Pompieri inglesi cantano Bella ciao: “La famiglia dei vigili del fuoco è senza confini”

Mentre da noi qualcuno vuole eliminare il 25 aprile, i pompieri inglesi mandano un video di solidarietà ai nostri.

Non se ne parla, ma in questa emergenza Covid19 il loro aiuto è prezioso.

“Fratelli e sorelle italiani, questo è un breve messaggio dai pompieri e dagli operatori del Fire Brigades Union, nel UK. La famiglia dei Vigili del Fuoco è una famiglia senza confini e in questo periodo molto difficile vi inviamo con tutto il cuore forza, amore, speranza, e questa canzone. Siamo sempre con voi. Solidarietà”.

Quando una crisi colpisce, sono i lavoratori che rispondono alla chiamata, è questo il messaggio da Fire Brigades Union, un sindacato inglese che conta circa 45mila iscritti.

Perché proprio Bella ciao?

Perché è una canzone di “rinascita e vicinanza” dicono oltre Manica. Peccato che da noi molti tentino di farla passare come una canzone “divisiva” e ogni anno, verso i primi di aprile, immancabile, si avanza la proposta di abolire la Giornata della Liberazione dall’occupazione nazi-fascista. “Altro che Bella ciao, intoniamo la canzone del Piave e sostituiamo la Giornata della Liberazione con la Giornata dei caduti da Covid-19″: è questa l’ultima proposta lanciata dai politici Ignazio La Russa, Sylos Labini, Paola Frassinetti, Isabella Rauti e Daniela Santanché, tutti militanti nel partito guidato da Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia.

La proposta, ovviamente, nasce da un equivoco: sostituire il 25 aprile con la giornata dei caduti da Covid19 significa intendere la ricorrenza alla stregua di un 4 novembre, giornata della Seconda Guerra mondiale. Inutile dire che così non è, né è questa la sede adatta per ribadire l’ovvio, ossia che liberarsi da chi fa scoppiare una guerra e perseguita milioni di ebrei è diverso dal cadere in guerra. Inoltre la proposta, altrettanto ovviamente, mira a cavalcare l’onda emotiva nei confronti delle vittime da Covid-19 e dei medici, infermieri e operatori sociosanitari, novelli “eroi”. Insomma, la “solita allergia stagionale”, come ha detto Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, di chi non riesce “a distinguere vittime da carnefici”.

Dai pazienti alle strade: l’aiuto silenzioso dei Vigili del Fuoco

Dall’apertura di una porta quando si deve soccorrere una persona, al trasferimento dei pazienti in un altro ospedale quando mancano i mezzi, i giornali non ne parlano, impegnati come sono dietro la continua bagarre dei politici, ma i Vigili del Fuoco stanno pagando un prezzo altissimo nell’emergenza Covid-19. Non solo medici, infermieri e Protezione Civile: a sacrificarsi con turni da 24 ore ci sono anche loro, i pompieri, spesso (l’ultima denuncia a Lecce) senza le dovute precauzioni. Un sacrificio sconosciuto ai più, che i pompieri condividono tra loro, al di là delle frontiere.

“Il dirigente locale non ha avviato una ricognizione per accertare l’esistenza di situazioni a rischio, ma ha imposto al personale le ferie, nonostante lo stesso legislatore abbia considerato inadeguato questo strumento rispetto alla particolare emergenza in atto”. La denuncia di Alessandro De Giorgi, segretario del sindacato dei Vigili del Fuoco, Uil Pa di Lecce, richiama l’attenzione sulle difficoltà con cui questo Corpo speciale sta prestando soccorso al Paese. Come? Con turni da 24 ore. Dalla prima disposizione ministeriale emessa a marzo, ogni vigile che entra in servizio deve restare in caserma per 24 ore così da ridurre da due a uno i turni al giorno e così limitare i contatti tra persone. Oltre a soccorrere e ad accompagnare pazienti e infetti, è proprio il Corpo dei Vigili del Fuoco, con il proprio personale permanente e volontario, a disinfestare le strade. Lo hanno fatto a Cascia, dove il Comune ha poi scritto una lettera aperta, in cui si legge: “rinsalda il sentimento di gratitudine e benevolenza che la cittadinanza sente nei confronti di questo Corpo, che si è prodigato generosamente fin dai primi istanti del terremoto del 2016”.

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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