in casa, senza scuola da circa due mesi e alcuni anche senza la didattica a distanza che secondo i dati del ministero dell’istruzione non ha raggiunto il 20 per cento degli studenti.

Didattica a distanza che del resto può funzionare con i bambini più piccoli solo se hanno l’aiuto e la vicinanza di un adulto che li affianchi.

10 milioni di under 18 che non possono andare a scuola. Di questi quasi 8 milioni di under 14 che oltre che dal punto di vista logico anche legale non possono essere lasciati da soli a casa.

Le scuole non rientrano nel piano di riaperture a cui sta lavorando il governo neanche per la “fase 2” perché – si dice – gli alunni non sono in grado di rispettare le regole sul distanziamento sociale, non esistono strutture adeguate per permetterlo e non c’è personale a sufficienza per gestirlo.

Secondo Franco Locatelli, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, per la stessa ragione bisogna dimenticarsi anche della possibilità “dei campi estivi e degli oratori. Questo deve essere chiarissimo”.

Secondo l’Isat le famiglie con figli in cui entrambi i genitori lavorano sono circa 3 milioni e mezzo. A queste si sommano le famiglie con un solo genitore o dove i genitori si alternano che sono oltre 2 milioni e mezzo. Un totale di 6 milioni di famiglie particolarmente esposte al problema.

E lasciare i figli ai nonni (se ci sono) non si può, non si deve, dicono, perché sono particolarmente esposti ai rischi covid-19

Il governo…

Il governo cosa fa? La ministra dell’istruzione Lucia Azzolina ha nominato l’ennesimo “comitato di esperti” composto da 18 persone (un altro comitato di esperti? Sì, un altro). Con le scuole chiuse, a seconda delle zone, a partire da fine febbraio o dai primi di marzo, la prima riunione del comitato è avvenuta il 23 aprile (sì, il 23 aprile!).

La ministra della famiglia, Elena Bonetti ha proposto tre misure di sostegno alle famiglie: un bonus baby sitter da 600 euro (domanda: è previsto il controllo della salute della baby sitter? Risposta: non è previsto); un assegno mensile fino a dicembre variabile da 160 a 80 euro, a seconda dell’ISEE, per ogni figlio con meno di 14 anni; l’estensione dei congedi parentali di altri 15 giorni per chi ha figli fino a 12 anni, con lo stipendio ridotto al 50% (beninteso solo per chi ha un lavoro dipendente e uno stipendio e sempre che possa rinunciare a metà stipendio).

Comuni e associazioni del volontariato cercano soluzioni

A macchia di leopardo, in assenza di direttive da parte dello stato e delle regioni, diversi comuni stanno cercando, insieme ad organizzazioni di volontariato, di mettere a disposizione alcuni spazi pubblici per organizzare attività didattiche e di svago, di socializzazione e didattiche, servendosi di operatori comunali e di volontari. Ma al momento non esiste un protocollo di sicurezza nazionale per queste attività. Potranno riaprire i servizi educativi, gli asili nido, gli spazi gioco, le ludoteche? E come? Non si sa e mancano ormai pochi giorni al 4 maggio, data fatidica per la prevista “fase 2”

Arciragazzi ha proposto un progetto che si basa sulla collaborazione tra enti territoriali e terzo settore: chiede che vengano individuati luoghi, come biblioteche, parchi, oratori e musei, che possano servire per l’attività ludica e di socializzazione e che in inverno possano affiancare le scuole nelle lezioni.

La ministra Bonetti ha dichiarato che metterà a disposizione 35 milioni di euro per enti del terzo settore, associazioni di volontariato, oratori e centri estivi, per organizzare attività per i bambini. Quando? Come? Al momento non si sa.

La scuola fattore per la ripartenza

La scuola può essere un fattore fondamentale per la ripartenza. Molti stati europei, (Germania, Danimarca…) hanno studiato e stanno applicando strategie per la riapertura. Non considerare la scuola in quest’ottica sarebbe un errore e significherebbe lasciare ancora il carico della gestione dei minori tutto addosso alle famiglie. E non bisogna dimenticare che anche bambini e ragazzi hanno bisogno di relazioni sociali per il loro sviluppo.

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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Bruno Patierno

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Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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